STIME ISTAT
Dal campo al carrello, i prezzi accelerano: verdure su del 15,4% in un mese
A settembre l’inflazione sale al 4,2% e gli alimentari accelerano: verdura, frutta e legumi rincarano, con alcuni ortaggi a frutto in aumento del 15,4% in un solo mese. Il carrello della spesa sale all’1,7% su base annua
A settembre settembre l’inflazione torna a correre e raggiunge il 4,2% su base annua, contro il 3,3% di agosto. È la stima preliminare diffusa dall’Istat, che rileva anche un aumento dello 0,7% rispetto al mese precedente. A pesare maggiormente sono i costi energetici, ma nella nuova fiammata dei prezzi emerge con particolare evidenza il comparto degli alimentari, soprattutto quello dei prodotti freschi. I prezzi degli alimentari nel complesso aumentano dell’1,8% su base annua, accelerando dall’1% di agosto. Il movimento è però concentrato quasi interamente sugli alimentari non lavorati, che passano dal +3,8% al +5,5%. Nel solo mese di settembre la crescita è del 2,2%. Al contrario, gli alimentari lavorati registrano una variazione mensile negativa dello 0,3%.
Frutta e verdura, il rincaro si vede nel carrello
A spingere verso l’alto il dato sono soprattutto ortaggi, tuberi, banane e legumi, mentre anche la frutta torna a registrare aumenti. Tra gli ortaggi a frutto - pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, cetrioli e zucche - il rialzo mensile arriva al 15,4%, secondo i dati riportati nelle analisi sulla rilevazione Istat. Il fenomeno si inserisce in una situazione di maggiore pressione sui costi della filiera. Le temperature elevate e la scarsità d’acqua hanno ridotto in alcuni casi le rese agricole, mentre trasporti e catena del freddo risentono dei rincari energetici. Un quadro già osservato sui mercati nelle settimane precedenti: a Milano, per esempio, erano stati segnalati forti aumenti per diversi ortaggi, collegati anche alla riduzione delle quantità disponibili.
L’effetto si riflette sul carrello della spesa, che comprende alimentari e beni per la cura della casa e della persona: la sua crescita passa dallo 0,9% all’1,7% su base annua. Ancora più forte l'accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, dal 4,3% al 5,3%.
Anche le associazioni dei consumatori segnalano l'impatto sulle famiglie. Secondo le stime medie, il maggiore esborso complessivo può superare i mille euro annui, mentre una valutazione di Assoutenti attribuisce agli alimentari e alle bevande circa 185 euro di maggiore spesa all’anno per una famiglia con due figli, a parità di consumi.
Energia e carburanti spingono il resto dei prezzi
La componente energetica resta comunque il principale motore dell’inflazione: i beni energetici passano dal +17,1% al +22,3% su base annua. Il gas sul mercato tutelato cresce del 47,2%, il diesel del 34,9% e la benzina del 21,8%. Il rincaro dei carburanti si trasmette inoltre ai costi di trasporto e, indirettamente, a quelli sostenuti lungo le filiere.
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A settembre aumentano anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, mentre salgono quelli dei servizi di trasporto su base annua. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, passa dall’1,5% all’1,7%. L’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge invece il 3,1%. I dati definitivi sui prezzi di settembre saranno diffusi dall’Istat il 16 ottobre.

