12 OTTOBRE
A Napoli si presenta il libro “Trionfi & Cavalli”, un viaggio nelle radici del Mezzogiorno
Il saggio di Salvatore Schiavone intreccia riti contadini, simbologia del cavallo e tutela agroalimentare. L'appuntamento è lunedì 12 ottobre alle ore 17.30 alla Feltrinelli della Stazione Centrale, in piazza Garibaldi
C’è un Mezzogiorno profondo, fatto di focolari domestici, sapienze antiche e un legame indissolubile con la terra e gli animali, che resiste all’avanzata della simulazione digitale. È questo il cuore pulsante di "Trionfi & Cavalli", il nuovo libro del saggista e narratore Salvatore Schiavone, pubblicato da Cacucci Editore. L'opera sarà presentata ufficialmente a Napoli lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 17.30, alla libreria La Feltrinelli (Stazione Centrale, Piazza Garibaldi).
Trionfi & Cavalli: la presentazione del libro di Salvatore Schiavone a Napoli
Il volume si configura come un vero e proprio zibaldone narrativo che adotta con maestria la tecnica dell'edutainment. L'opera fonde l'intrattenimento cinematografico e l'universo simbolico al rigore della divulgazione scientifica, antropologica ed etologica. Strutturato come un dispositivo aperto, il saggio rifiuta qualsiasi tesi dogmatica per stimolare lo spirito critico del lettore e favorire un percorso di profonda introspezione psicologica, biologica e civile. L’incontro, moderato dalla giornalista Lucia Grimaldi, vanta un parterre di relatori di altissimo profilo, specchio della complessità transdisciplinare del volume. Accanto all’autore interverranno il professor Flavio Boccia (professore ordinario presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope), il Ph.D. Giuseppe Parise (responsabile assicurazione qualità alimentare e head di gruppo Parise) e l'onorevole Gennaro Sangiuliano, qui in veste di scrittore e giornalista. Un dialogo che, come evidenziato nella presentazione del volume, nasce come "un’occasione di riflessione sul legame tra identità culturale, tradizioni e patrimonio agroalimentare del Mezzogiorno, per valorizzare un dialogo in promozione delle nostre radici mediterranee".
La scala di Petrarca e il Temenos nascosto nella Capitale
Il saggio si apre con un esplicito richiamo al poema allegorico I Trionfi di Francesco Petrarca, evocando il celebre verso "Passa la vita e non par che s’arresti...". Schiavone traspone la scala gerarchica petrarchesca sul piano della guarigione emotiva dal trauma. Rilegge il concetto di "Trionfo" non come semplice vittoria agonistica, ma come riscoperta di una "sapienza sepolta" legata alla sacralità del Temenos. L'autore compie una vertiginosa mappatura storica, ricordando come, nel cuore di Roma, l'antico spazio sacro del Tarentum e il suo Temenos - storicamente situato nel Campo Marzio e legato al culto delle divinità del sottosuolo e alle corse rituali dei cavalli - sia ancora oggi visibile nei suoi resti monumentali, quasi confusi e mimetizzati sotto l'impianto urbano e stratificato della città contemporanea. È proprio da questo "sterro" della memoria che prende forma il "tavolo" del dibattito odierno. L'intero percorso si articola attorno al motto guida dell'opera: «Il taglio sta al rito come il galoppo sta alla vita».
Non avendo le armi del cacciatore, ha sviluppato la paura come risposta biologica salvifica, conoscendo lo 'o scanto (il trauma dello spavento) milioni di anni prima dell'uomo. Questo legame si fa straordinariamente materiale nel ciclo vitale della terra: pascolando, il cavallo ingerisce le uova dei parassiti depositate sui fili d'erba, sviluppando infezioni intestinali e spasmi. Nelle comunità rurali, questo malessere biologico si è specchiato per secoli nella salute dei bambini. Nella medicina popolare del Mezzogiorno, lo spavento improvviso contrae l'addome, facendo muovere un dolore nomade nel corpo. Il rito contadino della verminara (il "taglio dei vermi") agisce come una "chirurgia simbolica" - affine alla psicomagia di Alejandro Jodorowsky - per recidere i nodi invisibili della paura addominale.
I Tarocchi e la tutela della filiera agroalimentare
Per codificare questo percorso, il saggio impiega l'alfabeto archetipico dei Tarocchi e delle Carte napoletane, dove le figure dei "Cavalli" agiscono come messaggeri di movimento e rottura dell'inerzia. L'opera estende poi la guarigione individuale alla dimensione urbana e sociale, immaginando l'ippodromo moderno - come il case study della celebre Scuderia Pappalardo - come un grande laboratorio all'aria aperta per "guarire dal cemento" attraverso l'ippoterapia, la didattica del vivente e gli Interventi assistiti con animali (Iaa). Un approccio etico che si contrappone alla "perfezione senza anima" dei modelli tecnologici artificiali (evocati nel saggio attraverso il film profetico "Il mondo dei robot" di Michael Crichton) e che si sposa con la tutela rigorosa della legalità agroalimentare. Il volume si chiude infatti con l’appendice investigativa "Il galoppo della verità", incentrata sulla tracciabilità dei mangimi e sulla lotta alle frodi nei passaporti equini, tema di cruciale attualità per la salvaguardia delle nostre eccellenze e della salute dei consumatori.

