A COMO
Turismo enogastronomico, Roberta Garibaldi riceve il Profilo Pliniano 2026
Roberta Garibaldi ha ricevuto il Profilo Pliniano 2026 per il suo lavoro sul turismo enogastronomico. A Como il riconoscimento richiama il legame tra cultura, ambiente e sviluppo dei territori italiani
Il turismo enogastronomico non riguarda soltanto la promozione di prodotti e destinazioni. È anche uno strumento per conoscere la storia dei luoghi, comprendere il rapporto tra comunità e ambiente e conservare saperi che rischiano di perdersi. È su questa visione che si fonda il lavoro di Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, fondatrice e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano. Il 24 ottobre 2026, a Palazzo Terragni a Como, le è stato conferito il Profilo Pliniano, riconoscimento assegnato durante la seconda edizione dell’iniziativa promossa da Alberto Vannelli, presidente di Erone ETS, in collaborazione con il Comune di Como e l’Accademia Pliniana.
Turismo enogastronomico, il legame tra cibo e identità dei territori
Il valore del turismo enogastronomico va oltre la dimensione economica. Un prodotto tradizionale, una ricetta o una pratica agricola raccontano il rapporto tra le persone e il territorio, le trasformazioni delle comunità e le conoscenze trasmesse nel tempo. Sono espressione di un patrimonio fatto di paesaggi, attività produttive e competenze che richiedono attenzione e continuità per essere conservate. È in questa prospettiva che si inserisce l'attività di ricerca di Roberta Garibaldi, orientata a riconoscere nel patrimonio gastronomico una componente dell'identità culturale dei luoghi e una risorsa per il loro sviluppo. La valorizzazione turistica, in questa lettura, non consiste soltanto nel rendere una destinazione più attrattiva, ma anche nel dare visibilità alle relazioni che legano ambiente, produzioni e comunità locali. Un approccio che interessa direttamente anche il sistema agroalimentare e horeca: ristoranti, produttori e operatori dell'accoglienza contribuiscono infatti a rendere riconoscibile un territorio attraverso i suoi prodotti, le tradizioni e le esperienze che possono offrire ai visitatori.
Da Plinio il Vecchio alla ricerca contemporanea sui territori
Il riconoscimento assegnato a Garibaldi richiama anche l'eredità culturale di Plinio il Vecchio. Nella Naturalis Historia, il naturalista comasco dedicò ampio spazio alle risorse della natura, all'agricoltura, alla vite e agli alimenti, raccogliendo conoscenze sui prodotti e sulle attività dei popoli del mondo antico. La sua opera testimonia un interesse per l'ambiente che non si limitava alla descrizione, ma cercava di comprenderne le caratteristiche e le relazioni con le attività umane. La ricerca contemporanea utilizza metodi e strumenti differenti, ma conserva l'attenzione verso il rapporto tra natura, società e cultura. In questo senso, il lavoro di Garibaldi si colloca in una prospettiva che considera la conoscenza dei territori una condizione per orientarne le scelte di sviluppo e tutelarne il patrimonio.
Il Profilo Pliniano mette al centro conoscenza e nuove generazioni
La seconda edizione del Profilo Pliniano ha riunito personalità provenienti da ambiti diversi, accomunate dal contributo delle proprie competenze alla collettività. Oltre a Roberta Garibaldi, il riconoscimento è stato conferito ad Alessandra Laganà, Paolo Benanti ed Eva Falaschi. La giornata ha dato spazio anche agli studenti del Liceo Artistico Paolo Carcano di Como, che hanno presentato il progetto Elogio dell'albero. La loro partecipazione ha aggiunto una dimensione educativa all'iniziativa, mettendo in relazione il tema della conoscenza con quelli dell'ambiente, della salute e della responsabilità verso il futuro. Il Profilo Pliniano nasce proprio con l'obiettivo di riconoscere chi mette talento e competenze al servizio della comunità e di favorire il dialogo tra esperienze consolidate e nuove generazioni. Nel caso di Garibaldi, il riconoscimento riguarda un ambito strategico per l'Italia: la capacità di valorizzare il patrimonio enogastronomico senza separarlo dalla storia, dalle persone e dai luoghi che lo hanno generato.

