«A causa del troppo caldo (e non solo), in difficoltà le produzioni orticole: lattughe e verdure a foglia». Alessandro Martinoni di Confagricoltura Brescia lancia l'allarme. La situazione, infatti, da fine agosto ai primi di settembre, è diventata sempre più difficile sia sul fronte della disponibilità dei prodotti sia su quello dei costi.

Verdure, a Brescia è allarme nei campi: raccolti in calo fino al 60% e prezzi in aumento
A Brescia caldo e rincari stanno riducendo la disponibilità di lattughe e verdure a foglia

Verdure sempre più difficili da reperire

«Da circa tre settimane - sottolinea Martinoni - si registra una forte mancanza di verdure nei mercati e i quantitativi si sono ridotti sensibilmente. Ma non solo. I prezzi sono saliti in modo significativo anche nella grande distribuzione e si iniziano a vedere difficoltà nel reperire alcune tipologie. È una situazione critica per l'intera filiera». Il settore registra perdite generali fra il 20% e il 60%. In questi ultimi giorni pare diventato raro anche il pomodoro, con prezzi - denuncia Confagricoltura - alle stelle, e sono compromessi pure i trapianti autunnali, proprio per le ondate di calore a cui sono sottoposti.

Pubblicità

Dal caldo alle grandinate: raccolti sotto pressione

All'origine di tutto, le conseguenze del difficilissimo andamento climatico, con repentini cambiamenti: da picchi di caldo a grandinate che compromettono i normali cicli, accelerando la maturazione e il deterioramento dei prodotti. Il risultato è un mercato squilibrato, con una domanda superiore all'offerta e una disponibilità che, per alcune referenze, si è avvicinata ai minimi. Una situazione che riguarda sia i prodotti di prima gamma quanto quelli della quarta gamma.

I rincari si propagano lungo tutta la filiera

«Non siamo di fronte a un semplice problema logistico - conclude Martinoni -; le difficoltà nascono prima di tutto nei campi, quando manca il raccolto all'origine. Di conseguenza, tutta la catena ne risente, compresi i mercati all'ingrosso, trasformatori, piattaforme distributive e punti vendita. A ciò si aggiungono gli aumenti dei costi dell'energia, dell'acqua per l'irrigazione, la manodopera, la distribuzione e i mezzi tecnici».