IN FRANCIACORTA

La vendemmia corre contro il caldo: «L'uva deve arrivare in pressa entro 90 minuti»
Vendemmia anticipata, caldo estremo e finestre di lavoro sempre più strette impongono nuove strategie nel vigneto. Gualberto Ricci Curbastro racconta come logistica, raccolta in bidoni, cantina a gravità e gestione della manodopera permettano di preservare la qualità delle uve, mentre ricerca agronomica e nuove tecnologie guardano alle sfide climatiche future
Indice
- 1L’intervista a Gualberto Ricci Curbastro
- 2Caldo estremo in vigneto: come cambiano i turni per proteggere i lavoratori
- 3Dal taglio alla pressa in 90 minuti: il segreto dei "bins"
- 4Gestione della manodopera e costi: la stabilità del modello Franciacorta
- 5Il futuro della viticoltura: affrontare il calore che aumenta
- 6La cantina a gravità: efficienza e velocità contro l'afa
- 7Scienza e agronomia: addio alla sfogliatura e arrivo dell'Erbamat
- 8Intelligenza Artificiale vs esperienza: perché l'occhio umano guida ancora il vigneto
- 9La vendemmia del futuro: dalla robotica nei filari all’evoluzione della raccolta manuale
A poco più di un mese dall'avvio di una vendemmia segnata dal caldo e dall'anticipo delle maturazioni, la gestione del lavoro in campagna impone nuove strategie organizzative. Dalla ripartizione degli orari per proteggere la manodopera dalla calura estrema alla scelta dei bins al posto delle cassette per velocizzare i tempi di conferimento, l'efficienza logistica è diventata la chiave per preservare la qualità delle uve. A raccontare come si è mosso in questa torrida estate 2026 è Gualberto Ricci Curbastro, alla guida, insieme al padre Riccardo e al fratello Filippo, dell’Azienda Agricola Ricci Curbastro di Capriolo (Bs) - storica realtà della Franciacorta -, che illustra le soluzioni adottate in cantina, dal lavoro a gravità fino alle pratiche agronomiche e agli studi sulle varietà tardive per affrontare il cambiamento climatico.
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L’intervista a Gualberto Ricci Curbastro
“Come azienda abbiamo iniziato le operazioni il 5 agosto. A livello storico non si tratta della vendemmia più precoce in assoluto, primato che spetta al 2003 quando cominciammo il 3 agosto; tuttavia, si attesta tra le più anticipate di sempre. La prima decade di agosto ha visto l'inizio dei lavori soltanto nel 2003, nel 2007 e in questa specifica annata. Rispetto alla nostra media storica aziendale, registriamo circa una settimana di anticipo, considerato che solitamente l'inizio della vendemmia si colloca tra il 12 e il 13 agosto. È stato un fenomeno diffuso e chiaramente visibile un po' ovunque.”
“Non si è trattato di un evento inatteso. In Franciacorta, trattandosi di tempistiche consolidate, sappiamo che la finestra di raccolta ricade in quel determinato arco di venti giorni, pertanto la struttura è sempre pronta e operativa per una vendemmia agostana. La tendenza era già chiara dai rilevamenti sull'invaiatura. Inoltre, la pioggia consistente registrata a metà luglio per circa un giorno e mezzo ha consentito di recuperare un paio di giorni, evitando che le viti andassero in stress idrico. Pur avendo causato alcuni danni con circa 100 mm di precipitazioni tra acqua e grandine, tali piogge hanno alleviato la sofferenza idrica delle piante. Le criticità di quest'anno erano essenzialmente due: l'elevato calore, con il conseguente anticipo della raccolta, e il marcato stress idrico, che in Franciacorta è stato in parte mitigato dalle piogge di metà luglio.”
Caldo estremo in vigneto: come cambiano i turni per proteggere i lavoratori
“La principale novità di quest'anno risiede nel fatto di aver dovuto operare per tutti i 10-12 giorni di raccolta in pieno anticiclone, affrontando temperature costantemente elevate. Prevedendo il disciplinare la raccolta manuale obbligatoria, l'attenzione si è concentrata prima di tutto sulla tutela dei lavoratori. In applicazione di un decreto regionale che proibiva le attività nelle fasce orarie a rischio rosso, coincidenti con le prime ore del pomeriggio, la differenza sostanziale rispetto a una normale campagna è stata l'interruzione della raccolta nel primo pomeriggio per poi riprenderla in tarda giornata. Ciò non ha comportato uno stravolgimento operativo, ma soltanto un prolungamento del lavoro serale in cantina per il carico delle presse. Trattandosi di una vendemmia quantitativamente non particolarmente abbondante, è stato possibile gestire efficacemente i volumi raccolti e le maturazioni dei vigneti, conducendo le operazioni in modo ordinato e pianificato.”
Dal taglio alla pressa in 90 minuti: il segreto dei "bins"
“Nel nostro caso no, in quanto rappresentiamo una realtà singolare per il territorio della Franciacorta. Mentre la prassi comune prevede l'impiego delle cassette, adottiamo da sempre anche una modalità consentita dal disciplinare, ovvero la raccolta in bins (bidoni, ndr) contenenti quantitativi ridotti di uva per evitare lo schiacciamento degli acini. Questo sistema offre il grande vantaggio della celerità: permette di rimuovere rapidamente l'uva dai campi evitando che si surriscaldi al sole, garantendone il rapido conferimento alla pressa. Nel nostro caso, dal momento del taglio del grappolo all'arrivo in pressa non trascorrono mai più di novanta minuti. In annate caratterizzate da temperature elevate, ridurre i tempi consente di contenere il riscaldamento delle uve e dei mosti, ottimizzando l'efficienza complessiva dei processi di cantina.”
“Esattamente. L'alternativa consisterebbe nell'impiego di celle frigorifere, opzione che comporta costi aggiuntivi in termini di consumi energetici e tempistiche. Agendo tempestivamente nella raccolta durante le ore più fresche della giornata, si evita il ricorso a tali soluzioni complesse. Per una realtà di medie e piccole dimensioni come la nostra, che lavora esclusivamente uve di proprietà senza avvalersi di conferitori esterni, risulta più agevole calendarizzare e gestire le attività. Per comprendere la scala operativa, la nostra azienda pressa mediamente 250 quintali di uva al giorno; su una produzione complessiva compresa tra 2.400 e 2.500 quintali, il lavoro si articola su un arco di circa dieci giorni.”
Gestione della manodopera e costi: la stabilità del modello Franciacorta
“Sotto questo profilo non si sono riscontrate criticità. In Franciacorta è prassi consolidata avvalersi di aziende specializzate che forniscono la manodopera mediante contratti di appalto per la vendemmia. Si tratta di un modello operativo ben strutturato che garantisce la disponibilità del personale necessario a soddisfare le esigenze di raccolta.”
“No, nel nostro caso non ci sono stati impatti economici significativi in tal senso.”
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Il futuro della viticoltura: affrontare il calore che aumenta
“Non si registrano mutamenti radicali. In Franciacorta la vendemmia nel mese di agosto è una realtà consolidata ormai da venticinque anni, a partire dal 2000. È una consuetudine a cui siamo ampiamente abituati e che non richiede variazioni strutturali sul piano logistico. Ciò di cui occorrerà tenere conto in futuro non è tanto l'anticipo delle date, quanto l'operare in condizioni di calore estremo, fattore che ridurrà la finestra oraria lavorativa giornaliera. Sarà quindi necessario ottimizzare la raccolta, valutando se diluirla su più giorni - ove le condizioni dell'annata lo consentano - oppure incrementare la manodopera impiegata nelle ore utili. La reperibilità dei lavoratori rimane un aspetto complesso, poiché, pur in un contesto organizzato come quello franciacortino, è difficile ipotizzare un ulteriore aumento degli organici. Va riscontrato che non tutte le annate recenti hanno presentato condizioni climatiche così severe, garantendo talvolta contesti operativi più agevoli, ma il tema delle temperature elevate rimane centrale per i prossimi anni.”
La cantina a gravità: efficienza e velocità contro l'afa
“Il sistema a gravità favorisce nettamente la velocità delle operazioni e permette di contenere il numero di addetti necessari in cantina, consentendo di destinare la massima forza lavoro alle attività di campagna e ottimizzando la resa dei raccoglitori.”
“L'elemento chiave risiede nell'interazione tra la raccolta in bins e la struttura a gravità: un singolo operatore dotato di carrello elevatore è in grado di scaricare il contenitore e caricare direttamente la pressa. Si evita così l'impiego di personale aggiuntivo per la movimentazione, il lavaggio delle cassette e la sistemazione manuale del carico. Come detto, questa efficienza operativa garantisce che l'uva giunga in pressa ed entri in lavorazione entro un'ora e mezza o al massimo due ore dal taglio, velocizzando l'intero processo aziendale.”
Scienza e agronomia: addio alla sfogliatura e arrivo dell'Erbamat
“In Franciacorta è stato svolto un rilevante lavoro di ricerca a livello consortile. L'ufficio tecnico e la sezione di Ricerca e Sviluppo del Consorzio attuano un monitoraggio capillare del territorio, incrociando le rilevazioni delle centraline meteorologiche con i campionamenti sulle uve, ai quali affianchiamo i dati provenienti dai nostri strumenti e dai nostri controlli aziendali. Sul piano agronomico, le pratiche di campagna sono state gradualmente adeguate. La sfogliatura, ad esempio, è divenuta una tecnica obsoleta per la nostra realtà: nelle recenti condizioni climatiche non avrebbe senso esporre direttamente i grappoli all'irraggiamento e al calore, ed è preferibile preservare la copertura fogliare. In una prospettiva di lungo termine, si stanno valutando sia gli studi sulle varietà a maturazione più tardiva, come l'Erbamat, sia sperimentazioni interne condotte su selezioni clonali e portainnesti, tese a mitigare gli effetti dello stress idrico e dell'anticipo vegetativo.”
Intelligenza Artificiale vs esperienza: perché l'occhio umano guida ancora il vigneto
“Al momento no. Riteniamo che il fattore umano e la sensibilità professionale degli enologi e degli operatori sul campo rimangano insostituibili. L'esperienza del personale storico, che vive quotidianamente il vigneto, consente di stimare la data di inizio della vendemmia con mesi di anticipo, persino prima della fioritura. La conoscenza esperienziale della maestranza, pur integrata dalla cospicua mole di dati analitici oggi a disposizione, continua a guidare in modo determinante le decisioni aziendali.”
“Il flusso delle lavorazioni si mantiene regolare. Non acquistando uva da terzi ed erogando la produzione su una superficie vitata eterogenea, riusciamo a programmare con precisione le fasi di taglio. La maggiore precocità di taluni vigneti è bilanciata dalla maturazione più tardiva di altre parcelle. A ciò si aggiunge l'età media dei nostri impianti, superiore ai vent'anni: il patrimonio di vigne storiche rappresenta un elemento di stabilità fondamentale, data la loro naturale capacità di tollerare gli stress climatici.”
La vendemmia del futuro: dalla robotica nei filari all’evoluzione della raccolta manuale
“Risulta difficile delineare con certezza gli scenari futuri. Come singola impresa, disponendo già di un assetto organizzativo ampiamente ottimizzato, è complesso avviare sperimentazioni su macro-scala. Tuttavia, in un'ottica strategica di comparto, nel medio e lungo periodo diventerà necessario valutare soluzioni alternative alla vendemmia manuale su quota parte della denominazione o dei vigneti. Non si tratterà della meccanizzazione tradizionale, bensì dell'adozione di tecnologie avanzate legate alla robotica, che in futuro potranno affiancare le operazioni di campagna, fermo restando che la raccolta manuale rimane tuttora un requisito fondamentale per la qualità del prodotto.”









