STUDIO FEDERVINI
Per 7 italiani su 10 il consumo di alcol è legato a pasto e convivialità
Uno studio Federvini-La Sapienza sul consumo responsabile di alcol evidenzia il modello italiano: oltre il 70% delle consumazioni avviene tra aperitivo, pranzo e cena. Tra 2007 e 2023 calano i comportamenti a rischio
Il consumo di bevande alcoliche in Italia resta in larga parte moderato e legato ai momenti del pasto e della convivialità. È quanto emerge dallo studio "The Italian Way", realizzato da Federvini in collaborazione con l’Università La Sapienza e presentato a Bruxelles durante la "Spirit of Life Week", iniziativa promossa da spiritsEurope, l’associazione europea dei produttori di bevande spiritose che riunisce 31 associazioni nazionali. Secondo l'analisi, oltre il 70% delle consumazioni si concentra tra aperitivo, pranzo e cena, confermando il legame tra consumo di alcol, alimentazione e socialità che caratterizza il modello italiano.
Alcol in Italia, oltre il 70% dei consumi tra aperitivo, pranzo e cena
Il dato centrale dello studio riguarda dunque il contesto nel quale le bevande alcoliche vengono consumate. In Italia il consumo risulta strutturalmente associato al pasto e alla convivialità, in un quadro che Federvini colloca in continuità con le abitudini alimentari della Dieta mediterranea. L'analisi prende inoltre in considerazione l'evoluzione dei comportamenti a rischio. Tra il 2007 e il 2023 la loro prevalenza nella popolazione italiana si è ridotta di 6 punti percentuali, secondo i dati richiamati dallo studio.
Il quadro che emerge è quindi quello di un consumo caratterizzato, nella maggior parte dei casi, da una collocazione precisa nella giornata e da una relazione con il cibo e con la dimensione sociale.
Federvini porta a Bruxelles il modello italiano di consumo moderato
È su questi elementi che Federvini ha costruito il proprio intervento a Bruxelles, sostenendo la specificità del modello italiano nel confronto europeo. «Il modello italiano di consumo moderato rappresenta una best practice europea», ha sottolineato Gabriele Castelli, direttore di Federvini. «Presentare a Bruxelles i dati che confermano la solidità del modello italiano ha significato valorizzare una cultura fondata su convivialità, moderazione e Dieta Mediterranea, essenziale anche per il futuro di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di lavoratori». La presentazione dello studio si è inserita nella "Spirit of Life Week", promossa da spiritsEurope, e nel confronto dedicato al ruolo del comparto degli spirits nel sostegno all'agricoltura e al sistema agroalimentare europeo.
La sessione "Spirits: our Role in Helping Sustain Europe's Agriculture and Agri-food Sector" ha affrontato infatti il rapporto tra produzione di bevande spiritose, agricoltura e sostenibilità economica e sociale delle filiere. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, Leonardo Vena, presidente del Gruppo Spiriti di Federvini, e Christophe Hansen, commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale, insieme a esponenti del mondo imprenditoriale. Il tema del consumo responsabile si è così intrecciato con quello della tenuta economica delle filiere agricole e agroalimentari, in un confronto che guarda non soltanto alle abitudini dei consumatori, ma anche al ruolo occupazionale e produttivo del settore.

