Ingioiellata come una Madonna partenopea, trucco abbondante, chignon posticcio, sfoggia il sorriso delle grandi occasioni. Accoglie gli ospiti in sala. Ricorda nomi, cognomi, fatterelli e aneddoti. A ciascuno regala la sensazione di essere speciale.

Dietro il sorriso della maitre

Strizzata nel corpetto del dirndl, bambola invecchiata maluccio, ha l'aria compiaciuta di una bambina che recita la poesia di Natale davanti a un pubblico finalmente degno di ascoltarla. Un lembo del suo sorriso raggiante arriva fino a me, uscita apposta, stasera, per godermi qualche episodio del buffet, accanto allo chef. L'incedere ossequioso con cui accompagna una coppia al tavolo è quasi imbarazzante.

Sorride ai clienti, tratta male i colleghi: il doppio volto di una maitre
Dietro l'accoglienza ossequiosa della maitre si nasconde una profonda fame di approvazione

Poi ricordo. Un giorno, la maitre mi ha raccontato che sua madre, quando era ragazza, le disse che avrebbe preferito fosse morta lei, al posto di un fratello. La madre della maitre ha imbandito una tavola di rabbia, dolore e una fame di approvazione che nessun sorriso sembra saziare.

Quando il cliente non sente, il sorriso si spegne

Dietro le quinte, quando il cliente non sente, il sorriso si spegne. Resta una voce gracchiante che distribuisce ordini sgarbati e repliche incattivite ai giovani chef de rang. Quando viene a ritirare i dessert, il repertorio si arricchisce: modi bruschi, invettive contro i clienti a cui in sala sorride, disprezzo servito a voce alta, purché lontano dalle orecchie giuste.

Sorride ai clienti, tratta male i colleghi: il doppio volto di una maitre
Lontano dagli ospiti, la maitre abbandona il sorriso e si rivolge sgarbatamente ai colleghi

Ho già avvisato lo chef: alla prossima risposta sgarbata, la mando a quel paese. E non con garbo. «Mandala a c****e», mi ha risposto lui. Una sera, naturalmente, succede.