ARCHIVIO DI VINI

Le grandi bollicine Ferrari Trento alla prova del tempo: sei etichette da scoprire
Nell'Archivio di Famiglia, la famiglia Lunelli raccoglie annate storiche di Ferrari Perlé, Perlé Nero, Perlé Rosé e Riserva Lunelli, proponendo edizioni originali e sboccature recenti dello stesso millesimo. La collezione comprende anche Giulio Ferrari Riserva del Fondatore e Giulio Ferrari Rosé, oltre alle magnum Perlé 2003, 2004 e 2005
Indice
- 1Trentodoc di montagna tra acidità, biodiversità e sostenibilità
- 2Il cambiamento climatico e il futuro della viticoltura
- 3Archivio di Famiglia Ferrari: la collezione dedicata al tempo
- 3.1Ferrari Perlé: lo Chardonnay di montagna
- 3.2Ferrari Perlé Nero: il Blanc de Noirs Ferrari
- 3.3Ferrari Perlé Rosé: Pinot Nero e profondità aromatica
- 3.4Ferrari Riserva Lunelli: la firma della famiglia
- 3.5Giulio Ferrari Riserva del Fondatore: la grande icona Ferrari
- 3.6Giulio Ferrari Rosé: la versione rosata di un mito
- 4Ferrari Trento: dal 1902 alla famiglia Lunelli
- 5Gruppo Lunelli: Ferrari e le altre eccellenze del bere italiano
Nel mondo delle bollicine italiane, Ferrari Trento ha costruito la propria identità attorno al Metodo Classico e alla viticoltura di montagna del Trentino. La cantina, fondata nel 1902 da Giulio Ferrari e dal 1952 guidata dalla famiglia Lunelli, ha fatto della capacità di evolvere nel tempo uno dei tratti distintivi dei propri Trentodoc. L’Archivio di Famiglia rappresenta la sintesi più preziosa di questa vocazione: una selezione di millesimati e Riserve che permette di osservare come il vino cambi negli anni, attraverso bottiglie rare conservate nelle cantine Ferrari. Il territorio resta centrale.
Trentodoc di montagna tra acidità, biodiversità e sostenibilità
Le uve destinate ai Trentodoc della casa provengono dai vigneti di montagna del Trentino, dove altitudine ed escursioni termiche tra giorno e notte contribuiscono a preservare acidità e freschezza, elementi fondamentali per vini capaci di affinare a lungo e acquisire complessità senza perdere equilibrio. È una viticoltura che richiede conoscenza, cura e capacità di adattamento, perché lavorare in montagna significa confrontarsi con pendenze, microclimi e condizioni spesso differenti anche all’interno dello stesso territorio.
Questa relazione con la montagna si traduce anche in una precisa idea di sostenibilità, intesa come tutela delle risorse naturali e capacità di preservare nel tempo il patrimonio viticolo del territorio. La gestione dei vigneti tiene conto della biodiversità, della salute dei suoli e dell’utilizzo responsabile delle risorse, con l’obiettivo di mantenere vitale un ecosistema agricolo che è parte integrante dell’identità trentina. In questo senso, la sostenibilità non è separata dalla qualità del vino, ma ne diventa una condizione essenziale: prendersi cura del vigneto significa proteggere la possibilità di produrre oggi e, soprattutto, di continuare a farlo in futuro.
Il cambiamento climatico e il futuro della viticoltura
Anche il cambiamento climatico rende questa prospettiva sempre più importante. La viticoltura di montagna offre infatti strumenti naturali di adattamento, grazie alla possibilità di lavorare a diverse altitudini e di individuare, all’interno del territorio, le condizioni più adatte alla maturazione delle uve. In un clima più caldo, la possibilità di spostare progressivamente i vigneti verso quote più elevate può contribuire a preservare l’equilibrio tra maturità, acidità e freschezza, tutelando così il futuro della viticoltura e la riconoscibilità dei Trentodoc.
È proprio questo dialogo tra esperienza e ricerca, tradizione e capacità di guardare avanti, a definire l’identità di Ferrari Trento. La montagna non è soltanto il luogo in cui nascono le uve, ma un elemento che contribuisce in modo determinante allo stile dei vini e alla loro capacità di esprimere il territorio. Ogni bottiglia diventa così il risultato di un equilibrio tra natura e intervento dell’uomo, tra il carattere di un’annata e la visione di lungo periodo della famiglia Lunelli: preservare un patrimonio viticolo unico e, allo stesso tempo, creare le condizioni perché possa continuare a evolvere nel futuro.
Leggi anche
Archivio di Famiglia Ferrari: la collezione dedicata al tempo
L’Archivio di Famiglia nasce per custodire e valorizzare la memoria enologica di Ferrari Trento attraverso annate storiche e lunghi affinamenti in bottiglia. Il progetto raccoglie alcune delle espressioni più importanti dell’azienda, tra cui Ferrari Perlé, Ferrari Perlé Nero, Ferrari Perlé Rosé, Ferrari Riserva Lunelli, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore e Giulio Ferrari Rosé. Una collezione che permette di osservare concretamente l’evoluzione dei Trentodoc e il modo in cui il tempo interviene sul profilo di un vino. La particolarità della collezione non risiede soltanto nella rarità delle bottiglie, ma nella possibilità di seguire due differenti traiettorie di maturazione. Ferrari Trento, infatti, propone le Edizioni Originali e le Sboccature Recenti.
Le prime sono conservate nella loro sboccatura storica e lasciate evolvere ulteriormente in bottiglia, mentre le seconde, frutto di lunghissimi affinamenti sui lieviti, offrono una nuova interpretazione dello stesso millesimo. Il percorso dell’Archivio si arricchisce anche delle nuove magnum di Ferrari Perlé 2003, 2004 e 2005, tre annate che entrano nella collezione in un formato particolarmente adatto a valorizzare l’evoluzione nel tempo. Queste referenze sono reperibili attraverso alcune delle principali enoteche italiane, oltre che sulla piattaforma Enoteca Lunelli online o direttamente in cantina scrivendo a enoteca@gruppolunelli.it .
Ferrari Perlé: lo Chardonnay di montagna
Il Ferrari Perlé rappresenta una delle espressioni più riconoscibili dello stile Ferrari. Ottenuto da Chardonnay di montagna, nasce per valorizzare la finezza del vitigno attraverso un affinamento prolungato. Nell’Archivio il vino assume progressivamente tonalità dorate più intense e sviluppa un profilo aromatico articolato, nel quale la componente fruttata si accompagna a mandorla, nocciola, agrumi, miele e sensazioni tostate. Con l’evoluzione possono emergere anche note più mature di sottobosco, caffè, tabacco, liquirizia e frutta candita. Il perlage rimane fine e persistente, mentre il sorso alterna freschezza, struttura e profondità.
Ferrari Perlé Nero: il Blanc de Noirs Ferrari
Il Ferrari Perlé Nero è il Blanc de Noirs della casa, prodotto esclusivamente da Pinot Nero. Rispetto alla versione da Chardonnay, presenta una struttura più marcata e un profilo aromatico nel quale la componente fruttata si intreccia con sensazioni di frutta secca, agrumi, caffè, tabacco, torba e affumicatura. L’affinamento prolungato amplia ulteriormente il quadro aromatico, portando verso miele, pasticceria, frutta candita e richiami balsamici. Al palato conserva una spiccata freschezza, elemento essenziale per sostenere la ricchezza del vino e accompagnarne la lunga persistenza.
Ferrari Perlé Rosé: Pinot Nero e profondità aromatica
Nel Ferrari Perlé Rosé il Pinot Nero porta struttura e profondità, mentre l’affinamento contribuisce a sviluppare un profilo aromatico complesso. La veste può evolvere verso tonalità di rosa antico, ramato e oro rosa, accompagnate da un perlage fine e persistente. Il bouquet richiama marasca, ciliegia, mirtillo e susina, con successive sfumature di agrumi, spezie, erbe balsamiche e pasticceria. Nelle versioni più evolute possono comparire anche sottobosco, frutta candita e cioccolato. Il sorso è strutturato e vellutato, ma la componente fresca e sapida mantiene equilibrio e slancio, evitando che la ricchezza aromatica risulti eccessiva.
Ferrari Riserva Lunelli: la firma della famiglia
Il Ferrari Riserva Lunelli è una delle espressioni più strutturate dell’azienda e porta direttamente nel nome il legame con la famiglia proprietaria. È un Trentodoc da Chardonnay in purezza, ottenuto da uve provenienti dai vigneti di proprietà. Dopo un lungo affinamento in bottiglia, il vino sviluppa una notevole complessità. Nel bicchiere si presenta con tonalità dorate e un bouquet che può spaziare dalla frutta secca e candita agli agrumi, dal miele alle spezie, fino a sensazioni di caramello, crema pasticciera e zenzero. Con il tempo emergono sfumature più evolute di sottobosco, champignon, tartufo, resine e balsami. Il palato è ampio e ricco, sostenuto da freschezza e sapidità, con una persistenza lunga e articolata.
Giulio Ferrari Riserva del Fondatore: la grande icona Ferrari
Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore è l’etichetta simbolo della cantina e una delle massime espressioni dello Chardonnay. Nasce dalle uve del vigneto Maso Pianizza, nei pressi di Trento. La sua storia è legata a un episodio diventato parte della memoria Ferrari: nel 1972 Mauro Lunelli lasciò affinare in cantina 5.000 bottiglie provenienti da Maso Pianizza, dando origine alla prima Riserva del Fondatore. Il lungo affinamento sui lieviti è uno degli elementi distintivi del vino. Nel calice sviluppa una tonalità giallo dorata e un perlage molto fine e persistente. Il profilo aromatico può unire albicocca, ananas, miele, torta di mele, cannella, burro ed erbe di montagna, con una complessità che aumenta progressivamente con l’ossigenazione. Al palato mostra ricchezza e profondità, ma anche una freschezza ben integrata. La componente sapida accompagna un finale particolarmente lungo.
Giulio Ferrari Rosé: la versione rosata di un mito
Il Giulio Ferrari Rosé porta la stessa ricerca verso la longevità nella versione rosata. Il vino presenta una personalità complessa e strutturata, con un colore che richiama il rosa salmone e un perlage raffinato. La componente aromatica è caratterizzata da frutti rossi e scuri, tra melograno, mirtillo rosso, ciliegia e tamarindo, cui si aggiungono violetta e nigritella. Con l’ossigenazione emergono progressivamente sensazioni di arancia sanguinella, rabarbaro, cannella e crusca. Il sorso è ricco e potente, ma la freschezza ne sostiene l’equilibrio e ne amplifica la profondità. La persistenza è molto lunga e nel finale riporta le sensazioni floreali e fruttate percepite all’inizio della degustazione.
Ferrari Trento: dal 1902 alla famiglia Lunelli
La storia di Ferrari Trento comincia nel 1902, quando Giulio Ferrari fonda a Trento la propria cantina con l’obiettivo di produrre bollicine capaci di confrontarsi con i grandi vini francesi. La Casa individua presto nello Chardonnay uno dei vitigni più adatti al territorio trentino e sviluppa una produzione basata sul Metodo Classico. Nel 1952 Giulio Ferrari passa il testimone a Bruno Lunelli, che rileva l'azienda, allora impegnata nella produzione di circa 9.000 bottiglie.
È l’inizio della storia della famiglia Lunelli alla guida della cantina. Da allora Ferrari cresce mantenendo il carattere familiare dell’impresa e rafforzando il legame con la viticoltura di montagna. Nel corso della propria storia Ferrari ha costruito una presenza internazionale e una forte riconoscibilità anche al di fuori del mondo del vino. Tra le collaborazioni più note figura quella con la Formula 1, di cui Ferrari Trento è stata Brindisi Ufficiale dal 2021 al 2024, portando il Trentodoc sui podi dei Gran Premi di tutto il mondo.
Gruppo Lunelli: Ferrari e le altre eccellenze del bere italiano
La crescita di Ferrari Trento si inserisce nella più ampia storia imprenditoriale della famiglia Lunelli, che negli anni ha costruito un gruppo diversificato nel settore del bere e dell’ospitalità. Accanto a Ferrari sono entrati nel portafoglio Segnana, storica grappa trentina, Surgiva, acqua minerale, e Tenute Lunelli, realtà dedicata ai vini fermi prodotti in Trentino, Toscana e Umbria.







