Con 667 milioni di bottiglie nel 2025 (+1,1% rispetto al 2024) e oltre l’82% di export, il Prosecco è il vino da battere. Se il Prosecco Doc ha raggiunto un valore stimato di oltre tre miliardi di euro, le altre denominazioni non sono da meno: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg si attesta sui 98 milioni di bottiglie (+8%), mentre la Docg Asolo raggiunge i 32 milioni e una crescita del 16% (fonte Ansa).

Il Prosecco cresce e cerca una nuova identità

Incrementi annui rilevanti, che confermano una crescita non solo quantitativa, ma anche qualitativa, per un vino che va ben oltre la dimensione entry level o la mera miscelazione, riappropriandosi di un’identità autentica e di un posizionamento di pregio. E mentre i produttori puntano con successo sulla ricerca, proponendo riserve e limited edition che fondono tradizione e carattere, la narrazione del Prosecco resta un’opportunità ancora da sfruttare appieno, considerando la storia che porta con sé.

Il Prosecco ha una storia antichissima, che risale all'epoca romana
Il Prosecco ha una storia antichissima, che risale all'epoca romana

Si deve a Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, la prima citazione di quello che viene considerato il progenitore del Prosecco: il vino Pucino (Pucinum). Citato nell’opera di Plinio, scritta nella seconda metà del I secolo d.C., il vino Pucino attraverserà i secoli, evolvendosi fino ad arrivare ai giorni nostri.

Da Plinio il Vecchio alle fonti sul Prosecco

Lo scopriamo grazie alla scrupolosa ricerca effettuata da Enrico Zucchi, ricercatore dell’Università di Padova, a cui si deve un approfondimento esaustivo pubblicato sulla Rivista di studi camporesiani e destinato a confluire in un volume sulla storia del Prosecco, di prossima pubblicazione. L’autore padovano - a cui si deve anche Lambrusco in Fabula, edito da Wingsbert House nel 2025, pubblicazione che svela nuove risultanze sull’antico vino emiliano - ripercorre la storia del Prosecco attraverso un’imponente ricerca condotta su fonti letterarie documentate.

L’Italia del vino: Prosecco, dal Pucino di Plinio alle bollicine di oggi
Enrico Zucchi, ricercatore dell’Università di Padova, ha condotto studi sull'origine del Prosetto

«Plinio il Vecchio - conferma Enrico Zucchi - dissertando della natura del vino e dei gusti enologici dei contemporanei, descriveva il vino Pucino, che si produceva nella zona del golfo di Trieste, poco lontano dal corso del fiume Timavo, tanto grato all’imperatrice Livia, che bevendone era vissuta fino a 86 anni». Una tesi suffragata anche dalla traduzione in italiano dell’opera di Plinio, pubblicata a Venezia nel 1561 dallo studioso Ludovico Domenichi.

Le tracce storiche del Prosecco nel Veneto

Di questo vino non mancano le testimonianze, sebbene le sue origini restino controverse. Nei secoli, diversi autori ne hanno tessuto le lodi per l’eleganza e il carattere brioso, fresco, aromatico e conviviale, spostando progressivamente l’attenzione verso l’area veneta. A partire dal valdobbiadenese Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers, che fornisce una delle prime testimonianze sull’enologia delle Prealpi Bellunesi: «La terra in cui eternamente fiorisce la vite sotto la montagna dalla nuda sommità, ove il verde ombroso protegge e ristora». Seguono gli Statuti Coneglianesi del 1282 e gli omaggi dei regnanti europei ai tempi della Repubblica di Venezia. E ancora, la citazione del Prosecco dei rilievi trevigiani di Francesco Maria Malvolti, apparsa sul Giornale d’Italia nel 1772, o quella di Aureliano Acanti, che nel 1754 esaltava le caratteristiche del «meloaromatico Prosecco» dei monti Berici vicentini. E si potrebbe continuare.

Nel XIX secolo il Prosecco si evolve in spumante in gran parte del territorio della denominazione, grazie alla rifermentazione in bottiglia, al metodo Martinotti e agli importanti contributi della Regia Scuola Enologica di Conegliano. Il cammino del Prosecco è tracciato: porterà al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata per le zone collinari e dell’Indicazione Geografica Tipica, fino alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita e alla costituzione della Denominazione di Origine Controllata Prosecco, confermando una reputazione ormai planetaria. Ecco i tre Prosecco che abbiamo scelto da accompagnare a qualche buon piatto. Bon Appétit!

Geré Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Metodo Classico - Moret Vini

A San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, sui declivi vitati di Conegliano, Patrimonio dell’Umanità Unesco, nasce il Prosecco Geré di Tenuta Moret, azienda a carattere familiare fondata da Francesco e Valentino Moret negli anni Quaranta. Al timone dell’azienda, associata alla Fivi - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, c’è Marco Moret, esponente della terza generazione, entrato in azienda nel 2016 con la stessa passione del nonno e una filosofia che punta a intervenire il meno possibile sull’uva, utilizzando differenti contenitori durante la vinificazione per non modificarne l’identità. La costante esposizione al sole dei vigneti, l’incontro tra i venti delle cime e la brezza del mare e i suoli calcareo-argillosi favoriscono condizioni ideali per la crescita sana delle uve destinate al Prosecco e alle altre produzioni di pregio: dal Marzemino al Merlot, dal Cabernet Franc al Cabernet Sauvignon, insieme alla Docg Colli di Conegliano Rosso Riserva, ai rifermentati in bottiglia e alle più recenti selezioni da vitigni resistenti PIWI.

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Fiori di zucca ripieni di baccalà con Prosecco Geré di Tenuta Moret

All’accurata vendemmia, eseguita a mano, seguono la spumantizzazione e l’imbottigliamento, secondo processi messi a punto quando il metodo classico non era ancora diffuso nella denominazione. La selezione delle uve Glera provenienti da tre diversi terroir, i lieviti autoctoni e l’accuratezza dei procedimenti contribuiscono a dare vita a una riserva numerata, fortemente identitaria, che esprime i valori di un’azienda virtuosa, pioniera nell’utilizzo del metodo classico. Una bollicina raffinata e di grande finezza. Al naso emergono sentori di bergamotto, ligustro e biancospino. Il sorso è elegante, asciutto, netto, fresco, citrino e minerale, con note di crosta di pane e una chiusura lunga, eterea e pulita.

Varietà: 100% Glera.

Prezzo medio: € 15/18

Abbinamento consigliato

Fiori di zucca ripieni di baccalà. Il Prosecco Geré di Tenuta Moret accompagna bene questo piatto creando un equilibrio tra freschezza, sapidità e delicatezza. La componente citrina e minerale del vino sostiene la sapidità del baccalà, mentre l'effervescenza alleggerisce il ripieno. Le note di bergamotto, ligustro e biancospino valorizzano il carattere vegetale della preparazione. Il sorso asciutto ripulisce il palato e accompagna la persistenza del piatto. Un abbinamento raffinato, sempre armonico e di grande equilibrio, ideale per valorizzare entrambe le componenti senza sovrastarne i rispettivi aromi.

Via Condel 2a (Frazione S. Maria) 31020 San Pietro di Feletto (TV) Italia

Brut Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - Dal Din

A metà dell’Ottocento, l’edificio che oggi ospita la Spumanti Dal Din e che allora accoglieva l’antica Filanda degli Zadra venne ristrutturato e riconvertito in cantina, in seguito alla crisi del comparto del baco da seta. Fortemente radicata nel territorio, l’azienda fu fondata nel 1960 da Giuseppe Dal Din e dalla moglie Lena ed è ancora oggi guidata dalla famiglia, con Norma Dal Din affiancata dalla figlia Alessandra e dal marito Oscar. Una famiglia votata al vino, che ha proseguito il lavoro iniziato dai fondatori, dedicandosi con la stessa passione alla viticoltura e creando un forte legame con il territorio di Valdobbiadene e con il Prosecco, tanto da ricevere il riconoscimento di azienda storica. Il contesto paesaggistico è di grande impatto emozionale. Le dolci colline che circondano la tenuta, comprese tra i 50 e i 500 metri di altitudine, sono state plasmate dall’antico ghiacciaio del Piave che, estendendosi dalle Dolomiti e poi ritirandosi, ha eroso il paesaggio, creando depositi morenici e suoli ricchi di marne, arenarie e rocce tipiche degli antichi fondali marini, fecondi di preziosi nutrienti, così importanti per la maturazione delle uve Glera.

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Risotto ai piselli, scampi e arancio con Brut Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg di Spumanti Dal Din

La produzione si avvale sia delle uve provenienti dai vigneti di proprietà, che si sviluppano sui ripidi rilievi intercalati dai tipici ciglioni - terrazzamenti vitati sostenuti da scarpate di terra ed erba e circondati da boschi e prati in armonia con il paesaggio -, sia di quelle fornite da conferitori selezionati secondo standard rigorosi. La vinificazione avviene con metodo Charmat, a temperatura controllata e con lieviti selezionati; la presa di spuma dura 60 giorni e l’affinamento si protrae fino a due mesi, per un calice con 6 g/l di tenore zuccherino e 6 g/l di acidità. Un Prosecco di carattere, che colpisce per l’eleganza e la versatilità negli abbinamenti. Al naso è ricco di profumi invitanti, che virano verso sentori agrumati e floreali di glicine e fiordaliso. Il sorso è fresco, deciso e minerale, con intriganti richiami di piccoli fiori bianchi, sostenuto da corpo, profondità e lunghezza.

Varietà: 100% Glera

Forma di allevamento: Cappuccina modificata

Prezzo medio: € 18/20

Abbinamento consigliato

Risotto ai piselli, scampi e arancio. Il Prosecco di Spumanti Dal Din accompagna a questo risotto in un equilibrio tra freschezza, sapidità e profumi agrumati. La mineralità sostiene la delicatezza degli scampi, mentre l’effervescenza alleggerisce la cremosità del risotto. Le note di agrumi, glicine e fiordaliso dialogano con l’arancia e con la componente vegetale dei piselli. Il sorso fresco e deciso valorizza la sapidità marina, senza coprirne la finezza. Un abbinamento elegante e versatile, capace di esaltare gli aromi della preparazione e accompagnare con equilibrio ogni boccone, dall’apertura al finale.

Via Montegrappa 29 31020 Vidor (TV) Italia

Anzolo Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di San Michele Extra Brut - Bellenda

Bellenda è un’azienda virtuosa, caratterizzata da una spiccata sensibilità verso l’ambiente e da un approccio sostenibile che si riflette in tutte le fasi produttive: dalla messa al bando dei diserbanti allo sfalcio dell’erba, dal recupero dei residui di potatura agli ampi spazi destinati al bosco per difendere la biodiversità, fino all’impiego di bottiglie in vetro riciclato e di imballaggi provenienti da fonti rinnovabili e alla ricerca dell’autonomia energetica grazie ai pannelli solari. Scelte radicali che guidano l’avventura imprenditoriale della famiglia Cosmo, alla quale si affianca anche un’attività parallela di importazione e distribuzione di vini. Sperimentatori da sempre, i Cosmo hanno fondato l’azienda nel 1986 a Carpesica, tra i colli trevigiani. Oggi Bellenda conta 35 ettari di vigneti, l’80% dei quali dedicato alla Glera, che prospera in condizioni pedoclimatiche favorevoli grazie ai suoli di origine fluvioglaciale e al ricambio d’aria fresca generato dall’incontro tra i venti delle montagne e la brezza della laguna, dando vita a un Prosecco Superiore Docg di grande piacevolezza ed eleganza.

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Tartare di scampo con Anzolo Rive di San Michele Extra Brut di Bellenda

L’Anzolo Rive di San Michele Extra Brut nasce, in località San Michele di Feletto, da un unico vigneto di Glera ed è vinificato con il metodo Martinotti. Dopo la diraspatura e la pressatura soffice, il mosto permane per oltre nove mesi sui lieviti della prima fermentazione, prima dell’imbottigliamento a basso dosaggio. Al naso esprime finezza e freschezza, con un elegante profilo floreale e sentori di fiori bianchi, mela e pera. Al palato mostra grande struttura, con un sorso deciso, limpido, fresco, croccante e intenso, attraversato da lievi note di pesca e pompelmo e giocato su acidità, equilibrio e lunghezza.

Varietà: 100% Glera

Prezzo medio: € 15

Abbinamento consigliato

Tartare di scampo. L’Anzolo Rive di San Michele Extra Brut di Bellenda accompagna la tartare di scampo con un equilibrio raffinato tra freschezza, intensità e delicatezza marina. Il sorso croccante e limpido valorizza la dolcezza dello scampo, mentre l’acidità sostiene la componente sapida e mantiene il palato pulito. Le note di mela, pera, pesca e pompelmo dialogano con la freschezza del crudo, amplificandone la finezza aromatica. La struttura del vino accompagna la consistenza morbida della tartare senza sovrastarla. Un abbinamento elegante e preciso, ideale per esaltare la purezza dello scampo e la sua naturale delicatezza.

Via Giardino 90 Localita' Carpesica 31029 Vittorio Veneto (TV) Italia