L’invito della Cantina Roeno a Belluno Veronese, in Val d’Adige a ridosso col confine con il Trentino, parlava di vitigni “antichi” con oltre 150 anni anni di storia e di Enantio, nome del vitigno in questione ma anche del vino rosso che ne deriva (si pronuncia “enanzio”, come i latinisti avranno intuito). Mai sentito? Beh, non fartene una colpa: l’Enantio è un vitigno autoctono che si trova solo qui, per 35-40 ettari di superficie vitata nella cosiddetta Terradeiforti, dai forti austroungarici che abbondavano in questa zona di confine, sulle sponde dell’Adige racchiuse fra il Monte Baldo e i Monti Lessini. E spoileriamolo subito: che vino incredibile!

Roberta, Cristina e Giuseppe Fugatti, guidano la Cantina Roeno
Roberta, Cristina e Giuseppe Fugatti, guidano la Cantina Roeno

Roeno premiata con i Tre Bicchieri e la Gondola d’Oro

È stata una toccata e fuga in giornata, da Milano a Belluno Veronese e ritorno, e ne è valsa ampiamente la pena: per approfondire la conoscenza di una perla rara della grande viticoltura italiana e per apprezzare l’ospitalità della famiglia Fugatti, alla guida della Cantina Roeno e protagonista da tre generazioni della produzione vitivinicola in Val d’Adige. Proprio dall’Enantio volevo iniziare questo articolo, ma i miei maestri di giornalismo mi hanno insegnato che si parte sempre dall’ultima notizia, per cui menzioniamo innanzi tutto due importanti riconoscimenti ottenuti da Roeno proprio nei giorni successivi alla nostra visita. Riconoscimenti di quelli che non arrivano a caso.

Dekatos, un'altra eccellenza di Cantina Roeno
Dekatos, un'altra eccellenza di Cantina Roeno

La cantina veneta - i cui vigneti si estendono a sud fino ad Affi e Caprino Veronese, e a nord nella provincia di Trento - ha conquistato i Tre Bicchieri dalla Guida 2027 del Gambero Rosso e la Gondola d’Oro Gran Menzione al Venice International Wine Trophy 2026 con il Pinot Grigio Rivoli Terradeiforti, rispettivamente delle annate 2024 e 2023. Premi “pesanti”, anche perché il mercato del Pinot Grigio è un’arena piuttosto affollata, in cui non è così facile emergere. Detto questo, come abbiamo avuto modo di assaggiare in loco, in Roeno producono fra gli altri anche Dekatos, un signor Trentodoc - fra le eccellenze delle bollicine italiane - 100% da uve Chardonnay.

Enantio, grande vino dalla grande storia

Ma veniamo all’Enantio, orgoglio dell’azienda, come sottolineato da Cristina Fugatti, responsabile commerciale ed enologa, dal fratello Giuseppe, direttore della produzione e dalla nipote Martina Centa, brand manager, seconda e terza generazione nell’azienda nata sulla scia della passione e dalla tenacia di Rolando Fugatti, che negli anni ’60 fu tra i primi a intuire le potenzialità di un territorio, all’epoca, fuori dai grandi itinerari enologici tradizionali.

Martina Centa, brand manager di Cantina Roeno
Martina Centa, brand manager di Cantina Roeno

Guardando alla tradizione ma senza mai smettere di sperimentare, di provare, di innovare, tutt’oggi parole d’ordine nella cantina che negli anni, grazie anche al pallino per l’ospitalità di Giuliana Dal Fior, moglie di Rolando, è diventata anche agriturismo e locanda, oggi condotti da Roberta Fugatti, sorella di Cristina e Giuseppe e madre di Martina.

Enantio, il vitigno sopravvissuto alla filossera

Ma che cosa c’entra la storia di un vitigno ultracentenario come l’Enantio (o Lambrusco a foglia frastagliata, nulla a che fare con quello emiliano) con un’azienda vitivinicola che mette sperimentazione e innovazione al centro della propria missione? Ci arriviamo subito: è in primis grazie all’impegno di Roeno e di altre due aziende del territorio (Lorenzo Bongiovanni e Vallarom) se, dagli anni ’90, si iniziò a valorizzare questo vitigno autoctono all’epoca pressoché dimenticato e quasi estinto nonostante la sua storicità: citato da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis historia”, è fra i pochi sopravvissuti - grazie alla natura sabbiosa del terreno in cui affonda le radici - alla filossera che a cavallo fra Ottocento e Novecento devastò la viticoltura europea.

Enantio Riserva 1865 Pre-filossera
Enantio Riserva 1865 Pre-filossera

Si parla quindi di una rara vite “a piede franco”, a differenza di quasi tutte le altre tipologie di viti del continente, che fu necessario innestare sul piede di viti americane, resistenti all’infestazione. Dopo l’inclusione (1992) dell’Enantio nel Registro nazionale delle varietà di vite da uva da vino, in Roeno prese il via un lungo percorso di esperimenti e affinamenti che ha portato alla produzione delle attuali due linee di Enantio della cantina: il Red Point e il Riserva 1865 Pre-filossera, quest’ultimo prodotto con le uve di un vitigno storico (1865 rappresenta l’età media delle viti da cui provengono le uve). E dal 2022 l’Enantio è diventato Presidio Slow Food, proprio in virtù dell’eccezionalità della sua storia e delle sue caratteristiche.

Enantio Riserva 1865 Pre-filossera, una verticale di sei annate

Dopo averne sintetizzato la storia, mi perdonino gli appassionati di enologia se non mi dilungo sulle peculiarità del vitigno, sul tipo di vendemmia, sulla vinificazione o sulla maturazione del vino, ma arrivo direttamente al punto fondamentale: com’è questo vino raro, frutto di vitigni carichi di storia, dimenticati e poi riscoperti, quando finalmente arriva nel bicchiere? Bene, come ho già spoilerato, è un vino incredibile: perché è difficile trovare similitudini o paragoni con altri vini, perché stupisce dal primo sorso, perché ogni annata è una storia a parte, testimone di quel processo di affinamento e sperimentazione che si protrae ancora oggi. In una parola, è unico.

La verticale delle annate dell’Enantio Riserva 1865 Pre-filossera degustate
La verticale delle annate dell’Enantio Riserva 1865 Pre-filossera degustate

In Roeno abbiamo potuto degustare in una verticale dell’Enantio Riserva 1865 Pre-filossera delle annate 2008, 2009, 2016, 2017, 2019 e 2020: le prime due, ottenute da uve appassite, sono anche le prime a essere state imbottigliate. Ciononostante le abbiamo trovate godibili sin dal primo contatto: il gusto intenso evidenzia l’acidità naturale del vitigno e, anche se le note tanniche sono importanti, sorprende la freschezza di un vino in bottiglia da sette-otto anni. Dal 2015, dopo uno stop in cui Giuseppe Fugatti e l’enologo Mirko Maccani ripensano lo stile di vinificazione, si utilizzano uve fresche e si lavora per limare la tannicità (e quindi la sensazione di secchezza al palato). Risultato: le annate dalla 2016 alla 2020 si distinguono sempre di più per corpo, personalità ed equilibrio.

Alla continua ricerca dell’eccellenza

Grande vino, l’Enantio. Una perla rara, come detto (del Riserva, Roeno ne fa circa 4mila bottiglie all’anno), che merita di essere scoperto abbinato a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. A pranzo abbiamo potuto assaggiare anche la versione Red Point, che si conferma equilibrata e di grande intensità e complessità a livello gustativo, anche se non ai medesimi livelli del Riserva, nonché l’ottimo Pinot Grigio Rivoli 2023 (sì, quello appena insignito della Gondola d’Oro) e il Cristina Vendemmia Tardiva, un elegante bianco da uve Pinot Grigio, Chardonnay, Traminer e Sauvignon, dal notevole equilibrio fra dolcezza e acidità, ideale accompagnamento per formaggi grassi, torte e dolci al cioccolato.

Via Mama 5 37020 Belluno Veronese (VR) Italia