Quando si parla di agrumi, il pensiero va alla Sicilia, alla Costiera amalfitana o alla Liguria. Eppure anche il Piemonte conserva una piccola tradizione agrumicola. Succede a Cannero Riviera (Vb), sulla sponda occidentale del lago Maggiore, dove un microclima particolarmente favorevole permette da secoli la coltivazione di limoni, cedri e arance.

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Vista panoramica sul lago Maggiore

Il Canarone del lago Maggiore diventa amaro

Da questo patrimonio nasce Oramaro, un nuovo amaro che valorizza uno dei frutti simbolo della zona: il Canarone, un antico limone cedrato dalla scorza ricca di oli essenziali. Il progetto porta la firma di Simone Rovero, cresciuto nella distilleria di famiglia e oggi impegnato nello sviluppo di ricette dedicate al mondo degli spirits.

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Simone Rovero con il Canarone

La materia prima proviene dagli agrumeti della famiglia Carmine, che da generazioni coltiva i terrazzamenti affacciati sul lago. I frutti vengono raccolti a mano al giusto grado di maturazione e la loro scorza è alla base della ricetta, insieme a radici, cortecce ed erbe officinali. La produzione unisce così il Verbano, da cui arrivano gli agrumi, e l'Astigiano, dove il liquore viene realizzato.

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Infusioni separate e almeno due mesi di affinamento

La lavorazione segue un metodo artigianale. Ogni botanica viene lasciata in infusione separatamente in alcol agricolo per un periodo compreso tra 30 e 60 giorni. Solo in seguito le diverse infusioni vengono assemblate e lasciate affinare per almeno altri sessanta giorni. Anche il colore ambrato è ottenuto esclusivamente dagli ingredienti utilizzati e dal processo produttivo, senza l'aggiunta di coloranti.

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Una bottiglia di Oramaro

Con i suoi 28 gradi alcolici, Oramaro propone un profilo nel quale gli agrumi sono in primo piano, accompagnati da note balsamiche e speziate. Al palato l'ingresso è morbido, mentre la componente amaricante si sviluppa progressivamente grazie a rabarbaro, carciofo ed erbe aromatiche, con un finale persistente. La temperatura di servizio consigliata è compresa tra 8 e 12 °C, sia liscio sia nella preparazione di cocktail.

Una nicchia che guarda anche alla mixology

Quella degli amari agrumati resta una nicchia del mercato italiano, ma negli ultimi anni ha trovato spazio anche nella mixology. Oramaro sceglie di distinguersi puntando su una materia prima poco conosciuta fuori dal lago Maggiore e su una filiera corta che porta nel bicchiere una coltivazione storica del territorio.

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