VINO SPAGNOLO
Non solo mare e movida: le Baleari hanno un'anima che si scopre nel vino
Dalle vigne centenarie di Formentera ai bianchi di Minorca e ai rossi di Maiorca, il vino racconta un arcipelago fatto di vitigni autoctoni, brezze saline, antiche tradizioni contadine e abbinamenti locali
Diciamoci la verità: quando si pianifica una vacanza alle Isole Baleari, il pensiero corre alle calette di sabbia finissima e a quel senso di poesia e di libertà che solo i tramonti del Mediterraneo sanno regalare. Eppure, dietro la lucida facciata del turismo balneare e della movida da copertina, si nasconde un arcipelago rurale, antico e silenzioso, che ha trovato nel vino il suo custode più autentico.
Le Baleari viste dal calice
Chi decide di esplorare queste isole anche con gli occhi del viaggiatore curioso scoprirà che il calice locale è la chiave d'accesso più affascinante per comprenderne la vera identità.
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Le Baleari sono terre di roccia calcarea, inondate di sole e accarezzate da una brezza marina che deposita il sale direttamente sui filari. Il risultato è una mappa enologica complessa, capace di trasformare ogni aperitivo o cena sotto le stelle in un piccolo racconto di viaggio.
Da Formentera a Ibiza, tra vigne antiche e tradizioni contadine
Nel nostro itinerario, abbiamo scelto di partire dall'isola minore dell’arcipelago, Formentera, che custodisce un vero e proprio miracolo biologico. Qui le vigne sfidano la gravità e il vento, affondando le radici direttamente nella sabbia a pochi passi dalle scogliere di Cap de Barbaria o del faro della Mola. Un isolamento sabbioso che ha protetto l'isola dal flagello ottocentesco della fillossera, regalandoci oggi rare piante centenarie coltivate su piede franco, ossia senza il portainnesto. Il vino che se ne ricava, il Monastrell, è un rosso caldo e salmastro, da gustare alla sera, quando l'aria si rinfresca, accanto a una grigliata di carne o a un saporito formaggio caprino locale. Un'etichetta da cercare è il Es Monestir di Bodega Terramoll.
Se Formentera è l'archeologia eroica, la vicina Ibiza è la sorpresa balsamica. Lontano dai riflettori e dai clamori delle discoteche, l'entroterra custodisce infatti una tradizione contadina legata alla Malvasía Aromática, un bianco di straordinaria freschezza, perfetto per valorizzare il tradizionale Bullit de Peix (la tipica e ricca zuppa di pesce dell'isola). A raccontarne bene il carattere c'è, per esempio, il Can Rich Blanc di Bodega Can Rich. Ma la vera chicca per i curiosi sono i rossi ibizenchi, in cui resiste l'usanza di far fermentare il mosto insieme a ramoscelli di timo selvatico: un segreto antico che dona al vino un'anima aromatica inconfondibile.
Minorca, il vino plasmato dalla Tramontana
Risalendo verso nord, anche la selvaggia Minorca riserva un'incredibile sorpresa enologica attraverso la sua Igp Illa de Menorca. Qui, dove la Tramontana soffia senza sosta, i viticoltori proteggono le vigne racchiudendole in piccoli fazzoletti di terra circondati da muretti a secco in pietra calcarea. I bianchi minorchini, dominati da Malvasia e Chardonnay, sono tesi, sapidi e quasi taglienti, perfetti per esaltare una saporita Caldereta de Langosta (la celebre zuppa di aragosta dell'isola). Un esempio da provare è il Merluzo Blanco di Bodegas Binifadet.
Maiorca, il cuore enologico delle Baleari
La spina dorsale della qualità dell'arcipelago resta comunque Maiorca, dove la viticoltura si esprime ad altissimi livelli attraverso le prestigiose denominazioni d'origine (DO) di Binissalem e Pla i Llevant. Se cercate un calice dinamico per il momento dell'aperitivo, i vini prodotti con il vitigno autoctono a bacca bianca Prensal Blanc sono la risposta ideale: sapidi e minerali, si sposano a meraviglia con il classico Pa amb oli (pane strofinato con pomodoro, olio e sale). Tra le etichette da tenere a mente c'è il Sió Blanco di Bodega Ribas, nella DO Binissalem.
Infine, quando arriva la notte e il ritmo della vacanza rallenta, lasciate spazio ai grandi rossi da meditazione, anch’essi figli di vitigni autoctoni dai nomi musicali come Manto Negro e Callet. Sono vini aristocratici, morbidi e avvolgenti, che evocano note di carruba, spezie dolci e frutta matura.
Un calice che mette insieme entrambi è AN/2 di Ànima Negra. Abbinateli a una fetta di Ensaimada artigianale o godeteveli semplicemente da soli, in veranda, ascoltando il respiro del mare.


