Un nuovo bombardamento russo ha colpito un sito logistico di Fozzy Group, il grande gruppo ucraino proprietario, tra le altre attività, della catena di supermercati Silpo, attraverso la quale vengono importati e distribuiti nel Paese anche i vini e il Prosecco della veneta Bottega. L'attacco è avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 agosto nell'area di Kiev e ha provocato la morte, secondo il bilancio comunicato dalla società, di 15 dipendenti.

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L'incendio divampato nel sito logistico dopo il bombardamento russo

Fozzy Group di nuovo nel mirino

Il raid ha quasi completamente distrutto la struttura logistica ed è l'ultimo di una serie di attacchi che hanno interessato Fozzy Group, realtà che conta circa 30mila dipendenti e da anni partner commerciale di Bottega. Già il 4 agosto, infatti, un bombardamento nella zona tra Kvitneve e Brovary, nell'Oblast di Kiev, aveva colpito un deposito di Silpo, società appartenente allo stesso gruppo.

In quell'occasione, ricordiamo, erano stati danneggiati 15 edifici, compreso un centro logistico di circa 80mila metri quadrati. Il bilancio era stato di sei morti e numerosi feriti, con danni stimati in circa 27 milioni di euro. Fra le merci distrutte figuravano anche scorte di vino e distillati di Bottega per un valore di circa 120mila euro.

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Bottega: sostegno alle famiglie e appello alla pace

Una notizia che ha nuovamente scosso Sandro Bottega, amministratore delegato dell'azienda trevigiana: «Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie e alla tragedia che li ha colpiti, per le cui famiglie abbiamo previsto azioni concrete di sostegno. Noi non subiamo il danno direttamente, ma indirettamente; ovviamente la nostra azienda deve continuare a operare e a produrre per tutti i mercati del mondo».

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Sandro Bottega, amministratore delegato dell'azienda trevigiana

«È tutta una tragedia senza nessun senso, che merita di essere giudicata fin dal primo giorno di combattimenti». Bottega ha quindi rivolto un appello alla diplomazia: «L'auspicio è che le istituzioni lavorino il più intensamente possibile, diplomaticamente, insieme all'Onu e a tutti i Paesi del mondo, per trovare una soluzione che porti alla pace». Il riferimento è a un conflitto che prosegue ormai da oltre quattro anni, dall'invasione russa su larga scala dell'Ucraina del 24 febbraio 2022.