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Roma Bar Show esce dalla Nuvola: cocktail bar e hotel diventano parte della fiera
Il Roma Bar Show chiude la sesta edizione con 15mila ingressi, 200 espositori e 300 buyer. Alla Nuvola di Roma il beverage punta su incontri B2B, export, formazione e rapporto con l’ospitalità
Indice
- 1Dai padiglioni ai locali: il Roma Bar Show entra nella città
- 2Buyer e incontri B2B al centro della sesta edizione
- 3Spirits e fuoricasa, il bar resta il punto di incontro
- 4Non solo prodotti: la formazione entra nella fiera
- 5L'Antiquario vince due Roma Bar Show Awards
- 6Il Lazio porta in fiera anche il senza glutine
- 7Una fiera che prova a costruire relazioni
Il Roma Bar Show esce dalla Nuvola e coinvolge cocktail bar, hotel, terrazze e altri locali della Capitale. Sono i Side Shows, con guest shift, degustazioni ed eventi speciali organizzati in diversi luoghi di Roma, ad accompagnare la sesta edizione della manifestazione. Alla Nuvola, il 14 e 15 settembre, si sono invece concentrati espositori, buyer e professionisti del settore, per un totale di 15mila ingressi e circa 200 espositori. Nato nel 2019 con l'obiettivo di mettere in relazione i diversi protagonisti del mondo del beverage e della mixology, il Roma Bar Show ha affrontato quest'anno anche il passaggio a una nuova sede. La Nuvola ha ospitato per la prima volta la manifestazione, che ha costruito attorno alla fiera un programma di incontri, formazione e appuntamenti distribuiti anche in diversi locali della Capitale.
Dai padiglioni ai locali: il Roma Bar Show entra nella città
La formula del Roma Bar Show non si è esaurita negli spazi della Nuvola. I Side Shows hanno portato una parte del programma direttamente nei luoghi della nightlife e dell'ospitalità romana, coinvolgendo cocktail bar, hotel, terrazze e altri locali con guest shift, degustazioni ed eventi speciali. È una dimensione che affianca quella fieristica e che lega la manifestazione al luogo in cui il prodotto viene poi raccontato e consumato. Il bar, in questo modo, non è soltanto il destinatario delle novità presentate dagli espositori, ma diventa parte del programma dell'evento.
Buyer e incontri B2B al centro della sesta edizione
Il secondo asse della manifestazione è stato quello degli incontri professionali. Il Buyers Program, realizzato con Fiere di Parma e Ice Agenzia, ha portato a Roma 300 buyer italiani e internazionali, affiancati dagli operatori presenti in fiera e da migliaia di professionisti. Per la prima volta il programma ha inoltre utilizzato una nuova piattaforma di matchmaking per organizzare gli incontri B2B tra aziende e buyer. Un passaggio che sposta l'attenzione dalla sola esposizione dei prodotti alla possibilità di creare relazioni commerciali.
All'apertura della manifestazione, il presidente di Ice Agenzia Matteo Zoppas ha sottolineato la crescita del progetto: «Voglio fare i complimenti: avete creato un brand, un marchio che è diventato un punto di riferimento e che, parlando con gli operatori, si percepisce essere sempre più forte e importante». Zoppas ha quindi ricordato il sostegno di Ice Agenzia: «Abbiamo aumentato progressivamente il nostro impegno a sostegno di questa manifestazione. Con Antonio Cellie e con la Past President Micaela Pallini abbiamo l'opportunità di crescere ancora di più: quest'anno abbiamo triplicato le risorse». Per il presidente di Fiere di Parma Antonio Cellie e per la squadra del Roma Bar Show, l'ingresso dell'ente fieristico rappresenta quindi un ulteriore passaggio nello sviluppo della manifestazione come piattaforma professionale.
Spirits e fuoricasa, il bar resta il punto di incontro
Il rapporto con l'ospitalità è anche al centro delle riflessioni di Micaela Pallini, che ha definito il Roma Bar Show uno degli appuntamenti più significativi del panorama italiano dedicati alla bar industry. «Si tratta di un contesto tutt'altro che trascurabile per il settore degli spirits, il cui consumo trova nel fuoricasa uno spazio privilegiato, accompagnando occasioni speciali, momenti di svago e il piacere di stare insieme», ha spiegato Pallini, richiamando anche l'importanza del consumo moderato. Il tema interessa direttamente il mondo horeca: il prodotto passa dall'azienda al distributore, dal bartender al cliente e trova nel locale uno dei principali luoghi di relazione con il consumatore.
Non solo prodotti: la formazione entra nella fiera
Accanto agli espositori, il Roma Bar Show ha sviluppato una parte consistente del programma sul fronte della formazione e del confronto professionale. Masterclass, seminari, degustazioni e talk sono stati distribuiti tra Auditorium, RBS Academy by Perrier, Business Room, One to Watch, Tasting Room, Open Stage e Mexico Talk Arena. La manifestazione ha quindi affiancato alla componente commerciale quella educativa, con spazi dedicati alle competenze e all'approfondimento. Per il ceo Andrea Fofi, è proprio la relazione il punto di partenza del progetto: «Roma Bar Show è nato per mettere in connessione le persone». E oggi, aggiunge, «abbiamo creato una piattaforma che mette in relazione imprese, professionisti, mercati e competenze e che per due giorni porta a Roma una comunità internazionale».
L'Antiquario vince due Roma Bar Show Awards
Tra gli appuntamenti della manifestazione anche la quarta edizione dei Roma Bar Show Awards, dedicata alle realtà della bar industry italiana. A conquistare due riconoscimenti è stato L'Antiquario di Napoli, premiato come "Best Italian Cocktail Bar" e "Best Social Media Presence". Il programma non si è però fermato agli spazi della Nuvola. Con i Side Show, cocktail bar, hotel, terrazze e altri locali della Capitale hanno ospitato guest shift, degustazioni e appuntamenti dedicati al beverage. La manifestazione ha così esteso la propria programmazione al circuito dell'ospitalità romana.
Il Lazio porta in fiera anche il senza glutine
Tra i progetti territoriali ha trovato spazio quello promosso da Arsial, che ha coinvolto 13 imprese del Lazio specializzate nel senza glutine. Per Massimiliano Raffa, il tema non è più marginale rispetto ai consumi fuori casa: «Il senza glutine non è un tema laterale, ma una parte sempre più importante del modo in cui cambia il consumo fuori casa». La presenza al Roma Bar Show, ha spiegato, serve anche a «creare le condizioni perché una persona celiaca possa scegliere, uscire, bere, mangiare e vivere un'esperienza di qualità senza sentirsi un'eccezione», accompagnando al tempo stesso le imprese verso una domanda di prodotti sicuri, innovativi e riconoscibili.
Il legame con la città è stato sottolineato anche dall'assessore di Roma Capitale Alessandro Onorato, che ha definito il Roma Bar Show «un grande evento congressuale che cresce di anno in anno e intercetta nuovi flussi turistici del settore». Secondo Onorato, Roma è passata dal 14° al 9° posto nella classifica ICCA in due anni, all'interno della strategia della Capitale sul turismo congressuale. Anche in questo caso il valore della manifestazione non si limita agli spazi della Nuvola. L'evento coinvolge infatti professionisti italiani e stranieri, strutture ricettive, locali e attività della città. Un rapporto che si ritrova concretamente anche nei Side Shows e che rende il Roma Bar Show parte del calendario dell'ospitalità romana.
Una fiera che prova a costruire relazioni
La sesta edizione si chiude con 15mila ingressi, circa 200 espositori, 300 buyer e oltre 150 giornalisti accreditati. Numeri che raccontano la dimensione raggiunta dalla manifestazione, ma che da soli non spiegano la sua evoluzione. Il progetto nato nel 2019 sta infatti cercando di tenere insieme più livelli: business, formazione, relazioni professionali e rapporto con la città. La Nuvola resta il centro della manifestazione, ma i Side Shows ne allargano il perimetro, mentre il Buyers Program e il matchmaking spostano una parte dell'attenzione sugli incontri tra imprese e operatori. È la direzione indicata anche da Fofi: «I numeri di questa edizione ci confermano che il percorso è quello giusto, ma soprattutto ci dicono che il settore ha voglia di incontrarsi, confrontarsi e costruire nuove opportunità».

