Giovanni Cafiero, 33 anni, è il nuovo direttore del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp. Nato a Gragnano, dopo un percorso di formazione tra Napoli, Torino, Pollenzo e Roma, torna nel territorio d’origine con un incarico che segna il passaggio dalla responsabilità della Promozione alla guida dell’organismo consortile, nel quale lavora dal 2020. La nomina si inserisce nel segno della continuità: negli ultimi sei anni Cafiero ha seguito da vicino le attività del Consorzio, contribuendo allo sviluppo delle relazioni con istituzioni, media e operatori del settore. Tra i progetti a cui ha lavorato c’è "Gragnano Città della Pasta", manifestazione dedicata alla cultura della pasta che ha contribuito a rafforzare il legame tra la denominazione, il territorio e la comunità locale. Il passaggio rappresenta anche un ricambio generazionale alla guida di un organismo di tutela. A 33 anni, Cafiero rientra tra i più giovani professionisti a dirigere un Consorzio di Tutela in Italia. Il suo percorso professionale unisce così formazione specialistica ed esperienza sul campo, con il ritorno a Gragnano come elemento centrale: mettere le competenze acquisite fuori dal territorio al servizio della denominazione e delle imprese che ne fanno parte.

Chi è Giovanni Cafiero

Classe 1993, Cafiero si è laureato in Economia aziendale, per poi approfondire il marketing a Torino. Ha proseguito gli studi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, specializzandosi nel settore agroalimentare, e ha completato la formazione con un Master di II livello in Diritto alimentare.L’interesse per la filiera della pasta era già presente durante gli studi universitari: alla produzione di pasta di semola ha dedicato la tesi magistrale, concentrandosi sul rapporto tra origine del grano duro, qualità del prodotto e scelte dei consumatori.

Nel 2023-2024 ha frequentato anche l’Executive Master Direttore Consorzio di Tutela dell’Accademia Qualivita – Origin Italia, percorso dedicato alla gestione delle Indicazioni geografiche. Attualmente è inoltre coordinatore scientifico presso 24ORE Business School.

Entrato nel Consorzio nel 2020 come responsabile della Promozione, Cafiero ha partecipato alle attività di valorizzazione della denominazione e alla costruzione di relazioni con gli interlocutori istituzionali e professionali. Il nuovo incarico gli affida ora la responsabilità della direzione, facendo leva sulla conoscenza già maturata delle imprese, della filiera e delle iniziative consortili.

L'intervista a Giovanni Cafiero

Abbiamo intervistato Giovanni Cafiero, da poche settimane alla guida del Consorzio della Pasta di Gragnano Igp.

Caro Giovanni, bando agli infingimenti e quindi palesiamo subito che ci conosciamo da circa sei anni. Tuttavia, per il gusto di emulare il grande Totò, la mia prima domanda vorrebbe essere la seguente: "egregio direttore, ma com'è possibile, a Lei, così giovane, già l'hanno fatta direttore "?

“A grande merito della città, ti dico che qui a Gragnano il passaggio di consegne, il tramandare il saper fare alle generazioni più giovani è parte della tradizione pastaia stessa. Sono onorato ed entusiasta di questo affidamento che arriva in "giovane età" ma dopo sei anni di appassionato lavoro come responsabile promozione. È un segno di fiducia che mi gratifica molto ma anche testimonianza tangibile di un prodotto e di un comparto che è icona della tradizione ma continua a rinnovarsi.”

Giovanni Cafiero, allora responsabile promozione del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, con il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida

Restare a Gragnano senza rinunciare a guardare al mondo

Tu sei gragnanese; la tua pertanto è sia una “ritornanza” che una “restanza”. È così?

“Affronto il lavoro con passione e con un forte senso di appartenenza. Dopo diverse esperienze professionali fuori da Gragnano, ho scelto di tornare con il desiderio di mettere competenze ed energie al servizio del mio territorio, contribuendo attivamente alla sua crescita. Sono nato a Gragnano e ne ho sempre rivendicato con orgoglio le radici, senza mai confondere l’identità con il campanilismo. Credo, piuttosto, in una visione glocal: guardare al mondo con apertura e ambizione, partendo dalla consapevolezza e dalla fierezza di ciò che siamo. Per quanto mi riguarda, interpreto la mia nomina come un segno di continuità rispetto a un percorso solido e proficuo, nel quale competenze professionali e senso di appartenenza possono integrarsi e generare nuovo valore.”

Una formazione manageriale

Mi sono documentato sul tuo curriculum studiorum e vedo che hai brillantemente conseguito il diploma di "seconda media" dopo aver frequentato una scuola serale.

“Apprezzo il "brillantemente", un merito che mi gratifica. A dire il vero, sono stato fortunato perché ho avuto una famiglia che ha sempre supportato e incentivato la mia formazione. Ho avuto l'opportunità di studiare in diverse università italiane approfondendo Economia aziendale, marketing e gestione del patrimonio turistico e gastronomico presso l'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cn). In totale, ho conseguito tre lauree: una laurea triennale a Napoli in Economia aziendale, un’altra laurea triennale in Marketing account & brand management allo Ied di Torino e poi la laurea magistrale a Pollenzo. Insomma, un percorso di studi accademici che mi ha arricchito personalmente e professionalmente. Qualche anno fa, durante la mia attività presso il Consorzio, ho poi conseguito un Master di secondo livello in Diritto alimentare presso l'Università di Roma Tre. Il cibo è una cosa seria e merita di essere approfondito ecletticamente.”

Sì, ma non tacere dell'incarico che hai al Sole24Ore. Ci dici bene in cosa consiste?

“Volentieri, ne sono orgoglioso! Sono il coordinatore di un corso della Sole 24 Business School. Il corso è denominato "Food & beverage marketing & digital strategy: l'innovazione per il made in italy". È un corso smart ed efficace dove gli studenti hanno l'opportunità di "assaggiare" il nostro straordinario patrimonio enogastronomico e acquisire competenze da illustri docenti e testimonianze dei manager delle più grandi realtà italiane. Amo questo incarico perché mi permette di approfondire costantemente e di confrontarmi sugli argomenti che più mi appassionano.”

Pasta di Gragnano Igp, promozione e tutela anche sui mercati digitali

Tra le iniziative attuate da te quando eri responsabile della promozione, ricordo bene "Gragnano Città della Pasta". Come direttore intendi proseguire con questo evento? È già in cantiere l'edizione 2027?

“Gragnano Città della Pasta, comunemente identificata come la Festa della Pasta, ha una tradizione longeva. Quest'anno siamo giunti alla 24ª edizione. Io ho avuto il piacere di contribuire alla sua programmazione negli ultimi sei anni. Abbiamo da poco concluso l'edizione 2026 con un tema spettacolare "Mondopasta". Gragnano è diventata per tre giorni la capitale mondiale assoluta della pasta ospitando chef dai diversi continenti che hanno raccontato la loro tradizione attraverso la Pasta di Gragnano IGP; gruppi artistici multietnici e grandi esponenti culturali che hanno rimarcato il concetto che la pasta è un linguaggio universale. Sono fiducioso che per il prossimo settembre confermeremo l'edizione 2027! Io nel frattempo inizio già a fantasticare.”

In qualità di responsabile della promozione, Cafiero ha promosso l'evento "Gragnano Città della Pasta"
Posso chiederti di sintetizzare quali saranno, con la tua direzione, le linee guida del Consorzio nei prossimi anni?

“Ho la fortuna e l'onore di prendere parte ad una delle storie produttive italiane più belle. Ho la fortuna e l'onore di essere parte di una compagine consortile affiatata e sinergica. Il mio lavoro è fortemente agevolato. Con rinnovato entusiasmo e grande passione, il Consorzio continuerà nella sua missione: promuovere e valorizzare (con una grande attenzione alla formazione), vigilare e tutelare la Pasta di Gragnano Igp sui mercati fisici e digitali. L'approccio è, e sarà, sicuramente glocal, cross-mediale e con il giusto bilanciamento tra tradizione e innovazione.”

Il piatto della domenica di Giovanni Cafiero: linguine di Gragnano con le vongole

È davvero commendevole questa tua dichiarazione. Ultima domanda: ci dici quale è stato il primo piatto del tuo sunday lunch?

“Questa domenica sono stato a pranzo a casa di mia madre, abile cuoca. Dato che qui in Campania, questo ottobre ha ancora il profumo dell'estate, il primo è stata una linguina di Gragnano Igp con le vongole. Devo ammettere che non posso lamentarmi.”

Le linguine di Gragnano Igp con le vongole
E io devo ammettere che sono d'accordo con te: non puoi proprio lamentarti! Grazie, caro Giovanni

“Grazie caro Vincenzo e buon appetito a tutti i lettori di Italia a Tavola. Direi che la Pasta di Gragnano Igp rappresenta efficacemente il nome della testata: l'Italia a Tavola !”

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