Storie di Pasticceria, la rubrica promossa da Accademia Ferri 1905 in collaborazione con Italia a Tavola, esplora la storia e la trasformazione di uno dei simboli più iconici dell'arte dolciaria italiana: il maritozzo romano. Nel nuovo episodio della serie, il Tea Master Albino Ferri fa tappa a Frosinone presso la Pasticceria Dolcemascolo, per incontrare il mastro pasticcere Matteo Dolcemascolo e la sua famiglia, custodi di una produzione artigianale che unisce rigore tecnico e rispetto per la memoria gastronomica.

L'interno della Pasticceria Dolcemascolo
L'interno della Pasticceria Dolcemascolo

Storia e origini del maritozzo: da pane mielato dell'antica Roma a icona moderna

La produzione firmata dal mastro pasticcere Matteo Dolcemascolo mantiene saldo il legame con la ricetta classica, puntando su una lievitazione naturale impeccabile e su un bilanciamento aromatico pulito. Se la versione tradizionale riempita di panna fresca rimane il punto di riferimento assoluto, l'eclettismo di questo lievitato permette abbinamenti contemporanei che spaziano dalle creme spalmabili al cioccolato fino ad audaci interpretazioni salate.

Il maritozzo di Dolcemascolo
Il maritozzo di Dolcemascolo

«Si narra che il maritozzo sia il primo dolce della storia romana. Un dolce nato dalla trasformazione di un pane dall'impasto troppo salato, arricchito con miele, strutto e frutta secca. Negli anni la ricetta è stata perfezionata, accogliendo la panna nel 1400, fino ad arrivare ai giorni nostri con una diffusione in tutta Italia, in Europa e nel mondo, persino a New York. Nel nostro laboratorio siamo rimasti fedeli alla versione classica con la panna, pur riconoscendo la versatilità di un impasto che si abbina perfettamente anche a creme, cioccolato e farcite salate», spiega Matteo Dolcemascolo.

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L'abbinamento perfetto: perché scegliere un tè nero di Darjeeling

La presenza di ingredienti ricchi nell'impasto e la generosa farcitura richiedono un accostamento di bevande capace di equilibrare il palato. Il profilo aromatico del lievitato, caratterizzato da note grasse e sfumature agrumate o vanigliate, trova un complemento ideale nelle proprietà organolettiche di una selezione botanica strutturata.

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«Un dolce all'apparenza semplice nasconde complessità tecniche legate alla gestione della parte grassa, della componente aromatica e degli ingredienti di lievitazione. Per accompagnarlo occorre un tè con spiccate proprietà sgrassanti, in grado di riequilibrare la concentrazione di grassi al palato. La scelta ideale ricade su un tè nero di alta quota proveniente dalla regione del Darjeeling, a nord dell'India». conclude Albino Ferri, Tea Master di Accademia Ferri 1905

Per maggiori informazioni:Accademia Ferri dal 1905