DIFFICOLTÀ
Riso, nel Pavese rese in calo del 20%: caldo e acqua mettono alla prova la raccolta
In provincia di Pavia la raccolta del riso potrebbe chiudersi con rese inferiori del 20%. Caldo e carenza d'acqua pesano sui campi, mentre prezzi in calo e importazioni in aumento complicano i conti delle aziende
La campagna risicola entra nel vivo nella principale provincia produttrice italiana. Il caldo estivo e, in alcune aree, la carenza d’acqua pesano sui raccolti. Coldiretti Pavia segnala anche prezzi in forte discesa e una crescita del 19% delle importazioni nella campagna 2025-2026. Arrivano le prime indicazioni su un’annata che si preannuncia tutt’altro che semplice. Il caldo intenso dell’estate, insieme alle difficoltà di approvvigionamento idrico registrate in alcune zone, potrebbe tradursi in un calo medio delle rese nell’ordine del 20%, con situazioni ancora più critiche nelle aree maggiormente penalizzate. A tracciare il primo quadro della campagna è Coldiretti Pavia, che invita comunque alla prudenza: le stime sono ancora provvisorie e soltanto la conclusione della raccolta permetterà di quantificare con maggiore precisione gli effetti dell’andamento climatico.
Una campagna risicola a macchia di leopardo
Il quadro che emerge dal territorio è infatti molto differenziato. Anche a distanza di pochi chilometri le condizioni possono cambiare sensibilmente, a seconda delle varietà coltivate, delle caratteristiche dei terreni e soprattutto della disponibilità di acqua nei momenti decisivi della stagione. A incidere maggiormente sono state le temperature elevate registrate durante alcune fasi cruciali dello sviluppo della pianta. Dove al caldo si sono aggiunti problemi di disponibilità idrica, l’impatto sulle produzioni appare più evidente.
«Si tratta di prime indicazioni, da rivedere poi a operazioni di raccolta concluse», sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia, descrivendo una campagna dall’andamento «a macchia di leopardo». La provincia di Pavia rappresenta uno dei cuori della risicoltura italiana e quanto accade nelle sue risaie assume quindi un peso particolare per l’intera filiera. L’andamento della raccolta sarà determinante non soltanto per definire i volumi disponibili, ma anche per valutare la qualità del prodotto e gli equilibri di mercato dei prossimi mesi.
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Il nodo dei prezzi e dei costi di produzione
Le difficoltà climatiche arrivano inoltre in una fase economicamente delicata per le aziende agricole. Secondo Coldiretti Pavia, il settore deve confrontarsi contemporaneamente con costi di produzione elevati e con una forte riduzione dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, indicata dall’organizzazione in oltre il 50%. Una combinazione che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese proprio in una stagione nella quale le rese potrebbero risultare inferiori rispetto alle attese. Al centro delle richieste dell’organizzazione agricola ci sono quindi strumenti in grado di sostenere il reddito delle aziende e lo sviluppo di contratti di filiera capaci di offrire una maggiore stabilità ai produttori.
Crescono le importazioni di riso
Un altro fronte riguarda la concorrenza internazionale. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Pavia, nella campagna commerciale 2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%. L’organizzazione chiede per questo maggiore reciprocità negli accordi commerciali tra Unione europea e Paesi terzi, con l'applicazione alle produzioni importate di standard produttivi, ambientali e di sicurezza comparabili a quelli richiesti agli agricoltori europei.
La richiesta di valorizzare il riso italiano
«L’Europa non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero», afferma Garavaglia. Tra i dossier osservati con attenzione da Coldiretti figura anche l’accordo commerciale in discussione con la Thailandia. La richiesta è inoltre quella di rafforzare i controlli sull’origine del prodotto e contrastare eventuali fenomeni di frode o triangolazione commerciale, sfruttando strumenti di analisi sempre più evoluti, dalla mappatura isotopica alla mappa genomica fino alla risonanza magnetica.
Alla questione commerciale si affianca quella della valorizzazione del prodotto nazionale. Coldiretti Pavia sollecita, in particolare, l’attivazione del bando da 12 milioni di euro destinato alla distribuzione di riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà. Una misura che, secondo l’organizzazione, consentirebbe di unire sostegno sociale e promozione della produzione risicola nazionale. Nei campi pavesi, intanto, le mietitrebbie continuano il loro lavoro. Bisognerà attendere ancora qualche settimana per trasformare le prime indicazioni in un bilancio definitivo. Il quadro iniziale, però, racconta già una stagione nella quale clima, disponibilità d’acqua, prezzi e concorrenza internazionale si intrecciano, mettendo alla prova uno dei comparti agricoli più rappresentativi del territorio pavese e della produzione agroalimentare italiana.


