Addio a Francesco Arrigoni Colonna del giornalismo gastronomico
Aveva solo 52 anni. Bergamasco, Francesco Arrigoni si è spento dopo essere stato colpito da un aneurisma. Fondatore del Seminario Veronelli e collaboratore del Gambero Rosso, scriveva da oltre 15 anni per il “Corriere della sera”, curando un blog di discussione sui temi legati all’enogastronomia
A soli 52 anni, si è spento oggi, 3 agosto, all'ospedale di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, Francesco Arrigoni (nella foto). Un aneurisma lo aveva colpito la scorsa domenica durante una passeggiata a Villa d'Adda (Bg), dove risiedeva con la moglie e i due figli. Bergamasco, giornalista professionista, scrittore, esperto degustatore, ha iniziato 30 anni fa la sua carriera come assistente di Luigi Veronelli, partecipando attivamente alla fondazione del Seminario Permanente Veronelli, associazione per gli amanti del buon vino e del buon cibo, di cui è stato anche direttore. Ha lavorato alcuni anni al mensile Gambero Rosso come inviato. è stato docente ai corsi dell'Ais della Lombardia. Ha collaborato con vari quotidiani e periodici nazionali, tra cui il mensile bergamasco Orobie. Collaborava da oltre 15 anni con il Corriere della sera, curando tra l'altro, per il quotidiano milanese, un blog di discussione sui temi legati all'enogastronomia.«Francesco non è stata solo una delle firme più autorevoli dell'enogastronomia italiana», afferma Marco Sabellico, giornalista del Gambero Rosso. «è stato un compagno di viaggio fondamentale nei primi anni di vita del Gambero Rosso. Si era formato alla scuola di Gino Veronelli, cui lo legava un grande rapporto di amicizia e con cui per anni ha collaborato. Per diversi anni all'inizio dei Novanta è stato collaboratore speciale della nostra Guida dei Vini e curatore di quella dei Ristoranti. Un lavoratore infaticabile, capace di percorrere migliaia di chilometri ogni mese alla ricerca delle cose buone e belle da raccontare. Animato da una grande passione, Francesco aveva un carattere a volte brusco ma sempre leale, diretto, sincero. Non ha mai smesso di dare un contributo importante al mondo dell'enogastronomia, attraverso numerose pubblicazioni, libri e servizi per il Corriere della sera. Ci mancherà davvero - conclude Sabellico - il suo spirito critico, il suo acume, la sua onestà, la sua amicizia».
Il direttore, la redazione e i collaboratori di 'Italia a Tavola” sono vicini ai familiari in questo momento di dolore, nel ricordo di un grande amico e collega, che tanto si è speso e tanto ha saputo donare al mondo del vino e della gastronomia. La salma di Francesco Arrigoni verrà esposta dal pomeriggio di domani 4 agosto nella cappella di San Bernardino a Villa d'Adda. I funerali si svolgeranno venerdì 5 agosto nella chiesa parrocchiale del paese.


I commenti dei lettori
3 commenti su questo articolo
Anonimo
Una grossa perdita!
Di sicuro c'è solo la morte. Facile a dirsi è difficile accettarla a 50 anni. Quando se ne va uno che ha sempre operato per il nostro settore è per noi una grossa perdita. Le condoglianze e gli abbracci per la famiglia sono il minimo che possiamo fare. Un abbraccio a tutti.
Anonimo
Ciao Francesco...
Ho appreso in questo momento che Francesco Arrigoni non è più con noi. Sono triste, dispiaciuto, addolorato, nessuno dovrebbe morire a 52 anni. Non posso di dire di essere stato un "amico " di Francesco, non abbiamo avuto i tempi necessari per affermare questo. Lo conoscevo però da almeno vent'anni, e lo stimavo come uomo e come professionista, era una persona corretta e disponibile, non parlava più del necessario, ma capivi in modo inequivocabile, se rientarvi tra le persone che lui stimava oppure no. Ho un rammarico! Da appassionato motociclista come lui ci siamo più volte promessi di farci un giro enogastronomico in moto insieme di qualche giorno. Purtroppo gli impegni, il classico "adesso non posso ma appena possibile lo facciamo " da parte di tutti e due, è il rammarico che mi porterò per sempre. Le più sentite condoglianze alla moglie e ai due figli ai quali posso solo dire di essere orgogliosi di aver avuto un marito e un padre che era una "Persona Per Bene".
Anonimo
Ho perso un amico
Ci siamo conosciuti nel 1990 quando era con Gino Veronelli, c'era un gruppo di giovanissimi intelligenti attivi e attenti curiosi degustatori, appassionati, sinceri, felici di parlare di vino e cibi, sicuri di essere dei privilegiati… di fare un mestiere fortunato. Ma sdrammatizzava sempre. Mi ha fatto alcune interviste interessanti, fu il primo a intervistarmi quando arrivai in Franciacorta, per 9 anni ne discutemmo, lasciai a lui l'ultima mia intervista in Franciacorta. Fu il primo a capire il valore non solo enologico del Franciacorta Saten. Un amico, indimenticabile, fra i pochi ad essere schietto, senza personalizzare la sua opinione. Si perde un signore del nostro mondo di gourmand, nello stesso giorno in cui un altro signore innamorato della bicicletta ci lascia improvvisamente come Andrea Pinarello. Giornata molto triste.