Un'operazione congiunta tra il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina e il Nucleo di Reggio Calabria ha portato al sequestro di oltre 169mila euro (169.985,25 euro, ndr) a carico di due persone, madre e figlio intestatari di due ditte individuali operanti nella provincia di Reggio Calabria, accusate di aver truffato l'Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura della Calabria (Arcea).

Maxi operazione dei Carabinieri nella provincia di Reggio Calabria (Shutterstock)
Truffa in agricoltura, cos’è successo in Calabria
L'indagine ha svelato un complesso sistema di frode messo in atto dai due indagati, che nonostante un'interdittiva antimafia a carico della donna, sarebbero riusciti a intestarsi terreni e attività agricole al fine di continuare a percepire ingiustamente contributi comunitari destinati al settore agricolo.

Due persone sono state accusate di aver truffato l'Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura della Calabria (Shutterstock)
Il provvedimento di sequestro, emesso dal Gip di Locri su richiesta della Procura locale, mira a recuperare le somme illecitamente percepite e a impedire che i due indagati possano continuare a perpetrare la loro attività criminosa. Si è quindi provveduto alla confisca diretta dei 169mila euro in contanti o di altri beni o utilità nella disponibilità di due soggetti.
Truffa in agricoltura, lotta alla criminalità organizzata
L'operazione testimonia l'impegno delle forze dell'ordine nel contrastare le frodi ai danni dell'Unione Europea e a tutela degli imprenditori onesti. Si tratta infatti di un duro colpo alla criminalità organizzata che, come sottolineato dagli inquirenti, cerca spesso di infiltrarsi nel settore agricolo per lucrare su fondi pubblici destinati a sostenere le imprese agricole. L’impianto accusatorio, in ogni caso, dovrà essere dimostrato e confermato in sede processuale e per i soggetti interessati vige il principio della presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.