Azzerare le commissioni sui pagamenti elettronici di piccolo importo è una delle misure annunciate da Intesa Sanpaolo a sostegno delle imprese. Il piano comprende anche 20 miliardi di euro di credito e la possibilità di sospendere fino a 36 mesi il rimborso della quota capitale dei finanziamenti. Per Fipe-Confcommercio (la Federazione italiana dei pubblici esercizi), l’iniziativa sui pagamenti è una ottima notizia e potrebbe rappresentare un primo passo verso una riduzione più ampia dei costi per i pubblici esercizi, una misura che Italia a Tavola ritiene necessaria da sempre. «Intesa Sanpaolo è da sempre molto attenta agli aspetti legati ai micropagamenti. È sicuramente un’ottima notizia e speriamo che faccia tendenza anche con altre banche», afferma Roberto Calugi, direttore generale di Fipe. «Tutto quello che comporta l’abbassamento dei costi per le nostre imprese è sempre una cosa positiva. Non posso che commentare positivamente questa iniziativa e ringraziare».

Intesa Sanpaolo ha azzerato le commissioni Pos fino a 20 euro
Intesa Sanpaolo ha azzerato le commissioni Pos fino a 20 euro

Per bar, caffetterie, panifici e attività della ristorazione veloce, i pagamenti di piccolo importo sono una parte ricorrente del lavoro quotidiano. Un caffè, una colazione, una consumazione al banco: transazioni singolarmente contenute che, sommate nell’arco della giornata, contribuiscono al volume degli incassi. È su questo terreno che interviene una delle misure annunciate dalla banca: l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti effettuati tramite Pos per importi fino a 20 euro. L’iniziativa è stata illustrata da Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, durante un’intervista con Jole Saggese in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. L’obiettivo è alleggerire alcuni costi operativi delle imprese, affiancando questa misura a strumenti di credito e condizioni di rimborso più flessibili.

Commissioni Pos a zero: Fipe spera nell’effetto domino

La misura riguarda le transazioni fino a 20 euro e punta a ridurre il costo dei pagamenti elettronici per gli esercenti. Per le attività horeca, dove sono frequenti gli acquisti di importo contenuto, il tema ha una ricaduta concreta: il costo delle commissioni va considerato insieme agli altri oneri che incidono sul margine di ogni vendita. L’azzeramento delle commissioni può quindi interessare in particolare gli esercizi con molti pagamenti al banco, come bar e caffetterie, ma anche altre attività commerciali legate al consumo fuori casa. L’effetto economico effettivo dipenderà dal numero e dal valore delle transazioni interessate e dalle condizioni applicabili ai singoli esercenti. Presentando le iniziative della banca, Barrese ha richiamato la necessità di offrire strumenti capaci di sostenere le imprese in una fase economica complessa. Il contenimento dei costi di pagamento si affianca così al sostegno finanziario, con un intervento rivolto a una voce di spesa che accompagna ogni giornata di attività.

Roberto Calugi, dg Fipe
Roberto Calugi, dg Fipe

Per Fipe, la questione è ora capire se altri istituti seguiranno l’esempio di Intesa Sanpaolo. Calugi spiega che il confronto con il sistema bancario è già avviato: «Noi abbiamo una collaborazione aperta con Intesa Sanpaolo e portiamo avanti questa discussione. Tutti gli istituti bancari che vogliono parlare con noi, ovviamente, siamo a disposizione: speriamo che faccia tendenza anche con altre banche». Il lavoro dell’associazione, precisa il direttore generale, riguarda anche altri strumenti e scenari futuri: «Siamo particolarmente attivi su questo fronte, anche sul tema dell’euro digitale per l’abbassamento delle commissioni. Partecipiamo a tavoli specifici in Banca d’Italia su questi aspetti». Per questo, sottolinea Calugi, non si tratta di avviare un confronto da zero: «La discussione è già in atto, non la dobbiamo aprire. Ci sono già tavoli che lavorano in questa direzione». L’auspicio è che l’iniziativa sui micropagamenti possa contribuire a estendere il tema della riduzione dei costi all’intero settore bancario, con benefici per una platea più ampia di pubblici esercizi.

Venti miliardi di euro per sostenere il credito alle imprese: il pacchetto Intesa

Accanto alle commissioni Pos, Intesa Sanpaolo ha annunciato un plafond di 20 miliardi di euro destinato al credito alle imprese, nell’ambito di un accordo con associazioni di categoria tra cui Confcommercio, Federalberghi e Confagricoltura. Il piano prevede anche la possibilità di sospendere fino a 36 mesi il rimborso della quota capitale dei finanziamenti, sia esistenti sia di nuova concessione, secondo le condizioni previste. La sospensione non equivale alla cancellazione del debito: consente di rinviare il rimborso del capitale, con effetti sulla durata e sul piano finanziario del prestito. «Avere soluzioni che supportino il credito è essenziale», ha dichiarato Barrese, ricordando che dall’inizio della crisi legata al Covid la banca ha erogato oltre 200 miliardi di euro. Tra gli strumenti già introdotti figurano gli S-Loan, finanziamenti collegati al raggiungimento di obiettivi aziendali, anche in materia di sostenibilità e diversificazione.

Intesa azzera le commissioni Pos sotto i 20 euro: Fipe spera in un effetto a catena
Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo

Il pacchetto comprende inoltre un intervento sugli interessi di alcuni finanziamenti concessi nel 2026. Barrese lo ha definito un «regalo di Natale», spiegando che la banca ha scelto di rinunciare a una parte dei ricavi per sostenere le imprese. Le condizioni e le scadenze del beneficio vanno distinte dall’azzeramento delle commissioni Pos, che riguarda invece le transazioni fino a 20 euro. Le misure intervengono dunque su due aspetti differenti della gestione aziendale: da un lato il costo di alcune operazioni quotidiane, dall’altro la disponibilità di liquidità e la sostenibilità degli impegni finanziari.