LA ROSSA

Guida Michelin Italia 2027, altri 25 ristoranti in selezione: ecco quali sono
Dalle osterie storiche ai locali guidati da giovani chef, le novità di ottobre attraversano tutta la Penisola e raccontano cucine regionali, nuove aperture e progetti familiari in attesa dei verdetti ufficiali. Solo con la cerimonia di novembre si saprà quali indirizzi riceveranno una stella o il Bib Gourmand e quali resteranno fra quelli consigliati dagli ispettori
Indice
- 1I 25 nuovi ingressi nella Guida Michelin
- 1.1Antica Osteria Al Forno (Refrontolo, Treviso)
- 1.2Al 588 (Bagno a Ripoli, Firenze)
- 1.3Gries 13 (Bolzano)
- 1.4MaMesa (Burgusio, Bolzano)
- 1.5Oltre Osteria (Castellina in Chianti, Siena)
- 1.6Lampl Stube (Castelrotto, Bolzano)
- 1.7Osteria di Fornio (Fidenza, Parma)
- 1.8Don Ciccio (Giardini Naxos, Messina)
- 1.9Rotta Cucina e Ristoro (Giulianova, Teramo)
- 1.10Madre (Latina)
- 1.11Atempo (Martina Franca, Taranto)
- 1.12Origini (Mondaino, Rimini)
- 1.13Origini (Narcao, Sulcis Iglesiente)
- 1.14Osteria Storica Morelli (Pergine Valsugana, Trento)
- 1.15Baldo Vino (Pistoia)
- 1.16Colle Serrano (Ripatransone, Ascoli Piceno)
- 1.17Don Carlo (Pula, Cagliari)
- 1.18Roteo (Sala Comacina, Como)
- 1.19Bruna Bistrò (Senigallia, Ancona)
- 1.20Bàtu (Taormina, Messina)
- 1.21Seguire le Botti (Terracina, Latina)
- 1.22Ponente (Urbino, Pesaro e Urbino)
- 1.23Trattoria Rensin (Campomorone, Genova)
- 1.24El Magazen Osteria Contemporanea (Venezia)
- 1.25La Ripa (Vieste, Foggia)
Dopo i 20 nuovi ingressi annunciati a settembre, la selezione italiana della Michelin si arricchisce di altri 25 ristoranti inseriti nel mese di ottobre, a poche settimane dalla presentazione della Guida 2027. Si avvicina infatti l'appuntamento del 12 novembre, quando il Teatro Municipale di Piacenza ospiterà la cerimonia ufficiale e verranno svelati i nuovi riconoscimenti assegnati dagli ispettori della Rossa. Soltanto allora si scoprirà quali indirizzi conquisteranno una stella, riceveranno il Bib Gourmand o resteranno tra le semplici segnalazioni. Intanto, gli ultimi ingressi confermano la varietà della ristorazione italiana, fracucine legate al territorio, interpretazioni contemporanee e progetti gastronomici che rileggono le tradizioni locali.
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I 25 nuovi ingressi nella Guida Michelin
I 25 ristoranti selezionati a ottobre sono già presenti sul sito ufficiale della Guida Michelin Italia e nell'app dedicata. Per tutti è dunque confermata la presenza nella Guida 2027, anche se per conoscere gli eventuali riconoscimenti bisognerà attendere la cerimonia del 12 novembre. Ecco i nuovi indirizzi, accompagnati dalle rispettive motivazioni degli ispettori.
Antica Osteria Al Forno (Refrontolo, Treviso)
Nel cuore dell'Alta Marca Trevigiana, Antica Osteria Al Forno custodisce una storia che risale all'inizio dell'Ottocento. La famiglia Piol porta avanti la tradizione del locale, con Mario e Rosita protagonisti della cucina. Lui si dedica soprattutto allo spiedo e alle carni alla griglia, lei valorizza gli ortaggi e le erbe dell'orto. Gli ambienti conservano il carattere delle antiche osterie venete, tra oggetti e decorazioni del passato. La Michelin apprezza una cucina casalinga e familiare, con piatti «carichi di sapori e di ricordi», capaci di richiamare ricette e abitudini gastronomiche tramandate nel tempo.
Al 588 (Bagno a Ripoli, Firenze)
All'interno di Borgo I Vicelli, agriturismo ricavato da un borgo cinquecentesco sulle colline fiorentine, Al 588 è il ristorante fondato da Giulia Franco e guidato in cucina dallo chef Andrea Perini. La proposta valorizza ingredienti locali e stagionali, con particolare attenzione alle carni e all'olio extravergine, elemento centrale della ricerca gastronomica dello chef. Tra le specialità figura la «Brace del Borgo», selezione di carni pregiate e frollate provenienti da piccoli allevatori e macellai toscani. La Michelin descrive una cucina «essenziale nella costruzione e sempre appagante al palato», sottolineando anche la cantina prevalentemente regionale e l'olio prodotto dagli ulivi secolari della proprietà. Il ristorante si affaccia sulla piscina, con la possibilità di cenare al tramonto.
Gries 13 (Bolzano)
Nel quartiere residenziale di Gries, a Bolzano, Gries 13 è il wine bistrot di Sibilla e Dieter Seebacher. Lui, conosciuto anche come Didi, guida la cucina, mentre lei si occupa soprattutto dell'accoglienza. La proposta, che cambia ogni dieci giorni, spazia tra specialità di mare e di terra, con influenze altoatesine e mediterranee. La Michelin ne apprezza la varietà e la qualità delle preparazioni, citando gli gnocchetti con ragù di vitello e finferli, le ostriche del Gargano e il carpaccio di carne salata con burrata e melone. Completano l'esperienza una selezione di vini altoatesini e italiani, un servizio cordiale e, nella bella stagione, il dehors con vista sulle montagne.
MaMesa (Burgusio, Bolzano)
Aperto nel 2022 nell'ex fienile del Weisses Kreuz, MaMesa è il ristorante gastronomico dell'hotel adults only della famiglia Theiner. Lo chef Marc Bernhart propone una cucina definita «Glocal», che combina prodotti alpini e influenze internazionali attraverso un unico percorso degustazione, con il contributo del pastry chef Kay Baumgardt. La Michelin apprezza i piatti «creativi, vivaci nei colori e ben definiti nei sapori». La sala ospita appena sei tavoli, disposti davanti alle grandi vetrate affacciate sulle montagne, con Jennifer a seguire l'accoglienza e gli abbinamenti enologici.
Oltre Osteria (Castellina in Chianti, Siena)
Inaugurato nel settembre 2025 all'interno dell'azienda vitivinicola Rocca delle Macìe, della famiglia Zingarelli, Oltre Osteria propone una cucina contemporanea firmata dallo chef Maurizio Bardotti. Il progetto, curato da Giulia Zingarelli, si sviluppa attraverso tre percorsi degustazione, compresa un'opzione vegetariana, con attenzione alla stagionalità e alla riduzione degli sprechi. La Michelin evidenzia «una scenografica cucina a vista con Chef's Table» e le grandi vetrate affacciate sulle colline del Chianti. La carta dei vini privilegia le produzioni della tenuta e altre etichette del territorio, in continuità con l'identità dell'azienda agricola. Gli ambienti sono caratterizzati da arredi essenziali e dettagli selezionati personalmente dallo chef.
Lampl Stube (Castelrotto, Bolzano)
Nel centro storico di Castelrotto, Lampl Stube è il ristorante gastronomico del boutique hotel Lamm, affidato allo chef autodidatta Marc Oberhofer. La proposta nasce dal rapporto tra cucina alpina e ricordi familiari: i due menu degustazione, da cinque e dieci portate, portano i nomi dei genitori Hanni e Leo. La Michelin sottolinea soprattutto «l'equilibrio dei sapori» e segnala i tortelli di spinacio selvatico con emulsione di spugnole. L'esperienza si svolge in una saletta di appena tre tavoli, con un servizio seguito da Gianluca Rovai, che accompagna gli ospiti nella scelta dei vini e nella conoscenza della proposta gastronomica.
Osteria di Fornio (Fidenza, Parma)
Nelle campagne di Fidenza, Osteria di Fornio è gestita dal 2006 da Cristina Cerbi e Luca Caraffini, che hanno recuperato un locale con una storia risalente agli anni Venti. Lei guida la cucina, valorizzando anche ricette della tradizione parmense ormai poco diffuse, mentre il marito si occupa dell'accoglienza. La proposta comprende paste fresche fatte in casa, secondi di carne e dolci classici, con particolare attenzione alla stagionalità. La Michelin parla di una «cucina sobria ma ricca di gusto» e consiglia la frittella di ceci con lardo di sottospalla Sant'Ilario e aceto balsamico invecchiato, oltre alla zuppa inglese al cucchiaio.
Don Ciccio (Giardini Naxos, Messina)
Affacciato sul lungomare di Giardini Naxos, Don Ciccio è un ristorante dedicato soprattutto alla cucina di pesce, con una veranda aperta sulla passeggiata e una terrazza vista mare. La proposta segue la disponibilità del pescato del giorno, esposto all'ingresso, e comprende crudi, primi marinari e grigliate, privilegiando preparazioni semplici e ingredienti freschi. La Michelin lo considera «il classico ristorante di mare che si vorrebbe trovare in ogni località di vacanza», apprezzandone la qualità delle materie prime e le preparazioni prive di elaborazioni superflue. La Guida consiglia di richiedere uno dei tavoli in prima fila sulla terrazza, per godere appieno della vista sul mare.
Rotta Cucina e Ristoro (Giulianova, Teramo)
All'interno dell'Hotel 900, albergo ricavato da una villa Liberty del 1926 a Giulianova, Rotta Cucina e Ristoro è il progetto gastronomico inaugurato il 25 aprile 2024 dallo chef Gianluca Durillo, formatosi anche nelle cucine di Moreno Cedroni e Massimo Bottura. La proposta interpreta la cucina abruzzese attraverso tecniche contemporanee e accostamenti originali. La Michelin sottolinea gli «abbinamenti calibrati e una tecnica precisa», segnalando il filetto di sgombro marinato alla soia con aglio nero e champignon e il petto d'anatra al cacao e acero, accompagnato da rabarbaro, carciofi e coriandolo. Ne deriva una cucina che conserva riferimenti territoriali, aprendosi a ingredienti e influenze internazionali.
Madre (Latina)
A Latina, Madre nasce dall'iniziativa di una giovane coppia che ha trasformato gli ambienti di un precedente ristorante in uno spazio raccolto e contemporaneo. In cucina opera Simone Mercuri, classe 1999, tornato nella sua città dopo esperienze professionali in ristoranti di alto livello; in sala lavora Giulia, classe 2001, con il ruolo di chef de rang. Il progetto si distingue anche per una squadra interamente under 30. La Michelin apprezza la «creatività misurata» della proposta, con pochi piatti alla carta e diversi percorsi degustazione. Tra le particolarità dell'esperienza figura un piccolo rompicapo proposto agli ospiti durante l'attesa delle portate.
Atempo (Martina Franca, Taranto)
Inaugurato nell'agosto 2025, Atempo nasce dall'iniziativa dello chef Giovanni Fiorellino e di Martino Palazzo, entrambi titolari del ristorante, con il secondo responsabile della sala e dei vini. Il locale si trova a Martina Franca, alle porte del centro storico, in ambienti raccolti ed eleganti. La cucina valorizza gli ingredienti pugliesi attraverso preparazioni contemporanee, con attenzione all'equilibrio tra pesce e carne e alla presentazione dei piatti. La Michelin apprezza la «mano misurata e raffinata» dello chef e segnala soprattutto la reinterpretazione del caffè leccese in versione dessert, con namelaka al caffè, crumble al burro, spuma di mandorle e gocce alla menta. Una proposta che combina il patrimonio gastronomico regionale con tecniche e interpretazioni personali.
Origini (Mondaino, Rimini)
Nel borgo medievale di Mondaino, sulle colline riminesi al confine con le Marche, Origini è il ristorante dello chef e patron Filippo Benelli, ricavato all'interno di un'antica torre delle mura del paese. Il locale si sviluppa su due piani, con piccole sale dall'atmosfera intima che conservano il carattere dell'edificio storico. A distinguere l'indirizzo è soprattutto la cucina, che la Michelin definisce «creativa, elaborata e di ottimo livello». La proposta parte dagli ingredienti del territorio, reinterpretati attraverso lavorazioni ricercate e presentazioni contemporanee. Un indirizzo raccolto, nel quale la visione gastronomica dello chef assume un ruolo centrale, anche grazie al contrasto tra l'ambiente medievale e la modernità delle preparazioni.
Origini (Narcao, Sulcis Iglesiente)
Nel cuore del Sulcis, a Narcao, Origini è il ristorante di Antonella Orioni, affiancata nell'accoglienza dal compagno Efisio. Il progetto propone una rilettura contemporanea della cucina sarda, con particolare attenzione agli ingredienti locali e alle produzioni del territorio. La Michelin apprezza la capacità di reinterpretare la tradizione regionale senza perdere il legame con i suoi sapori, segnalando i gigli di pasta fresca al ragù di guanciale locale, arricchiti con bacche di ginepro stagionate 18 mesi, e la quaglia al lentischio farcita con guanciale e rucola. La proposta valorizza così l'identità gastronomica di una zona storicamente legata all'attività mineraria, attraverso preparazioni che combinano tradizione e ricerca personale.
Osteria Storica Morelli (Pergine Valsugana, Trento)
A Canezza di Pergine, Osteria Storica Morelli occupa un edificio del Cinquecento e custodisce una tradizione gastronomica che risale al 1751. Dopo la lunga gestione di Fiorenzo Varesco, il locale ha riaperto il 12 aprile 2025 con Fabio Ferro in cucina e Nicola Masa in sala, entrambi suoi ex collaboratori. La proposta valorizza i prodotti della Valsugana, tra salumi, paste fresche, selvaggina e pesci d'acqua dolce. La Michelin sottolinea il «grande amore per i prodotti e per le ricette del territorio», con particolare attenzione anche ai formaggi a latte crudo. Per concludere il pasto, gli ispettori consigliano la rosada, dolce della tradizione locale. L'ambiente conserva il carattere autentico di un'osteria di montagna.
Baldo Vino (Pistoia)
Attivo dal 1998 e trasferitosi nel marzo 2024 nel seicentesco Palazzo Ganucci Cancellieri, nel centro storico di Pistoia, Baldo Vino ha avviato una nuova fase nel 2026 con l'arrivo dello chef Marco Cahssai, già alla guida dell'Atman di Vinci, affiancato dalla direttrice di sala Martina Mattioli. Il patron Francesco Balloni ha costruito una cantina con oltre 3.000 etichette, particolarmente ricca di Champagne. La Michelin apprezza una cucina contemporanea caratterizzata da «presentazioni raffinate e sapori sempre equilibrati», disponibile alla carta e attraverso percorsi degustazione. Completa l'offerta Bibendum, il bistrot dedicato a una proposta più informale.
Colle Serrano (Ripatransone, Ascoli Piceno)
All'interno di una tenuta di 70 ettari sulle colline marchigiane, tra vigneti e uliveti, Colle Serrano è il ristorante dell'omonimo Relais & Spa di Ripatransone, proprietà delle famiglie Sabadini e Zambroni, a pochi chilometri dall'Adriatico. Conosciuto anche come Il Gusto a Colle Serrano, è guidato dallo chef Enrico Ficcadenti, che propone una cucina contemporanea legata alle tradizioni del Piceno. La Michelin ne apprezza la capacità di interpretare «con creatività e sensibilità contemporanea» il patrimonio gastronomico locale e suggerisce il percorso «Voyage», degustazione di sette portate, accanto a una proposta più informale disponibile a pranzo. La tenuta comprende anche produzioni vitivinicole e olearie, che contribuiscono a definire l'identità gastronomica del ristorante.
Don Carlo (Pula, Cagliari)
Affacciato sulla spiaggia di Su Guventeddu, nella baia di Nora, Don Carlo è il ristorante del Sant'Efis Hotel di Pula, con vista sul mare e sull'isola del Coltellazzo. La cucina, guidata dallo chef Paolo Pusceddu, valorizza la tradizione sarda e mediterranea attraverso ingredienti locali e preparazioni contemporanee, con proposte di mare e di terra che seguono la stagionalità e la disponibilità del mercato. La Michelin apprezza soprattutto la posizione direttamente sulla spiaggia e l'attenzione ai sapori del territorio, in un ambiente luminoso e rilassato, particolarmente suggestivo a pranzo. Aperto anche agli ospiti esterni all'hotel, il ristorante è molto frequentato: per questo la Guida consiglia di prenotare in anticipo, soprattutto a chi non soggiorna nella struttura.
Roteo (Sala Comacina, Como)
All'interno del MUSA Lago di Como, hotel affacciato sul lago a Sala Comacina, Roteo è il progetto degli chef Robert Moretti e Matteo Corridori, che hanno unito i propri nomi per creare quello del ristorante. Dopo esperienze internazionali in strutture di prestigio, i due propongono una cucina creativa, aperta a influenze estere. La Michelin parla di «proposte tecniche ed elaborate» e di un'esperienza «di gran livello», nella quale trovano spazio anche prodotti locali come il pesce d'acqua dolce. La sala è caratterizzata dalle grandi vetrate affacciate sul lago, che accompagnano l'esperienza gastronomica con una vista particolarmente suggestiva.
Bruna Bistrò (Senigallia, Ancona)
Aperto nel 2019 sul lungomare di Senigallia, Bruna Bistrò è il progetto dello chef e titolare Michael Baccani, affiancato dalla sorella Arianna, responsabile della sala. Il nome rende omaggio alla nonna Bruna Schiaroli, cuoca che aveva lavorato in locali storici della città, tra cui Riccardone's e Villa Sorriso. La Michelin considera la proposta la «quintessenza della cucina marchigiana tradizionale di mare», citando la trippa di rana pescatrice in potacchio, gli spaghetti artigianali con salsa di raguse in porchetta e soprattutto il brodetto senigalliese, la tipica zuppa di pesce rossa. Nel gennaio 2025 il locale ha vinto una puntata di Alessandro Borghese - 4 Ristoranti, alla quale ha partecipato Arianna.
Bàtu (Taormina, Messina)
Bàtu è il ristorante del Grand Hotel San Pietro di Taormina, struttura del gruppo Lindbergh Hotels appartenente al circuito Relais & Châteaux, interessata negli ultimi anni da un importante intervento di ristrutturazione. Il nome richiama il fiore dell'ulivo, simbolo di una cucina affidata allo chef Luca Miuccio, che valorizza gli ingredienti stagionali, soprattutto vegetali. La Michelin segnala due percorsi degustazione da otto portate, uno vegetariano e uno che comprende anche pesce e carne, nell'ambito di un'offerta che prevede ulteriori formule. La Guida cita inoltre La Rotonda sul Mare, belvedere panoramico destinato anche a eventi privati. Particolare attenzione è dedicata agli abbinamenti, con il bar manager Marco Patanè a proporre percorsi personalizzati di cocktail pairing.
Seguire le Botti (Terracina, Latina)
Inaugurato nel 2021 dalla famiglia Pandolfo, proprietaria della Cantina Sant'Andrea, Seguire le Botti è il ristorante di un agriturismo ricavato dall'antica casa colonica di famiglia, nella campagna di Terracina. Il progetto, sviluppato da Andrea e Gabriele Pandolfo, è affidato allo chef Pasquale Minciguerra, che valorizza le produzioni della tenuta e le eccellenze gastronomiche laziali. La Michelin evidenzia l'impiego di «quasi esclusivamente ingredienti regionali», in un'azienda agricola che comprende vigneti, apiari e allevamenti avicoli, oltre alla produzione di olio extravergine. La proposta comprende menu degustazione e piatti alla carta, serviti nell'antica bottaia oppure, durante la bella stagione, nel grande giardino. La struttura dispone inoltre di cinque camere per il pernottamento.
Ponente (Urbino, Pesaro e Urbino)
A pochi chilometri da Urbino, Ponente è il ristorante di Aura Relais, struttura ricettiva ricavata da un tradizionale casolare in pietra immerso nelle colline del Montefeltro, a 632 metri di altitudine. Il locale dispone di 30 coperti interni e altrettanti sulla terrazza panoramica, con una proposta gastronomica che valorizza ingredienti stagionali e ricette del territorio attraverso interpretazioni contemporanee. La Michelin sottolinea soprattutto il contesto paesaggistico, osservando che «il panorama è mozzafiato», e una cucina con «riferimenti alle tradizioni locali, ma anche oltre». L'esperienza unisce così ristorazione e ospitalità rurale, con la vista sulle colline a caratterizzare gli ambienti e i tavoli all'aperto.
Trattoria Rensin (Campomorone, Genova)
Nell'entroterra genovese, a Campomorone, Trattoria Rensin porta avanti la storia del fondatore Renzo, conosciuto dagli amici come 'u Rensin. Oggi sono i figli Simone e Roberto, entrambi cuochi e titolari, a gestire il locale, mantenendone il carattere familiare e il legame con la cucina ligure. La Michelin descrive una cucina «schietta, generosa e ricca di sapore», con specialità di mare, come zuppette di pesce e muscoli alla marinara, accanto a preparazioni di terra e paste fresche tirate a mano. Tra i piatti più rappresentativi figurano le lasagne verdi al pesto. La Guida consiglia di prenotare con largo anticipo, vista la popolarità dell'indirizzo.
El Magazen Osteria Contemporanea (Venezia)
Nel quartiere di Cannaregio, affacciato su un tranquillo canale veneziano, El Magazen Osteria Contemporanea è il progetto familiare della chef e titolare Yasmin Sufana e del marito Gaetano Nino D'Onofrio, sommelier, affiancati in sala dalle sorelle della cuoca. Il ristorante conserva un'atmosfera tradizionale, tra mattoni a vista, scaffali di vini e maschere del Carnevale. La Michelin apprezza l'accoglienza familiare e la capacità di combinare la tradizione veneziana con influenze giapponesi. Tra i piatti segnalati figurano le sarde in saor rivisitate con panatura panko, cipolle caramellate, taccole e salsa al wasabi, esempio dell'incontro tra sapori lagunari e tecniche orientali. È possibile fermarsi anche soltanto per un calice di vino e qualche piatto, senza necessariamente scegliere un pasto completo.
La Ripa (Vieste, Foggia)
Nel centro storico di Vieste, La Ripa occupa un complesso scavato nella roccia che nel Quattrocento ospitava un convento. Il ristorante, avviato nel 1994, è oggi guidato dallo chef Andrea Miacola, formatosi anche all'ALMA e in importanti cucine italiane e internazionali, prima di tornare nell'attività di famiglia. Al suo fianco ci sono la madre Anna Cariglia, che segue l'accoglienza e il servizio, e il fratello Marcello Miacola, coinvolto nello sviluppo della proposta gastronomica. La Michelin apprezza una cucina «elegante e misurata», capace di interpretare i prodotti locali con tocchi moderni. Durante la bella stagione, i tavoli si estendono anche nei vicoli del borgo, accanto agli ambienti ricavati nella roccia.

