CASO KFC

Pollo fritto sulle Dolomiti, l'arrivo di Kfc fa discutere a Campiglio e Cortina
L'apertura di due Kfc sulle piste di Madonna di Campiglio e Cortina ha acceso il confronto sul futuro delle località alpine. Ambientalisti e politici contestano un’offerta che rischia di indebolire l’identità del territorio in alta quota. La polemica riguarda paesaggio, risorse e turismo. Anche il sindaco di Cortina dubita della coerenza con la strategia di rilancio della località in area alpina.
La presenza di Kfc sulle piste da sci di Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo ha aperto un confronto sul modello turistico delle località alpine e sul rapporto tra attività commerciali, paesaggio e identità territoriale. L’arrivo dei due punti vendita del gruppo di fast food statunitense, specializzato nel pollo fritto, ha provocato le reazioni di associazioni ambientaliste, rappresentanti politici e organizzazioni legate alla frequentazione della montagna. Al centro della discussione non c’è soltanto l’ingresso di una catena internazionale, ma il tipo di offerta che le destinazioni dolomitiche intendono proporre a residenti e visitatori.
L’accordo tra Kfc e Super G, realtà italiana attiva nel settore dei mountain club e degli après-ski, ha previsto l’apertura di due Quick Service Restaurant direttamente nelle aree sciistiche. Le sedi individuate sono la Piana di Nambino, a Madonna di Campiglio, e la zona di Monte Faloria-Cristallo, a Cortina. Una scelta commerciale che ha immediatamente acceso il dibattito sull'opportunità di introdurre un format internazionale di ristorazione veloce in contesti caratterizzati da una forte identità paesaggistica e gastronomica.
Kfc sulle piste da sci, le critiche degli ambientalisti in Trentino
Tra le posizioni più contrarie si è distinta quella di Mountain Wilderness. Il presidente Luigi Casanova ha contestato l'impostazione dell'offerta, collegandola alla crescita di forme di intrattenimento considerate poco coerenti con la cultura alpina. «È finita la stagione della polenta con le luganeghe, ora a migliaia di consumatori si offre pollo fritto, musica a tutto volume e voli in elicottero». La critica investe quindi un insieme di attività e servizi che, secondo l'associazione, rischia di modificare il rapporto tra turismo e ambiente montano, privilegiando il consumo e lo spettacolo rispetto alla valorizzazione delle caratteristiche locali.
Sulla stessa linea si è collocata Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra Trento, che ha evidenziato le criticità paesaggistiche e acustiche dell'area di Madonna di Campiglio, già interessata dalla presenza dell’après-ski gestito da Super G. Secondo Baldracchi, l'apertura di un Kfc a 1.700 metri di altitudine rappresenta un ulteriore elemento di trasformazione del contesto montano, con il rischio di sostituire il modello della montagna come luogo di conoscenza e rispetto dell'ambiente con una destinazione sempre più orientata all'intrattenimento.
La presidente ha inoltre sottolineato come lo sviluppo economico locale non dovrebbe basarsi su format commerciali standardizzati, nati in contesti urbani e poco coerenti con l'identità del territorio. Tra le criticità segnalate figura anche l'assenza di una programmazione condivisa, con amministrazioni che autorizzerebbero nuovi interventi senza una visione complessiva e senza un adeguato coinvolgimento della popolazione.
Società degli alpinisti tridentini: il tema è il modello di sviluppo
Una posizione più articolata è stata espressa da Cristian Ferrari, presidente della Società degli alpinisti tridentini (Sat). Pur riconoscendo il rischio di un progressivo appiattimento dell'offerta turistica, l'attenzione è stata rivolta anche ad altre trasformazioni che interessano le località alpine, come la realizzazione di centri benessere e piscine in quota. L'arrivo delle multinazionali del fast food sulle piste da sci rappresenta un ulteriore possibile passo verso l'omologazione culturale delle destinazioni montane, ma non costituisce necessariamente la criticità principale da affrontare. Il tema, infatti, riguarda un insieme più ampio di scelte che stanno modificando il modo di vivere e frequentare la montagna.
Il richiamo della Sat si concentra soprattutto sul consumo di risorse naturali. Le strutture ricettive e i nuovi servizi in alta quota richiedono infatti quantità aggiuntive di acqua ed energia, risorse la cui disponibilità può diventare problematica, come dimostrano le difficoltà di approvvigionamento idrico dei rifugi emerse durante l'estate. La questione non riguarda quindi la legittimità delle attività turistiche o della libertà d'impresa, ma il modello di sviluppo delle località alpine. Le nuove proposte commerciali rispondono a una domanda dei visitatori, incontrano l'interesse degli operatori economici e diventano possibili attraverso precise decisioni amministrative. Un sistema che tende ad autoalimentarsi e che rischia di trasformare progressivamente la montagna in uno spazio in cui vengono riproposti modelli di consumo già presenti nei contesti urbani, a scapito delle peculiarità ambientali e culturali del territorio.
Kfc a Madonna di Campiglio, la polemica arriva in Consiglio provinciale
La contestazione è arrivata anche in Consiglio provinciale del Trentino, dove Paola Demagri, esponente di Casa Autonomia, ha sollevato il tema della tutela dell'identità locale nelle scelte di politica turistica. L'apertura di Kfc è stata indicata come un esempio della distanza tra le dichiarazioni a favore della valorizzazione del territorio e le decisioni concrete della classe dirigente, accusata di aver progressivamente perso di vista la trentinità spesso richiamata nei discorsi pubblici e nelle occasioni istituzionali, ma sacrificata di fronte a interessi commerciali. La presenza del marchio statunitense sulle piste è stata sintetizzata nella contestazione secondo cui l'identità trentina verrebbe svenduta al pollo del Kentucky.
Nel mirino è finito anche l'atteggiamento della Lega, accusata di sostenere a parole la tutela del territorio per poi assecondare logiche legate al consumo di massa. Secondo questa posizione, chi sceglie il Trentino per le vacanze cerca un'esperienza legata alle caratteristiche del luogo, non la riproposizione di format commerciali tipici dei centri commerciali americani. La critica ha riguardato inoltre il modello di turismo mordi e fuggi, basato su grandi flussi di visitatori, intrattenimento e consumi standardizzati. Un'offerta di questo tipo rischierebbe di privilegiare il pollo fritto, la musica ad alto volume e gli eventi di massa, senza contribuire alla valorizzazione della montagna e delle sue peculiarità. Da qui il richiamo alla necessità di preservare l'autenticità del territorio, evitando che le località alpine perdano progressivamente le caratteristiche che le rendono attrattive.
Avs: fast food in montagna e sostenibilità turistica
Anche Jacopo Zannini, componente del coordinamento provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, ha contestato l'apertura di Kfc, considerandola un esempio delle trasformazioni che stanno modificando il modo di vivere la montagna. La vicenda è stata ricondotta a una questione più ampia, che riguarda il futuro delle località alpine e il modello di sviluppo da perseguire, al di là della presenza di un singolo marchio commerciale. Zannini ha richiamato anche il riconoscimento ottenuto dall'Azienda per il turismo di Madonna di Campiglio per il proprio impegno nella gestione sostenibile, evidenziando il contrasto tra questo percorso e la crescente diffusione di attività legate all'intrattenimento e al consumo. Dopo gli après-ski ad alto volume, l'arrivo del fast food sulle piste è stato interpretato come un ulteriore segnale di una montagna sempre più urbanizzata e orientata a forme di fruizione rapide e standardizzate. Una tendenza ritenuta poco coerente con gli obiettivi della transizione ecologica e con la promozione di un modello di turismo dolce, fondato sulla valorizzazione delle caratteristiche ambientali e culturali dei territori alpini.
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Kfc a Cortina, le perplessità del sindaco Gianluca Lorenzi
Le reazioni hanno coinvolto anche il Veneto, dove è prevista l'apertura del secondo ristorante Kfc sulle piste da sci, nell'area di Cortina d'Ampezzo. Il sindaco Gianluca Lorenzi ha manifestato perplessità sulla coerenza dell'iniziativa con la strategia turistica comunale e con il percorso di rilancio della località promosso dall'amministrazione. Pur riconoscendo il ruolo degli operatori privati coinvolti, è stata ribadita la necessità di rispettarne le scelte, in particolare quelle del rifugio interessato dall'accordo.
Sull'accoglienza dell'iniziativa da parte del pubblico è stata invece mantenuta una posizione prudente, rinviando ogni valutazione alla risposta del mercato e dei visitatori, soprattutto dei più giovani. L'apertura di un fast food in quota è stata considerata potenzialmente poco in linea con le aspettative di chi sceglie una vacanza in montagna e con lo standard turistico che Cortina intende promuovere. La compatibilità tra il nuovo format commerciale e il posizionamento della località dovrà quindi essere verificata sulla base delle reazioni dei frequentatori.

