DOPO LE VACANZE

Ripartenza soft a settembre: si comincia dalla colazione
Il mese di settembre riporta scuola, lavoro e routine, ma anche la voglia di rimettere ordine nelle abitudini. Secondo una ricerca Zymil, il 34% degli italiani punta a ridurre lo stress e ritrovare equilibrio, mentre per il 36% la colazione influenza la giornata. Tra casa e bar, il primo pasto torna così al centro, mentre il caffè cerca nuovi formati e occasioni
Settembre riporta gli italiani alla routine. Riaprono le scuole, finiscono le ferie e tornano gli orari da rispettare, tra sveglie anticipate, lavoro, accompagnamenti e spostamenti. Dopo settimane in cui le giornate hanno seguito ritmi più liberi, la ripartenza passa anche dai piccoli gesti che aiutano a rimettere ordine nella quotidianità. E uno dei primi è la colazione. Secondo una ricerca realizzata da Zymil tra il 24 e il 28 agosto 2026 su 2.665 consumatori, il 31% comincia a pensare al rientro soltanto negli ultimi giorni di vacanza e il 23% aspetta addirittura di essere tornato a casa. Tra le sensazioni associate alla ripartenza prevalgono nostalgia (30%), serenità (17%) e stress (16%).
E tra gli obiettivi per settembre il 34% indica una riduzione dello stress e un maggiore equilibrio, mentre il 27% punta rispettivamente a un'alimentazione più equilibrata e a una maggiore attività fisica. In questo ritorno alle abitudini, la colazione torna a essere un punto fermo. Non soltanto perché è il primo pasto dopo il digiuno notturno, ma perché inaugura la giornata e ne accompagna il ritmo, che si tratti di andare a scuola, al lavoro, fare sport o semplicemente riprendere le normali attività.
La colazione come primo gesto della ripartenza
In una giornata che torna a essere scandita da orari precisi, la colazione rappresenta uno dei primi appuntamenti della nuova routine. Non è soltanto il pasto che interrompe il digiuno notturno, ma un momento che può contribuire a dare struttura alla mattina, prima della scuola, del lavoro o degli altri impegni. La ricerca Zymil fotografa bene questa percezione: per il 36% degli italiani la colazione è il momento alimentare che influenza maggiormente il modo in cui affrontano il resto della giornata. Per il 41% «dà la carica», mentre il 27% la considera soprattutto una piccola coccola.
La colazione torna al centro della giornata
Il dato è interessante perché mostra come, proprio nella fase della ripartenza, la colazione tenga insieme due esigenze apparentemente diverse: energia e piacere. Non a caso latte e caffè sono indicati entrambi dal 61% degli intervistati come protagonisti della colazione, mentre il 21% sceglie una colazione «speciale». La scelta del primo pasto, però, non riguarda soltanto cosa mettere nel piatto o nella tazza. La colazione è infatti un pasto essenziale della giornata e, secondo i nutrizionisti, dovrebbe essere completa e bilanciata, con una combinazione adeguata di carboidrati, proteine, grassi e fibre. Dolce o salata, leggera o più abbondante, la composizione può cambiare in base alle abitudini personali e al livello di attività.
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La colazione, spiegano gli esperti, dovrebbe essere considerata un pasto a tutti gli effetti, al pari di pranzo e cena, e contribuire a fornire energia e nutrienti dopo le ore di digiuno notturno. Non esiste però un modello unico: c'è chi preferisce mangiare poco e velocemente e chi dedica più tempo al primo pasto della giornata, chi sceglie il dolce secondo la tradizione italiana e chi preferisce il salato. «La colazione è un momento essenziale della giornata», osserva Elisabetta Macorsini, biologa e nutrizionista presso Humanitas Mater Domini e i centri Humanitas Medical Care. Il punto, più che scegliere tra dolce e salato, è costruire un pasto equilibrato e coerente con le proprie esigenze. Durante la notte il corpo rimane a digiuno per diverse ore e il pasto del mattino contribuisce a fornire l'energia necessaria per affrontare le attività successive. Anche per questo, nella composizione della colazione è importante considerare l'apporto complessivo di carboidrati, proteine, grassi e fibre, scegliendo gli alimenti anche in funzione dello stile di vita e del livello di attività fisica.
Dolce o salata, a colazione conta l'equilibrio
In Italia prevale ancora la colazione dolce, con caffè, latte o cappuccino accompagnati da pane, fette biscottate, biscotti, marmellata, yogurt e frutta. Ma negli ultimi anni anche la versione salata ha trovato maggiore spazio, soprattutto tra chi cerca un pasto più saziante o una maggiore presenza di proteine. La distinzione, però, non dovrebbe trasformarsi in una gara tra modelli. Una colazione dolce può essere equilibrata se costruita con attenzione e lo stesso vale per una colazione salata.
La qualità dipende soprattutto dalla composizione del pasto, dalle quantità e dalla frequenza con cui vengono scelti determinati alimenti. È un aspetto particolarmente interessante per il mondo Horeca, perché la colazione consumata fuori casa non è necessariamente una semplice replica di quella domestica. Il bar può offrire combinazioni diverse, intercettando esigenze e momenti differenti, dalla colazione veloce prima di entrare in ufficio a quella più lenta del fine settimana.
Quasi 6 miliardi di visite al bar: la colazione diventa anche un momento sociale
Il peso della colazione per il fuori casa emerge anche dai numeri. Ogni anno in Italia si contano quasi 6 miliardi di visite ai bar per la prima colazione, all'interno di un sistema Horeca che nel 2025 ha raggiunto 107,1 miliardi di euro di fatturato e circa 382mila imprese. La colazione, tuttavia, non è soltanto una voce di consumo. È uno dei momenti in cui il bar mantiene più chiaramente la propria funzione sociale. Secondo la ricerca AstraRicerche realizzata per La Pavoni, il 38,6% degli italiani associa il caffè bevuto fuori casa soprattutto alla possibilità di incontrare altre persone e conversare. Il 33,4% sceglie il bar perché si trova già fuori casa, mentre il 33,1% lo considera soprattutto un'occasione per concedersi una pausa. Il 23,8% guarda invece alla qualità del caffè e il 20% alla possibilità di vivere un'esperienza piacevole e curata. È un quadro che si lega bene alla ripartenza di settembre: il bar diventa uno dei luoghi in cui la routine ricomincia, ma senza perdere la dimensione della pausa e dell'incontro.
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La stessa ricerca fotografa un'evoluzione della colazione fuori casa. Per il 64,8% degli intervistati il breakfast è oggi più capace di creare occasioni di socialità rispetto al passato e il 43% lo considera già un vero momento sociale. Il 21,9% lo indica in particolare come occasione per incontri nel fine settimana, riunioni di lavoro o appuntamenti informali. È un cambiamento che amplia il significato della colazione. Il pasto resta importante per la sua funzione alimentare, ma il luogo, la compagnia e il tempo dedicato diventano parte dell'esperienza. E questo spiega anche la crescita di formule come il soft clubbing, con eventi diurni, musica e dj set organizzati nei locali.
Per il barista cambia il modo di interpretare il caffè
Dentro questo scenario anche il caffè sta cercando nuovi spazi. Il 41,3% degli italiani dichiara di essere curioso di provare formati come iced coffee e shakerati, mentre il 22,8% mostra interesse per degustazioni ed esperienze guidate e il 22,7% per lo specialty coffee. Il cambiamento non riguarda quindi soltanto il modo di bere l'espresso, ma il momento in cui il caffè può essere consumato. L'11,1% degli intervistati lo immagina anche in preparazioni da aperitivo e l'8,6% nel dopocena. Nella mixology l'interesse riguarda cocktail alcolici per l'11,9% e analcolici per il 5,8%. «Il caffè sta ampliando il suo raggio d’azione: non è più soltanto il gesto della colazione o della pausa, ma una materia prima capace di accompagnare momenti diversi della giornata, dall’aperitivo al dopocena. Nella mixology questo significa andare oltre l’Espresso Martini e lavorare sull’espresso per ciò che è davvero: un ingrediente dalla straordinaria complessità aromatica, capace di dialogare con distillati, vermouth, agrumi e componenti analcoliche senza perdere la propria identità. Proprio perché entra in ricette più articolate, precisione, costanza estrattiva e controllo diventano essenziali per trasformare una buona intuizione in un’esperienza sempre riconoscibile», spiega Nicolò Zorloni, coffee specialist, co-fondatore di Nudo Artisan Coffee e Arabica Q-Grader.
Il passaggio dalla colazione all'aperitivo non significa che il rito tradizionale sia destinato a scomparire. Al contrario, la tazzina resta il punto di partenza, ma intorno a essa si moltiplicano occasioni e modalità di consumo. Per il barista questo significa lavorare su una materia prima che può avere un ruolo diverso a seconda del momento della giornata. Quando l'espresso entra in ricette più articolate, diventano centrali precisione dell'estrazione, costanza e capacità di replicare il risultato. È anche il terreno sul quale si muove la ricerca tecnologica del settore, con macchine progettate per rendere più controllabili temperatura, dosaggio ed estrazione. Un'esigenza che non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo in cui il bar interpreta un consumo sempre meno confinato alla sola tazzina del mattino.
La ripartenza parte ancora dalla colazione
Settembre riporta dunque al centro un rito che sembrava immutabile. La scuola che ricomincia e il lavoro che riparte restituiscono alla colazione il suo ruolo di primo appuntamento della giornata, mentre il bar continua a essere uno dei luoghi privilegiati per viverlo. Ma proprio quel rito sta diventando più articolato. La colazione può essere veloce o conviviale, dolce o salata, domestica o fuori casa. E il caffè, che ne rimane uno dei simboli, sta progressivamente uscendo dai confini della mattina per entrare in nuovi formati e occasioni di consumo. La ripartenza di settembre, in questo senso, non cambia la natura della colazione: ne rende più evidente il ruolo di punto di partenza di una giornata che oggi il bar può accompagnare molto più a lungo.

