Quanto biologico deve esserci davvero nella cucina di un hotel o di un ristorante perché possa diventare una scelta riconoscibile? A Terra Madre Salone del Gusto, nello stand di Bioland Südtirol in Piazza Vittorio Veneto, la risposta è stata tradotta in percentuali e regole precise. Il modello si chiama Bio Fair Südtirol ed è stato raccontato da Reinhard Verdorfer, direttore di Bioland Südtirol Alto Adige.

Quanto sono davvero bio ristoranti e hotel? In Alto Adige lo stabiliscono tre livelli
Reinhard Verdorfer, direttore di Bioland Südtirol Alto Adige

Bio Fair Südtirol, tre livelli dal 30 al 100% di prodotti biologici

È rivolto a ristoranti e strutture ricettive e prevede tre livelli: bronzo, argento e oro. Il primo riguarda chi acquista tra il 30 e il 60% di alimenti e bevande biologici, l’argento chi si colloca tra il 60 e il 90%, l’oro chi arriva tra il 90 e il 100%. Dietro il progetto c’è Bioland Alto Adige, associazione nata nel 1991 per iniziativa di dieci frutticoltori altoatesini e legata al movimento Bioland fondato in Germania nel 1971. Essendo un ente privato, applica propri standard alle aziende aderenti. Fertilità del suolo, biodiversità, benessere animale e produzione a circuito chiuso sono alcuni dei principi alla base del modello.

Quanto sono davvero bio ristoranti e hotel? In Alto Adige lo stabiliscono tre livelli
Bioland Alto Adige promuove biodiversità, fertilità del suolo, benessere animale e produzione circolare

Dai prodotti altoatesini al Fairtrade: cosa prevede il disciplinare

Bio Fair porta questi criteri nell’ospitalità. Per alcune produzioni viene richiesto che siano sia biologiche sia altoatesine: tra quelle indicate dal disciplinare ci sono mele e succo di mela, latte fresco, burro, yogurt, mozzarella e vino. Per prodotti che arrivano necessariamente da più lontano, come caffè, cacao, tè, banane e alcuni zuccheri, il requisito è invece biologico e Fairtrade. «Ci siamo chiesti quali prodotti abbiamo tutto l’anno nella nostra regione» ha spiegato Verdorfer.

Quanto sono davvero bio ristoranti e hotel? In Alto Adige lo stabiliscono tre livelli
Tra i prodotti che devono essere bio e altoatesini ci sono mele, succo di mela, latticini e vino

Secondo il direttore, lo stesso criterio potrebbe funzionare anche altrove, individuando in ogni territorio le produzioni sulle quali poter contare con regolarità. Il progetto è attivo da circa tre anni e conta, secondo quanto riferito durante l’incontro, circa 25 realtà tra hotellerie e ristorazione. Chi aderisce riceve supporto nella fase di transizione, con indicazioni operative, accesso a una rete di fornitori regionali e piani costruiti sulle esigenze della singola attività.

Negli hotel il biologico parte dalla colazione

Per gli hotel il tema si vede soprattutto a colazione. Latte, yogurt, burro, mele e succo di mela possono entrare ogni giorno nell’offerta: non come presenze occasionali, ma come parte della proposta della struttura. Il rispetto dei requisiti viene verificato una volta all’anno da un organismo indipendente. Superato il check-up, la struttura ottiene il sigillo di Partner Bio Fair Südtirol. Verdorfer ha fatto un esempio concreto: un ristorante può acquistare per un periodo un ingrediente biologico e continuare a indicarlo in carta anche dopo aver smesso di utilizzarlo. Nel sistema Bio Fair questo non è ammesso. «Da noi non si può fare», ha spiegato.

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Negli hotel il bio entra soprattutto a colazione, con requisiti verificati ogni anno

Prezzi e reperibilità, la sfida per lavorare stabilmente con il bio

Per le attività resta poi il problema dei prezzi e della reperibilità delle materie prime. Lavorare stabilmente con il bio richiede programmazione e una rete di approvvigionamento capace di sostenere il menu o la proposta alberghiera durante l’anno. Il collegamento tra agricoltura e turismo è uno degli obiettivi dichiarati di Bio Fair Südtirol. Una domanda più costante da parte delle strutture ricettive può offrire ai produttori locali uno sbocco commerciale; dall’altra parte, alberghi e ristoranti possono integrare nella propria offerta materie prime provenienti dalla regione.

Quanto sono davvero bio ristoranti e hotel? In Alto Adige lo stabiliscono tre livelli
Il bio richiede programmazione e fornitori affidabili, creando nuove opportunità per i produttori locali

Quanto bio c’è davvero? Le percentuali rendono la scelta leggibile

Resta la comunicazione al cliente. Parole come biologico, locale e sostenibile compaiono spesso nei menu e nelle offerte alberghiere, ma da sole non spiegano quanto peso abbiano davvero nell’attività. Le tre fasce di Bio Fair servono proprio a renderlo leggibile: dal 30% fino alla quasi totalità di alimenti e bevande bio. Il punto, quindi, non è inserire qualche prodotto certificato in carta o a colazione. È far corrispondere ciò che viene raccontato all’ospite con ciò che viene realmente servito.

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