IDRIJA

Era la città del mercurio, oggi è una delle piccole perle da scoprire in Slovenia
Per cinque secoli l'estrazione del metallo ha trasformato un piccolo villaggio della Slovenia nord-occidentale in uno dei maggiori centri minerari d'Europa, lasciando gallerie, edifici e tradizioni oggi riconosciuti dall'Unesco. Oltre alla miniera, la cittadina conserva l'arte del merletto, un geoparco, paesaggi naturali e una cucina nata dalle famiglie dei minatori
Indice
- 1Idrijski žlikrofi, una leccornia a forma del petit chapeau di Napoleone
- 2Idrija: una storia iniziata alla fine del XV secolo
- 3Idrija apprezzata anche da Pier Paolo Pasolini
- 4La miniera di Idrija è patrimonio Unesco
- 5La Fonderia Hg: la storia del mercurio dal minerale alle gocce
- 6La Kamšt di Idrija: una perla del patrimonio tecnico sloveno
- 7Grad Gewerkenegg: un Castello minerario oggi museo civico
- 8Il geoparco globale di Idrija: Patrimonio Unesco
- 9I dintorni di Idrija: il lago Selvaggio
- 10Idrija e la sua cucina
Idrija, affascinante e misteriosa, è adagiata lungo la stretta vallata del fiume Idrijca, nella Slovenia nord-occidentale, dove il mondo prealpino incontra quello carsico. Una piccola perla ad una sessantina di chilometri da Lubiana e da Gorizia e 90 da Trieste. Una delle sue caratteristiche maggiormente riconoscibili è che ha ben tre designazioni Unesco: la prima è l’estrazione del mercurio (qui è stata in attività per circa 500 anni la seconda miniera di mercurio più grande del mondo), la seconda è il merletto fatto a mano col tombolo e la terza è il Geoparco, che comprende un territorio di quasi 300 km² che arriva ad includere alcuni dei monumenti più riconoscibili del patrimonio naturale e culturale di Idrija.
Idrijski žlikrofi, una leccornia a forma del petit chapeau di Napoleone
A queste, secondo i buongustai, bisogna aggiungerne una quarta: gli “Idrijski žlikrofi”, i tipici ravioli idrijčani con un ripieno molto gustoso a base di patate, cipolla, lardo speziato (zaseka) o pancetta affumicata tritata, erba cipollina (šnitleh), pepe nero e maggiorana. Una delle particolarità che li contraddistingue ancora oggi è che sono tutti fatti a mano. La loro forma a mezzaluna sembra riportare al “Petit chapeau” di Napoleone. Infatti, una leggenda locale narra che furono preparati per la prima volta in occasione della visita ad Idrija del condottiero transalpino.
Per rendergli omaggio vennero creati dei ravioli che si ispiravano al suo famoso “cappello” a forma di bicorno, che Napoleone indossava sempre per distinguersi da generali ed ufficiali del suo esercito. Agli žlikrofi è anche dedicato un seguitissimo festival. L’edizione 2026 si è svolta lo scorso 22 agosto al Parco Mejca, dove è stato possibile assaggiare una trentina di varianti di questi gustosi fagottini ripieni che la Ue, nel 2010, ha iscritto nel Registro delle Stg, le specialità tradizionali garantite e tutelate a livello europeo.
Idrija: una storia iniziata alla fine del XV secolo
La sua storia è iniziata oltre 500 anni fa, quando uno škafar, un costruttore di mastelli e recipienti in legno, trovò in un ruscello gocce di una sostanza scintillante, insolitamente densa e pesante. Si scoprì poi che era mercurio, un prezioso metallo liquido, a quell’epoca chiamato “argento vivo” in ragione del suo colore, che da quel momento segnò la vita di Idrija, che da piccolo villaggio agricolo si trasformò in uno dei centri minerari più importanti d’Europa, la cui economia ha ruotato per cinque secoli attorno all’estrazione di quel prezioso metallo. E la visita al centro storico di Idrija può iniziare proprio dal luogo in cui lo škafar scoprì il mercurio. In quel punto è stata eretta la chiesetta gotica della Santissima Trinità (Cerkev sv. Trojice), l’edificio religioso più antico di Idrija, con un pregevole presbiterio tardo gotico.
A poca distanza si incontra piazza Mestni Trg, una delle quattro che racchiudono il centro storico di Idrija. È dominata dal Municipio in stile Liberty, costruito nel 1898, e dalla prestigiosa Scuola di merletto, che da 150 anni, precisamente dal 1876, si occupa dell’insegnamento, della conservazione e dello sviluppo del “klekljanje idrijske čipke”, l’arte del merletto a mano, inserita dall’Unesco nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Oggi la scuola, oltre a tramandare questa preziosa arte alle nuove generazioni, sviluppa nuovi approcci e prodotti innovativi, che collocano il merletto nelle tendenze moderne della moda e delle arti.
Idrija apprezzata anche da Pier Paolo Pasolini
La cittadina ha occupato un posto speciale ed affettuoso nella memoria di Pier Paolo Pasolini. Il legame tra il poeta e intellettuale friulano risale alla sua infanzia, quando visse lì con la famiglia per un anno (1930-1931) in ragione degli incarichi del padre Carlo Alberto, ufficiale dell’esercito italiano: in quegli anni Idrija era territorio italiano. Ha frequentato la quarta elementare e successivamente ha rievocato con affetto il periodo “idrijčano” in alcuni versi contenuti nella raccolta Via degli Amori (per un poema della mia infanzia).
La miniera di Idrija è patrimonio Unesco
Il “pezzo” forte di Idrija è sicuramente la sua miniera, che l’Unesco ha inserito nell’elenco dei beni di valore universale. Un reticolo di 700 chilometri di gallerie e di livelli collegati gli uni agli altri da scale di legno che si inabissano per 400 metri nel sottosuolo. È visitabile solo in minima parte e sempre con una guida. Sono previsti vari tour giornalieri della durata di un’ora e mezza, che diventano più frequenti nel periodo estivo. All’entrata viene fornito il casco protettivo e la giacca a vento, in quanto all’interno delle gallerie la temperatura è di circa 10-11°C.
Si entra da Antonijev rov, la Galleria di Antonio, che si trova in Kosovelova ulica, all’interno del Šelštev, il palazzo dove avveniva l’adunata quotidiana dei minatori. Dopo essersi augurati “Srečno”, che in sloveno significa “buona fortuna”, ci si incammina in un basso cunicolo fino alla piccola cappella dedicata a Santa Barbara e Sant’Acacio, i Santi che gli “knapi” (i minatori) andavano a ringraziare per un nuovo giorno di vita. Poi si scende sempre più in basso, per rivivere in parte la vita dei minatori e capirne meglio il duro lavoro. Se si è fortunati si incontra anche Pergmand’lc, il leggendario folletto della miniera con il suo caratteristico berretto rosso e la giubba verde.
La Fonderia Hg: la storia del mercurio dal minerale alle gocce
La tutela Unesco non riguarda solo i cunicoli sotterranei, ma si estende all’intero sistema, urbano e residenziale, legato all'estrazione del mercurio, tra cui la Fonderia Hg, dove in cinque secoli sono state lavorate quantità impressionanti di mercurio. Il tour è articolato in due parti: la prima comprende una dimostrazione interattiva, in sloveno ed inglese, riguardo alle tecniche utilizzate per estrarre il minerale dal mercurio e gli usi passati e presenti. La seconda è relativa alla visita agli impianti dell'ex fonderia: dai nastri trasportatori alla teleferica, dal trituratore al forno rotante. Una chicca assolutamente da vedere prima di lasciare Idrija.
La Kamšt di Idrija: una perla del patrimonio tecnico sloveno
La Kamšt è un dispositivo che serviva a pompare fuori l’acqua dagli spazi più profondi della miniera. La sua particolarità più evidente è la grande ruota motrice in legno di 13,6 m di diametro. Le kamšt hanno rappresentato una vera rivoluzione nella tecnologia di pompaggio dell’acqua. Entrate in funzione a partire dal XVI secolo, la loro efficacia è stata tale che alcune sono rimaste in funzione anche dopo l’avvento degli impianti a vapore realizzati a tale scopo.
Grad Gewerkenegg: un Castello minerario oggi museo civico
L’imponente Castello di Gewerkenegg, che dall’alto di Prelovčeva ulica domina il centro storico di Idrija, è sicuramente uno dei suoi simboli più riconoscibili. Intanto è l’unico caso al mondo di “castello minerario” ed utilizzato come sede amministrativa della miniera cittadina. Oggi il maniero rinascimentale ospita il Museo Civico di Idrija, che si presenta al visitatore con due mostre assolutamente da vedere. La prima riguarda i “Cinque secoli della miniera di mercurio e della città di Idrija”. Inaugurata nel 1995, intende rappresentare in modo esauriente, chiaro ed avvincente i cinque secoli della miniera cittadina. La seconda è dedicata al “Merletto di Idrija, una storia scritta con il filo”. È collocata al secondo piano e contiene oltre 8.000 oggetti. Una chicca è la grande tovaglia interamente creata a tombolo, larga 1,8 metri e lunga tre metri. Un prodotto eccezionale, completo di 24 tovaglioli di lino con bordo di pizzo cucito, che doveva essere donato alla moglie di Tito.
Il geoparco globale di Idrija: Patrimonio Unesco
Il geoparco di Idrija si estende sull’intero territorio di Idrija. Grazie al suo ricco patrimonio naturale e culturale è una delle regioni più affascinanti della Slovenia. La sua posizione al crocevia tra le Alpi e le Dinaridi, nei Balcani occidentali, determina un territorio estremamente vario e diversificato, con profonde gole, vasti altipiani e alte vette che offrono panorami che spaziano dalle Alpi al Mar Adriatico.
I dintorni di Idrija: il lago Selvaggio
Per chi è alla ricerca di vacanze tranquille a stretto contatto con la natura, i dintorni di Idrija sono un paradiso. Una chicca è il lago Selvaggio (Divje Jezero), che si trova a circa tre chilometri dalla città lungo la strada Idriskij Log e fa parte del Krajinski park Zgornja Idrijca, un parco di 4.230 ettari per la maggior parte costituiti da colline e boschi. Costeggiando il Lago Selvaggio e poi attraversando un ponte tibetano sospeso sull’Idrijca si arriva al “rake”, un canale artificiale lungo circa 4 chilometri, costruito nel XVI secolo per fornire acqua alla miniera di mercurio. Oggi l’intera area è protetta dall’Unesco ed il canale è affiancato da un pregevole percorso didattico naturalistico dove è possibile toccare con mano le tante peculiarità storiche e geologiche di questo territorio.
Idrija e la sua cucina
Non si può lasciare la cittadina senza avere provato la sua cucina, la “idrijska kuhinja”, un crocevia di gustose sorprese. Molti dei piatti che oggi fanno bella mostra nei menu dei ristoranti del territorio affondano le radici nella cucina povera, quella delle famiglie dei minatori, le cui pietanze giornaliere erano preparate essenzialmente con gli ingredienti forniti dall’orto dietro casa.
L’offerta culinaria, oltre agli žlikrofi, di cui abbiamo già detto, propone anche lo smukavc, una minestra con cavolo e patate, poi l’ocvirkovca e la zeljševka, due roulade di pasta soffice e morbida, la prima ripiena di “ocvirki” (carne di maiale fritta) e la seconda di erba cipollina. Da provare anche gli štruklji di Fara, rotoli di pasta ripieni di ricotta, e completare l’intermezzo gustoso con il liquore geruš, il modo migliore per esplorare il ricco mondo dei sapori di Idrija.


