PERCORSO
Fagiolo di Sarconi Igp, parte l'iter per il riconoscimento del Consorzio di tutela
Per il Fagiolo di Sarconi Igp è stato avviato l'iter per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela. L’obiettivo è rafforzare la filiera, aggiornare il disciplinare e aprire nuovi mercati
È stato avviato dall’Alsia, l'Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, l’iter per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela del Fagiolo di Sarconi Igp. L’annuncio è arrivato durante la 45ª Sagra del Fagiolo di Sarconi dall’assessore regionale alle Politiche agricole Carmine Cicala, che ha indicato nel riconoscimento uno strumento per organizzare meglio la filiera e rafforzare il ruolo del prodotto nella Val d’Agri. La prospettiva è quella di costruire attorno al Consorzio una rete che coinvolga produttori, trasformatori, ristoratori, istituzioni, ricerca e promozione territoriale. L’obiettivo, ha spiegato Cicala, è aumentare il valore riconosciuto agli agricoltori, ampliare gli sbocchi commerciali e trasformare la notorietà raggiunta dal Fagiolo di Sarconi in un'opportunità di crescita stabile per il territorio.
Dal riconoscimento alla revisione del disciplinare
Il passaggio al riconoscimento ministeriale avrebbe anche conseguenze sul piano della rappresentanza della denominazione. «Un conto è un'associazione di produttori, altro è un Consorzio di tutela riconosciuto dal Masaf: cambiano l'autorevolezza dell'interlocutore, gli strumenti a disposizione e la capacità di rappresentare l'intera denominazione», ha sottolineato Cicala. Tra i temi che potrebbero essere affrontati dopo il riconoscimento c'è anche l’aggiornamento del disciplinare di produzione, una richiesta emersa più volte tra i produttori. Il Consorzio, una volta riconosciuto, potrebbe quindi diventare il soggetto incaricato di portare avanti il confronto istituzionale su questo aspetto.
Una filiera da organizzare in Val d’Agri
Il progetto punta quindi a superare una logica legata alla sola produzione per costruire una filiera più strutturata, capace di mettere in relazione le diverse attività che ruotano attorno al Fagiolo di Sarconi. «L'obiettivo è favorire, con il Consorzio quale interlocutore centrale, una rete permanente tra produttori, trasformatori, ristoratori, istituzioni, ricerca e sistema della promozione territoriale», ha spiegato l’assessore. Per la Regione Basilicata, il rafforzamento della filiera dovrebbe tradursi anche in nuovi mercati e maggiore capacità di generare reddito e occupazione, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Trent’anni di Igp per il Fagiolo di Sarconi
L’avvio dell’iter arriva nell’anno in cui la Sagra del Fagiolo di Sarconi compie 45 anni e ricorre il trentesimo anniversario del riconoscimento europeo dell’Indicazione geografica protetta, ottenuto nel 1996. Una doppia ricorrenza che riporta l’attenzione sul percorso compiuto dalla denominazione e, ora, sulla necessità di consolidarne la struttura produttiva e organizzativa. Il riconoscimento ministeriale del Consorzio rappresenterebbe in questo senso un nuovo passaggio per la tutela e la valorizzazione del Fagiolo di Sarconi e della sua filiera nella Val d’Agri.

