A 73 ANNI

Addio a Nadia Santini, la chef che portò Dal Pescatore alle tre stelle Michelin
È morta Nadia Santini, chef del Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio e prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin. Nel 2013 era stata premiata come World’s Best Female Chef ai World’s 50 Best Restaurants. Dalla cucina di famiglia alla ribalta internazionale, ha mantenuto un legame con la tradizione mantovana, formando nuove generazioni e valorizzando il territorio
È morta Nadia Santini, chef del ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano. Aveva 73 anni ed era stata la prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, nel 1996. Nel 2013 aveva ricevuto il premio World’s Best Female Chef ai World’s 50 Best Restaurants e nel 2022 il riconoscimento di Chef Mentor dalla Guida Michelin. Legata al ristorante dal matrimonio con Antonio Santini, nel 1974, aveva costruito una cucina fondata sulla tradizione mantovana, sulla stagionalità e sulla qualità delle materie prime. Tra i suoi piatti simbolo gli agnoli in brodo, i tortelli di zucca e le preparazioni con pesce d’acqua dolce. La famiglia ha annunciato la scomparsa il 2 novembre con un messaggio sui social, ricordandone l’etica del lavoro, la semplicità e l’attenzione alle persone.
Il messaggio della famiglia: «Grazie Nadia, grazie Mamma»
A comunicare la scomparsa è stata la famiglia, con un messaggio pubblicato sui canali social del ristorante. Parole che restituiscono il legame tra Nadia Santini e le persone che le sono state accanto, dentro e fuori dalla cucina: «Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all’Empatia e all’Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma». Un ricordo che mette al centro non i riconoscimenti professionali, ma i valori che hanno accompagnato la sua vita e il lavoro al Dal Pescatore.
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Dal Pescatore, una storia di famiglia diventata alta cucina
Nata nel 1953 a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, Nadia Santini aveva legato il proprio percorso professionale al ristorante Dal Pescatore dopo il matrimonio con Antonio Santini, celebrato nel 1974. Il viaggio di nozze in Francia, durante il quale la coppia ebbe modo di conoscere alcune importanti realtà dell’alta cucina internazionale, contribuì ad ampliare il suo orizzonte gastronomico. Il primo riferimento ai fornelli fu la suocera Bruna, dalla quale apprese le ricette e i principi della cucina di famiglia, e scomparsa ad aprile 2025. Su queste basi Santini sviluppò una propria identità, mantenendo un rapporto stretto con il territorio e con la tradizione mantovana. Una storia di continuità familiare che ancora oggi caratterizza il ristorante, come raccontato anche nell'approfondimento di Italia a Tavola Dal Pescatore, dove la tradizione continua a evolversi.
Il passaggio decisivo arrivò nel 1996, quando il Dal Pescatore conquistò la terza stella Michelin. Nadia Santini diventò così la prima chef italiana a ottenere il massimo riconoscimento della guida. Un traguardo che portò il suo nome all'attenzione della gastronomia internazionale. Nel 2013 arrivò un altro riconoscimento: il premio World’s Best Female Chef, assegnato nell’ambito dei World’s 50 Best Restaurants. Nel 2021 la Guida Michelin le attribuì il titolo di Chef Mentor, sottolineando il suo ruolo nella trasmissione del sapere gastronomico alle nuove generazioni.
Una cucina legata alla Pianura Padana e alle ricette di casa
La cucina di Nadia Santini ha mantenuto nel tempo un legame riconoscibile con il territorio mantovano e la Pianura Padana, nell'area tra Cremona e Mantova. Un contesto gastronomico fatto di tradizioni contadine, prodotti locali e ricette tramandate. La qualità delle materie prime, il rispetto della stagionalità e la valorizzazione delle ricette tradizionali hanno definito una proposta gastronomica nella quale tecnica e ricerca si sono sviluppate senza allontanarsi dalla memoria della cucina di famiglia. Tra i piatti simbolo figuravano gli agnoli in brodo di gallina, i tortelli di zucca, il risotto e le preparazioni a base di pesce d’acqua dolce. Ricette legate alla cultura gastronomica locale, interpretate attraverso un lavoro di precisione e attenzione al prodotto.
Accanto a Nadia, negli anni, è cresciuta anche la famiglia. Il marito Antonio è stato un riferimento nell’accoglienza, mentre i figli Giovanni e Alberto hanno partecipato alla vita del ristorante, rispettivamente in cucina e in sala e nella gestione dei vini. Una continuità familiare che ha rappresentato uno degli elementi distintivi del Dal Pescatore, accompagnandone il percorso ai vertici della ristorazione internazionale. Con la scomparsa di Nadia Santini si chiude una pagina importante della cucina italiana con il testimone che passerà ora interamente sulle spalle dei figli. Resta la storia di una cuoca che ha portato una tradizione familiare fino alle tre stelle Michelin, mantenendo al centro il territorio, il lavoro e la propria idea di cucina.

