TEST DAL 2027

Euro digitale, Bce: «Per hotel, bar e ristoranti può dimezzare i costi dei pagamenti»
Con l’euro digitale la Bce ipotizza "costi dimezzati" per hotel, bar e ristoranti, ma il nodo resta quello delle commissioni. Fipe chiede di azzerarle sui micropagamenti almeno nella fase iniziale. Nel frattempo, i primi test partiranno nel 2027, con la possibilità di pagare anche offline, per arrivare entro il 2029 al lancio definitivo
Indice
- 1Euro digitale, meno costi per hotel, bar e negozi: «I pagamenti potrebbero dimezzarsi»
- 2Euro digitale, il nodo sono le commissioni sui piccoli pagamenti
- 3I sistemi di pagamento dovranno essere aggiornati
- 4I pagamenti offline: cosa significa per gli esercenti
- 5Euro digitale e contante: non è una sostituzione
- 6Euro digitale, i primi test partiranno nel prossimo anno
La storia dell’euro digitale entra nella sua fase operativa. Dopo anni di studi e discussioni, la Banca centrale europea sta lavorando ai primi test concreti nel 2027 e punta a rendere possibile il lancio della nuova moneta digitale entro il 2029, a condizione che il quadro legislativo europeo venga completato nei tempi previsti. Non si tratta, però, di sostituire le banconote: l’obiettivo è affiancare al contante una forma digitale di moneta della banca centrale. A seguire il progetto per la Bce è Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo dell'istituzione europea e responsabile, tra l’altro, del settore dei pagamenti. Ed è proprio dal rapporto con commercianti e imprese che emerge uno degli aspetti più discussi dell'operazione: ridurre il peso delle commissioni sui pagamenti digitali, offrendo agli esercenti un'alternativa europea ai circuiti oggi utilizzati.Tuttavia, già nel 2023, quando l’euro digitale iniziava a prendere forma, uno degli aspetti che più interessavano bar e ristoranti era la possibilità di effettuare pagamenti senza commissioni.
L’idea era quella di affiancare al contante uno strumento digitale pubblico, con costi più contenuti per gli esercenti. Un tema che Italia a Tavola e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) seguono da allora, soprattutto per le ricadute che le commissioni sui pagamenti elettronici hanno sui margini delle imprese Horeca. Ma con l'evolversi del progetto, le preoccupazioni circa l'introduzione di commissioni sui pagamenti, soprattutto sui piccoli importi, erano cresciute sempre di più. E in effetti oggi, Cipollone, in una intervista al Corriere della Sera, parla di «dimezzamento dei costi dei pagamenti» per i commercianti - hotel, bar e ristoranti inclusi -, ma non di commissioni zero, come invece si augurava Fipe, almeno nella fase iniziale e almeno sui micropagamenti, a maggior ragione dopo l'apertura in merito della Banca d'Italia. A cambiare potrebbero essere anche i costi delle transazioni, l’organizzazione dei sistemi di cassa e la possibilità di incassare anche quando la connessione internet non funziona.
Euro digitale, meno costi per hotel, bar e negozi: «I pagamenti potrebbero dimezzarsi»
Per hotel, bar, ristoranti e negozi, il tema più concreto dell’euro digitale non è soltanto come funzionerà, ma quanto costerà utilizzare il nuovo Euro digitale. La Banca centrale europea sta lavorando alla costruzione di un sistema che dovrebbe offrire agli esercenti un’alternativa pubblica ai circuiti oggi utilizzati per i pagamenti digitali. «Per i piccoli commercianti, i costi per i pagamenti digitali potrebbero essere dimezzati», spiega Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce e responsabile del progetto sull’euro digitale e dell’intero settore dei pagamenti. La questione delle commissioni, però, è tutt'altro che nuova per il mondo Horeca. Quando nel 2023 si iniziò a parlare concretamente dell’euro digitale, uno degli elementi di maggiore interesse per bar e ristoranti era proprio la possibilità di effettuare pagamenti senza commissioni, affiancando al contante uno strumento digitale pubblico.
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Nel frattempo il tema è diventato più complesso. Fipe-Confcommercio ha lanciato l’allarme sul rischio che anche l’euro digitale possa introdurre commissioni sui micropagamenti e chiede che almeno per un periodo transitorio le transazioni di basso importo nei negozi fisici siano gratuite. Una richiesta che trova un punto di contatto con il lavoro della Banca d’Italia: l’Istituto indica infatti l’esenzione dalle commissioni per i pagamenti di piccolo importo tra le soluzioni da valutare.
Euro digitale, il nodo sono le commissioni sui piccoli pagamenti
Il problema riguarda soprattutto quelle attività che gestiscono molte transazioni di importo contenuto. Un caffè, una colazione, una consumazione o un piccolo acquisto possono valere pochi euro, ma essere ripetuti decine o centinaia di volte nell’arco della giornata. Per queste imprese, quindi, anche il costo unitario del pagamento può incidere sui margini. Ed è proprio questo il punto sollevato da Cipollone. «Chieda ai commercianti cosa accade oggi quando si paga con la carta, sia direttamente che con il telefono: per accettare quei pagamenti spesso non hanno reali alternative e si trovano a dover pagare commissioni opache e non di rado alte». Secondo il banchiere, le commissioni incidono sui margini degli esercenti e possono finire per riflettersi sui prezzi. «Le commissioni alte riducono i loro margini - spesso già molto piccoli - e alla fine non hanno altra scelta che riflettere questi costi nei loro prezzi». L’euro digitale dovrebbe offrire un’alternativa pubblica. «Con l’euro digitale avranno un’alternativa pubblica. Per i piccoli commercianti, i costi per i pagamenti digitali potrebbero essere dimezzati». Ma per Fipe il punto non è soltanto dimezzare i costi: sui micropagamenti servono almeno inizialmente lo zero commissioni.
La Federazione chiede, come detto, almeno per un periodo transitorio la gratuità dei pagamenti di basso importo nei negozi fisici, evitando che i costi della nuova infrastruttura ricadano sulle imprese più esposte ai micropagamenti, come ribadisce anche il dg Roberto Calugi: «Spingiamo almeno per un periodo transitorio a zero commissioni per le transazioni di basso valore». La richiesta nasce anche dalla diversa capacità contrattuale tra grandi e piccoli operatori. Un piccolo esercizio può avere meno forza negoziale nei confronti dei fornitori dei servizi di pagamento rispetto a un'impresa di maggiori dimensioni e può quindi trovarsi a sostenere condizioni meno favorevoli. Bar e ristoranti gestiscono un numero elevato di transazioni e spesso di importo contenuto. Per questo Fipe guarda con interesse anche all’ipotesi di un parametro di riferimento europeo uniforme, non costruito sulla base delle condizioni negoziate dal singolo esercente. L'obiettivo sarebbe rendere il sistema più trasparente. Un bar o un ristorante dovrebbe poter verificare rapidamente se la commissione applicata è conforme al parametro previsto, senza dover interpretare condizioni contrattuali differenti o ricorrere a procedure di controllo onerose.
I sistemi di pagamento dovranno essere aggiornati
L’arrivo dell’euro digitale non significa che gli strumenti oggi utilizzati dai consumatori debbano scomparire. Il progetto prevede la possibilità di integrare l’euro digitale nelle soluzioni di pagamento private europee. «E non è un’ipotesi teorica: per l’Italia, Satispay e Bancomat partecipano già ai nostri lavori», sottolinea Cipollone. Per gli esercenti, quindi, la questione non sarà soltanto aggiungere un nuovo metodo di pagamento, ma fare in modo che possa essere integrato nei sistemi già utilizzati per gli incassi. La Bce sta lavorando proprio su questo aspetto. «Quando si parla di digitale si pensa subito agli acquisti sui siti online. Ma l’euro digitale dovrà essere accettato da ogni singolo commerciante che accetta pagamenti digitali, anche nei negozi fisici come se fosse contante».
Per gli esercenti, dunque, il cambiamento non riguarderà soltanto il cliente che paga. Anche i sistemi utilizzati da negozi e imprese dovranno poter gestire l’euro digitale. «Pensi a quanti negozianti e imprese dovranno aggiornare i loro sistemi nei prossimi anni», osserva Cipollone. La Bce dovrà quindi fare in modo che l’euro digitale possa essere integrato «in modo semplice e naturale» nei normali cicli di aggiornamento delle infrastrutture di pagamento. È un passaggio particolarmente importante per il mondo Horeca: l’introduzione della nuova forma di pagamento dovrà entrare nei sistemi quotidiani di hotel, bar, ristoranti e negozi senza creare una nuova infrastruttura separata da quelle già utilizzate. In parallelo, la Bce sta sviluppando una piattaforma per l’innovazione che dovrebbe permettere di offrire servizi ulteriori basati sull’euro digitale. Alla sperimentazione, racconta Cipollone, hanno risposto banche, imprese e università di quasi tutti i Paesi.
I pagamenti offline: cosa significa per gli esercenti
C’è poi una caratteristica che distingue il progetto dell’euro digitale dagli strumenti di pagamento utilizzati oggi: la possibilità di effettuare transazioni anche senza internet. Alla domanda su cosa significhi concretamente, Cipollone risponde: «Se salta la luce elettrica o internet non va, ci sarà la possibilità di pagare offline, senza internet e intermediari: i soldi passeranno da un dispositivo mobile all’altro, un contante digitale in tutto e per tutto simile a quello fisico». È una funzione ancora da sperimentare, ma rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Il pagamento non dipenderebbe quindi necessariamente dalla connessione nel momento in cui viene effettuato. Per hotel, bar e negozi si tratta di un aspetto rilevante perché il sistema dovrà essere utilizzabile nell’attività quotidiana, nei negozi fisici e non soltanto nell’e-commerce.
Euro digitale e contante: non è una sostituzione
Resta infine uno dei punti sui quali Cipollone insiste maggiormente: l’euro digitale non nasce per eliminare il contante.
«Magari qualcuno all’inizio ha temuto che l’euro digitale avesse come obiettivo quello di sostituire il contante. Non è così». La Bce, spiega, sta lavorando contemporaneamente anche alla nuova edizione delle banconote dell’euro, con nuovi disegni e sistemi anticontraffazione. «L’euro digitale andrà ad affiancare il contante con gli stessi elevati standard di sicurezza e, me lo lasci dire, a zero costi per i cittadini, come è attualmente il contante».
Per chi lavora nel commercio e nell’Horeca, quindi, la prospettiva è quella di avere un ulteriore strumento di pagamento, non di dover scegliere tra contante e digitale. E anche chi non utilizzerà uno smartphone potrà accedere al nuovo sistema. «Ci sarà anche una carta», spiega Cipollone, insieme a sistemi che consentiranno di effettuare pagamenti offline. Il progetto dell’euro digitale si trova dunque ancora nella fase di costruzione e sperimentazione. Ma per hotel, bar e negozi la direzione indicata dalla Bce è già chiara: una nuova infrastruttura per i pagamenti, con l'obiettivo di ridurre i costi, affrontare il problema dei micropagamenti, funzionare anche offline e affiancare, non sostituire, il contante.
Euro digitale, i primi test partiranno nel prossimo anno
Il progetto non è ancora arrivato alla fase di utilizzo generalizzato. Cipollone spiega che il progetto pilota è partito nell’estate di quest’anno, mentre i primi test con i pagamenti partiranno nel prossimo anno. «I primi test partiranno il prossimo anno, con i primi pagamenti tra meno di 12 mesi». Il passaggio è legato anche al lavoro legislativo ancora in corso a Bruxelles. «Ci sono tante importanti discussioni legislative a Bruxelles, per definire la legge europea che ci è indispensabile per partire», spiega Cipollone. Secondo il banchiere, entro l’anno il testo dovrebbe essere pronto, mentre la Bce ha già lavorato sul fronte tecnologico. Ad aprile sono stati siglati accordi per definire gli standard tecnologici e a maggio sono arrivate quasi 60 candidature per partecipare al progetto pilota. Ne sono state selezionate 36. «Nel giro di pochi mesi grazie al lavoro di questi anni della banca centrale stiamo arrivando a test sull’uso pratico».

