MADE IN ITALY
Marchio biologico, ecco il simbolo per distinguere quello italiano
Arriva il Marchio biologico italiano, che affiancherà il logo Ue per identificare i prodotti bio ottenuti da materie prime made in Italy. Nel 2025 i consumi domestici hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro.
Il Marchio biologico italiano entra nella fase operativa. Dal 15 settembre le aziende possono presentare al Masaf la richiesta per utilizzare il nuovo contrassegno, destinato ai prodotti biologici realizzati con materie prime agricole italiane. Il simbolo, formato dall'intreccio di tre foglie nei colori verde, bianco e rosso, affiancherà il logo biologico dell'Unione europea e sarà utilizzabile su base volontaria. La presentazione ufficiale è avvenuta il 23 settembre, in occasione della Giornata europea del Biologico.
Bio italiano, arriva il nuovo marchio: consumi a 4,4 miliardi di euro
I prodotti biologici di origine italiana avranno un nuovo elemento distintivo. In occasione della Giornata europea del Biologico è stato presentato il Marchio biologico italiano, destinato ad affiancare il logo europeo della produzione biologica. Il simbolo, composto dall’intreccio di tre foglie nei colori verde, bianco e rosso, sarà utilizzato per identificare i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia. L’iniziativa si inserisce in un comparto che nel 2025 ha registrato una nuova crescita dei consumi interni. Secondo i dati anticipati del rapporto “Bio in cifre”, curato da Ismea in collaborazione con Ciheam Bari nell’ambito dei programmi Masaf Dimecobio e Pro4DatiBio, la spesa domestica per il biologico ha raggiunto 4,4 miliardi di euro, con un incremento del 9,2% rispetto al 2024.
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Il nuovo marchio per distinguere il bio italiano
Il nuovo contrassegno è pensato per rendere immediatamente riconoscibile l'origine italiana delle produzioni biologiche. Il Marchio biologico italiano affiancherà il logo biologico dell'Unione europea, senza sostituirlo, e sarà riferito ai prodotti ottenuti da materie prime agricole italiane. Per il Masaf, l'obiettivo è contribuire a «tutelare le produzioni nazionali» e sostenere lo sviluppo di un settore nel quale l'Italia mantiene un ruolo rilevante a livello europeo. Il marchio introduce quindi un ulteriore elemento di identificazione dell'origine all'interno di un sistema di certificazione che già prevede il logo bio europeo.
Bio, nel 2025 consumi domestici a 4,4 miliardi
La presentazione del marchio è stata accompagnata da alcuni dati del rapporto “Bio in cifre”, di prossima pubblicazione. Nel 2025 i consumi domestici di prodotti biologici sono aumentati di oltre il 9% su base annua, raggiungendo il valore più alto registrato finora.
I 4,4 miliardi di euro rappresentano il 4% del valore complessivo della spesa agroalimentare nazionale. Il dato fotografa una crescita del mercato interno che si accompagna all'ampliamento della superficie agricola destinata al biologico. Nel 2025 gli ettari coltivati secondo i criteri dell'agricoltura biologica sono arrivati a 2.377.749, pari al 19,4% della superficie agricola utilizzata nazionale. Sono quindi ancora poco meno di sei punti percentuali a separare l'Italia dall'obiettivo europeo del 25% di superficie agricola utilizzata biologica.
Otto regioni hanno già superato il 25% di superficie bio
Il dato nazionale nasconde differenze significative tra i territori. Otto regioni, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, hanno già oltrepassato la soglia del 25% fissata a livello europeo per la superficie agricola utilizzata a biologico. Il quadro conferma quindi una diffusione non uniforme del metodo biologico, con alcune aree già oltre l'obiettivo comunitario e un dato nazionale che si attesta al 19,4%. La crescita della superficie bio si accompagna a una presenza ampia di imprese agricole: nel 2025 gli operatori biologici sono 95.389, dei quali 85.443 sono aziende agricole. Il nuovo marchio si inserisce così in un comparto che combina crescita dei consumi, aumento della superficie coltivata e una presenza sempre più articolata di operatori. Per i prodotti di origine italiana, il nuovo simbolo aggiunge a questa certificazione un riferimento immediato alla provenienza delle materie prime.

