STRATEGIE
Vini leggeri e abbinamenti in tv: così il Garda Doc cerca nuovi consumatori
Prima denominazione italiana a prevedere vini sotto il 9% senza dealcolazione, il Consorzio punta anche sulle collaborazioni con Salame di Varzi Dop e Montasio Dop, protagonisti di programmi su Food Network
Vini a basso contenuto alcolico e collaborazioni con il mondo della gastronomia. Sono queste le due direttrici su cui si è concentrata l'attività del Consorzio Garda Doc nel corso del 2026, con l'obiettivo di raggiungere nuovi consumatori e ampliare le occasioni di consumo dei vini della denominazione. Da una parte, l'introduzione di una tipologia con gradazione inferiore al 9%, ottenuta senza ricorrere alla dealcolazione; dall'altra, i progetti sviluppati insieme al Salame di Varzi Dop e al Formaggio Montasio Dop, che hanno portato gli abbinamenti con i vini gardesani anche nei programmi di cucina di Food Network.
A spiegare le ragioni di questa scelta è Paolo Fiorini, presidente del Consorzio, che ha ripercorso il lavoro svolto nell'ultimo anno: «Quest'anno abbiamo voluto sperimentare modi nuovi di parlare dei vini Garda Doc senza limitarci a raccontare il vino, ma costruendo occasioni capaci di far comprendere ciò che la nostra denominazione vuole essere oggi». Un percorso che, secondo Fiorini, risponde alla necessità di confrontarsi con abitudini di consumo in evoluzione e di trovare nuove occasioni per far conoscere i vini del territorio.
Garda Doc, la scelta dei vini sotto il 9% senza dealcolazione
Tra le iniziative avviate dal Consorzio, quella che riguarda i vini a basso contenuto alcolico rappresenta indubbiamente la novità più significativa sul piano produttivo. Garda Doc è stata infatti la prima denominazione italiana a introdurre nel proprio disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, offrendo così alle aziende la possibilità di sviluppare prodotti destinati a una fascia di consumatori interessata a vini più leggeri. La produzione è partita con la vendemmia 2025 e prevede vini con una gradazione alcolica inferiore al 9%.
La particolarità riguarda soprattutto il metodo utilizzato per raggiungere questo risultato: la riduzione del contenuto alcolico avviene attraverso il lavoro in vigneto e in cantina, senza ricorrere a processi di dealcolazione. La scelta consente quindi di intervenire direttamente sulla produzione, mantenendo il legame con le pratiche vitivinicole del territorio. Per il Consorzio si tratta di una risposta ai cambiamenti che stanno interessando il mercato del vino, dove trovano spazio anche modalità di consumo orientate a gradazioni più contenute. L'introduzione della nuova tipologia permette inoltre ai produttori della denominazione di confrontarsi con queste richieste, attraverso un'offerta che guarda anche alle generazioni più giovani.
Gli abbinamenti, in televisione, con Salame di Varzi e Montasio
Accanto al lavoro sui vini a bassa gradazione, il Consorzio ha proseguito le attività dedicate al rapporto tra vino e cucina, sviluppando in particolare le collaborazioni con il Salame di Varzi Dop e il Formaggio Montasio Dop. L'obiettivo è far conoscere le possibilità di abbinamento dei vini Garda Doc attraverso ricette e preparazioni che valorizzino anche le caratteristiche delle due produzioni gastronomiche. Da questa collaborazione sono nati alcuni contenuti televisivi, realizzati nell'ambito del programma “In Cucina con Sonia” e delle puntate con Luca Pappagallo, trasmessi su Food Network. Al centro delle ricette sono stati proprio il Salame di Varzi Dop e il Formaggio Montasio Dop, accompagnati da una selezione di etichette della denominazione gardesana.
Attraverso la preparazione dei piatti e la spiegazione degli abbinamenti, i programmi hanno permesso di presentare i vini Garda Doc in un contesto diverso da quello delle tradizionali iniziative di promozione enologica. La cucina è diventata così il punto di partenza per raccontarne gli utilizzi a tavola, rivolgendosi anche a spettatori che seguono abitualmente i programmi gastronomici e che possono avvicinarsi al vino proprio attraverso le ricette. «Siamo orgogliosi di aver lavorato su fronti diversi, dalla scelta pionieristica sul low alcol alle collaborazioni con importanti eccellenze gastronomiche. Progetti accomunati dalla volontà di rendere Garda Doc una denominazione contemporanea, capace di intercettare interessi diversi e sperimentare nuovi linguaggi per raccontare i propri vini e il territorio in cui nascono» ha concluso Fiorini.

