Fresco di stampa, è già in libreria “Pizza Mania. Impasti, tecniche e ricette per veri appassionati” (Mondadori Electa, 208 pagine, 22,90 euro), il primo manuale firmato da Alex Campisi, per tutti Pizzalabo, creator con una community di oltre 500mila follower. Un libro che insegna a non andare per tentativi: spiega perché una farina si comporta in un certo modo, come gestire idratazione, lievitazione e maturazione, come ottenere una cottura impeccabile anche nel forno di casa. Dalle pizze in teglia e tonde a quelle americane, dal trancio al padellino, fino alle idee per aperitivi e street food.

La copertina del libro “Pizza Mania. Impasti, tecniche e ricette per veri appassionati”
La copertina del libro “Pizza Mania. Impasti, tecniche e ricette per veri appassionati”

Eppure, la storia di Campisi (@pizzalabo) non è quella classica del pizzaiolo. Figlio di padre italiano e madre rumena, ha aperto una pizzeria con forno a legna in Romania a 22 anni, prima ancora di saper fare l'impasto. Poi il ritorno in Italia, lo studio da autodidatta, l'esperienza in una pizzeria di Certaldo (Fi) e infine i social, i corsi, le consulenze e gli eventi. Lo abbiamo incontrato per parlare di errori, umiltà, community e di quella pizza che deve essere semplicemente «bona vera».

Intervista ad Alex Campisi

Il pizzaiolo Alex Camisi
Hai aperto una pizzeria in Romania prima ancora di sapere davvero come si facesse la pizza. È una partenza quasi al contrario rispetto alla storia classica del pizzaiolo. Che cosa ti ha insegnato quell'esperienza che ancora oggi ti porti dietro?

“Esatto, ho fatto il contrario, però non volutamente. Volevo solo aprire una piccola attività di ristorazione e, quando ho trovato il locale giusto, dentro c’era anche un forno a legna. A questo punto mi sono detto che avrei dovuto imparare a fare la pizza. A livello di esperienza mi ha formato molto, sia nell’ambito professionale, ma anche personalmente, perché andare all’estero a 22 anni e aprire un’attività tutta tua non è per niente semplice. Ho imparato molto.”

Dalla Romania al ritorno in Italia: la formazione e gli errori da cui imparare

A un certo punto hai capito che quel ritmo di vita non faceva per te, ma non hai abbandonato la pizza, semmai un certo modo di viverla… È lì che hai iniziato a costruire il tuo vero mestiere?

“Quando ho deciso di tornare, l’idea è stata subito di cercare lavoro come pizzaiolo, perché avevo bisogno di fare ancora esperienza e finalmente avevo trovato la mia strada, un lavoro che mi dava soddisfazione e mi piaceva davvero.”

Ti sei formato molto da autodidatta, studiando manuali, sperimentando e sbagliando. Oggi che insegni agli altri, qual è l'errore che consideri più prezioso nel percorso di chi vuole imparare a fare la pizza?

“Nel settore pizza, ma in generale nella vita, l’errore più comune, secondo me, è sentirsi arrivati, sentirsi migliori degli altri. Credo che ci voglia umiltà e voglia di migliorarsi sempre, perché il mondo è sempre in continuo sviluppo e cambia velocemente. Si deve stare sul pezzo giorno dopo giorno. Non si deve essere invidiosi o parlar male degli altri, anzi, gli altri, se fanno bene una cosa o la fanno meglio di te, devono farti venire la voglia di migliorare ancora. La rivalità, se sana, è la miglior cosa. E ricordate… non si smette mai di imparare.”

Il rapporto con i social e una pizza che deve essere «bona vera»

Il tuo personaggio sui social è quello dell’“amichevole pizzaiolo di quartiere”. In un mondo in cui in rete tutti sembrano voler diventare guru, quanto è importante, secondo te, togliere un po' di distanza tra chi insegna e chi guarda?

“Sui social personalmente non mi sono mai messo su un piedistallo per voler insegnare. Ho sempre messo ricette a titolo gratuito e ho cercato di spiegarle in maniera tale che le persone potessero replicarle a casa. Non sono nessuno e non ho bisogno di esserlo. Cerco di essere sempre umile e mai dirò che io sono bravo a fare questo e quello. Credo che al mondo d’oggi stia a chi guarda i social differenziare chi davvero sa fare qualcosa e ha un mestiere tra le mani e chi è improvvisato. Chi è venuto e verrà da me per fare dei corsi/consulenze è perché lo vorrà, perché si sarà creato un certo legame di fiducia con questa persona e perché riconosce in me una figura da cui poter apprendere qualcosa,”

Per Alex Campisi, sui social contano l'umiltà, la condivisione gratuita delle ricette e la fiducia
Dici spesso che la pizza deve essere semplicemente «Bona vera». Ma dietro quella semplicità apparente ci sono farine, temperature, tempi, idratazione, fermentazioni. Quanto lavoro c'è dietro una cosa che deve sembrare facile?

“Fare la pizza è semplice, farla bene però è difficile. Sono tanti piccoli passaggi, partendo dall’impasto fino alla cottura, e purtroppo, se ne sbagliamo anche soltanto uno, roviniamo il risultato finale. Se non si ha una base e non si capisce perché si fanno determinate cose, diventa difficile la panificazione. Quando entri nell’ottica generale, però, riesci a rifare veramente tutto se hai voglia.”

Da Pizzalabo alla formazione: il valore della community

Hai trasformato un progetto nato quasi per gioco in una realtà fatta di corsi, consulenze, eventi, catering e contenuti digitali. Quando hai capito che “Pizzalabo” non era più soltanto una tua passione, ma poteva diventare un vero progetto professionale?

“Pizzalabo nasce perché io, grazie ai social, mi sono avvicinato a questo mondo e ho voluto ritrasmettere questo ad altre persone. Mi fa piacere poter essere di aiuto e mi dà soddisfazione nel mio piccolo. Col passare del tempo/anni mi sono però reso conto che la pagina toglie molto tempo. È un lavoro a tempo pieno, anche se dall’esterno sembra difficile da credere. Mi sono dovuto inventare qualcosa di “fisico” e pratico, perché oggi sui social ci sei, domani chi lo sa… I social, secondo me, servono come strumento di canalizzazione verso la tua professione. Devi investire e creare qualcosa e dopo coi social è tutto più “semplice”.”

Con oltre 500.000 follower, il tuo pubblico è diventato parte del tuo lavoro. C'è qualcosa che hai imparato dalla community - una domanda, un errore ricorrente, una curiosità - che ha finito per cambiare anche il tuo modo di insegnare?

“Le persone che mi seguono mi hanno insegnato molto, certo. Devo ringraziarli uno per uno, perché la mia pagina è specializzata nel mondo lievitati/pizza, quindi avere questo numero di follower per me, passatemi il termine, è tanta roba. Capita che sotto i video qualcuno mi dia un consiglio o mi dica di provare a fare in un altro modo. Io accetto tutto e mi fa anche piacere, perché, ripeto, non si smette mai di imparare. Mi piace il rapporto che si è creato coi miei follower, perché è sano.”

Gli errori della pizza fatta in casa e il futuro di Pizzalabo

La pizza fatta in casa è diventata quasi una piccola sfida personale per tantissimi italiani. Secondo te, qual è la cosa che le persone complicano inutilmente quando si mettono a fare un impasto e qual è invece quella che sottovalutano davvero?

“Spesso a casa si sbaglia perché, quando si prova una ricetta e non viene bene, si dà la colpa ad essa. Magari però la colpa è nostra, che non sappiamo impastare bene oppure gestire i successivi passaggi. Quando succede questo, si cambia ricetta, farina e via dicendo. È come ripartire da zero e di nuovo senza avere nella saccoccia quei concetti base che ti faranno avere un bel risultato. Lo dico perché queste cose le ho passate tutte sulla mia pelle, quindi so dove si sbaglia. L’ho fatto spesso (ride).”

Secondo Campisi, per fare una buona pizza bisogna conoscere le basi, anziché cambiare continuamente ricetta
Sei passato dal banco della pizzeria ai social, dai social alla formazione e dalla formazione agli eventi. Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere oggi il tuo mestiere, sarebbe ancora “pizzaiolo” o ne serve una nuova?

“Se dovessi scegliere una parola che mi rappresenta ad oggi, per quanto non mi piaccia, direi imprenditore, nel mio piccolo ovviamente.”

Hai cominciato cercando di capire come fare una buona pizza e oggi aiuti migliaia di persone a farla. C'è ancora qualcosa che non sai fare e che ti piacerebbe imparare, sperimentare o trasformare nel prossimo capitolo di Pizzalabo?

“Assolutamente sì, mi piacerebbe consolidare sugli sfogliati e sul pane. In più, anche se forse è fuori tema con la risposta, è quello di aprire una piccola pizzeria. Senza fretta, quando ci sarà occasione.”