Mentre si chiude la partita della maxi gara per le mense scolastiche di Bologna, si apre quella del personale. E i numeri sono tutt'altro che marginali: 100 tra cuochi e aiuto cuochi ricercati contemporaneamente per lavorare nella refezione delle scuole comunali. Il 26 agosto Manpower ha pubblicato due distinti annunci per conto di una non meglio identificata «azienda della ristorazione collettiva»: uno cerca 50 cuochi e cuoche, l'altro altri 50 aiuto cuochi e aiuto cuoche. In entrambi i casi il lavoro riguarda esplicitamente la preparazione dei pasti destinati alle scuole del Comune di Bologna. La coincidenza temporale è particolarmente interessante perché proprio oggi è diventato noto l'esito della grande gara per il nuovo servizio di refezione scolastica, che partirà a settembre.

Due cuoche servono piatti caldi agli studenti in fila in una mensa scolastica

La maxi gara va a Camst, Cirfood e Gemos

Come Italia a Tavola aveva raccontato a luglio, alla gara erano arrivate sei offerte complessive per due lotti, presentate dai raggruppamenti Camst-Cirfood-Gemos, CNS-Vivenda e da Dussmann Service. L'esito premia per entrambi i lotti il raggruppamento composto da Camst, Cirfood e Gemos. Secondo quanto riportato oggi dal Resto del Carlino, il primo lotto è stato assegnato per 24,35 milioni di euro e il secondo per 30,36 milioni. Nel primo Camst è mandataria, mentre nel secondo il ruolo spetta a Gemos.

Complessivamente si tratta quindi di circa 54,7 milioni di euro per il triennio settembre 2026-agosto 2029, cui si aggiunge la possibilità di rinnovo per altri due anni. La documentazione ufficiale del Comune quantifica infatti in oltre 111 milioni di euro il valore massimo dell'appalto considerando tutte le componenti e opzioni previste dalla procedura.

Cento persone cercate nello stesso giorno

È in questo contesto che diventano particolarmente significativi gli annunci pubblicati da Manpower. Per i 50 cuochi, l'agenzia indica come sedi di lavoro i quartieri San Donato-San Vitale, Savena e Santo Stefano. Il lavoro è full time dal lunedì al venerdì e viene offerto un contratto a tempo determinato con possibilità di rinnovo. La retribuzione indicativa pubblicata è compresa fra 8 e 10 euro l'ora. I cuochi dovranno occuparsi della preparazione della linea dei pasti successivamente distribuiti nelle scuole. Altri 50 posti riguardano gli aiuto cuochi, anche in questo caso full time dal lunedì al venerdì e con una retribuzione indicativa di 8-10 euro l'ora. Il compito sarà supportare il team di cucina e il cuoco responsabile nella preparazione dei pasti.

Mense di Bologna, gara assegnata e caccia a 100 cuochi e aiuto cuochi
Sono almeno 115 i posti di lavoro individuati

E le ricerche non finiscono qui. Il giorno precedente, 25 agosto, Manpower aveva pubblicato anche un annuncio per 10 addetti alle mense scolastiche nei medesimi quartieri e un altro per 5 addetti al lavaggio destinati a centri cottura e mense scolastiche bolognesi. Le posizioni individuate diventano quindi almeno 115.

Ma chi sta assumendo?

Qui serve però una distinzione importante. Manpower non comunica il nome dell'impresa cliente. Negli annunci compare esclusivamente la definizione «azienda della ristorazione collettiva». Non è quindi possibile attribuire documentalmente queste assunzioni a Camst, Cirfood o Gemos, né tantomeno stabilire quale delle tre società possa aver commissionato la selezione.

La concomitanza è evidente: le ricerche riguardano proprio le mense scolastiche bolognesi, vengono pubblicate alla vigilia dell'avvio del nuovo servizio e coincidono con la conclusione della maxi gara. Ma coincidenza e prova sono due cose diverse.

A Bologna la refezione impiega quasi 500 persone La dimensione della ricerca di personale diventa più comprensibile guardando alla macchina organizzativa che deve essere messa in moto.

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Il Comune indica 17.761 pasti giornalieri distribuiti in 176 plessi scolastici. E aveva stimato in quasi 500 persone gli occupati nella sola attività principale della refezione, senza considerare l'indotto dei servizi accessori e ausiliari. Cercare contemporaneamente almeno 115 persone significa dunque movimentare una quota rilevante della forza lavoro necessaria al servizio. E pone anche una questione più generale per la ristorazione collettiva: vincere un grande appalto non basta. Bisogna poi trovare cuochi e addetti per farlo funzionare. È un problema che accomuna sempre più la ristorazione commerciale e quella collettiva. Con una differenza: nelle mense scolastiche non si può ridurre facilmente il numero dei coperti o chiudere un giorno perché manca personale. A settembre le scuole riaprono e quasi 18mila pasti devono comunque uscire dalle cucine ogni giorno.