È diventata una consuetudine pranzare negli hotel, anzi la clientela lo apprezza sempre di più. Non è una novità che rinomati chef vengano chiamati a dirigere le cucine di strutture ricettive, creando una perfetta sinergia di co-branding. Le strutture ricettive sono diventate luoghi di esperienze, capaci di attrarre, grazie a colazioni, aperitivi nei rooftop ed eventi gastronomici. Negli ultimi anni c’è stata una evoluzione anche nel design, nei colori e nell’arredamento: non più la classica sala da pranzo stile anni Settanta, ma una zona confortevole, dove ci si “senta a casa propria”. Colori luminosi, dove l’ospite si possa rilassare, ma soprattutto «deve essere accolto dal sorriso dei camerieri: questione di psicologia. Un sottofondo musicale piacevole, fiori e luce calda sui tavoli - sottolinea Adriano Liguori, chef responsabile cucina Hotel Europa di Cervinia -. A me piace la mise en place con la classica tovaglia bianca, ma la ristorazione moderna vuole il runner o il tavolo nudo, per via dei costi. D’altra parte occorre adeguarsi ai gusti, io vengo da Salerno, ma a volte devo dimenticare la cucina campana». 

Hotel e ristorazione, il servizio diventa più informale

La ristorazione si è «adeguata ai tempi, la durata del pranzo o cena è più veloce, anche il servizio si è semplificato, non si fa più con “il cravattino”, interviene Luca Grossi, chief operating officer della società The Mountain Legacy, che gestisce diverse strutture ricettive a Cervinia -. Eliminati i tavoli grandi, si preferiscono quelli quadrati, più semplici da gestire con le lampade ricaricabili».«Creare un’accoglienza sincera e calorosa che faccia sentire l’ospite a casa sin dal primo istante all’interno del ristorante. Quindi è necessario offrire una professionalità autentica e attenta al dettaglio - interviene Luigi Brega, Borgo dei Gatti, albergo diffuso a Golferenzo (Pv) -. L’approccio è certamente diverso fra chi sta consumando un lunch veloce o chi invece ha maggior tempo. A volte l’ospite desidera qualcosa di semplice e diretto, facendo passare l’estetica e il design in secondo piano».

Luce, sedute e colori: quanto conta l'ambiente al ristorante

La scelta dell’arredamento, i quadri, la decorazione, i colori e la comodità delle sedute diventano elementi imprescindibili per far ritornare la clientela in un locale . «La bontà e la qualità delle materie prime restano prioritari, ma l’aspetto estetico è altrettanto cruciale se vogliamo unire la dimensione gourmet a quella del benessere. Quest'ultimo aspetto è sempre più ricercato dagli ospiti e rappresenterà il vero elemento differenziante anche in futuro. Uscire a pranzo o a cena non risponde quasi mai a un'esigenza primaria, quanto piuttosto al desiderio di vivere un'esperienza di convivialità e di gratificazione personale», così rileva Pier Paolo Cavallli, F&B Manager, Galfer Bistrot & Cafè di Torino.

È della stessa opinione Sara Giannelli proprietaria dell’Hotel Excelsior, Massa Marittima: «Il momento del pranzo è fondamentale, sia a casa che in hotel. Fondamentale è la giusta illuminazione, mai troppa né troppo poca e sempre calda. Le sedute le pensiamo sempre accoglienti, comode, meglio se di design, il tavolo deve essere "morbido", sempre meglio con la tovaglia. La musica giusta e l'atmosfera rilassata, al di là del cibo e del servizio eccellenti, diventano subito un biglietto da visita. Credo nelle sensazioni e negli stimoli del "non detto e non rappresentato" che un luogo può ispirare e comunicare fin dai primi secondi. La richiesta gentile di un feedback a fine servizio e le recensioni autonome degli ospiti, sono strumenti fondamentali per testare le sensazioni che hanno avuto e soprattutto, ci aiutano a capire se torneranno e dove dobbiamo migliorare».

Il ristorante d’hotel? Sempre più come casa: così cambia la sala
Una lampada Era di Occhio

Alla design Week 2026 Design Occhio ha presentato le lampade Era: un corpo in vetro ricavato da un unico blocco abbinato alla pelle. Le lampade mobili si controllano in modo intuitivo con un semplice gesto. La tecnologia fireball di Occhio crea un'atmosfera luminosa calda e suggestiva.

La mano di un architetto o designer per un lusso non ostentato

Dell’arredamento si occupa personalmente la padrona di casa dell'Hotel Mignon Meran Park & Spa, Sissi Amort, albergatrice appassionata ed esperta alla terza generazione, affiancata dell’interior designer di fiducia. Ogni ambiente nasce dall’incontro tra eleganza senza ostentazione, comfort e attenzione al dettaglio, in armonia con l’identità del Mignon. La scelta dei colori è fondamentale: toni monocromatici come il beige e l’avorio predominano negli spazi comuni e donano un senso di eleganza, calma e luminosità. Si tratta di un lusso discreto, che non vuole ostentare, ma integrarsi armoniosamente con l’atmosfera rilassante del parco privato di 10.000 m² dell’hotel. Anche l’illuminazione è stata studiata con grande attenzione, per creare ambienti caldi e accoglienti in ogni momento della giornata. Le sedute sono selezionate con la stessa cura, affidandoci ad un altro partner locale.

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Tavoli quadrati, più flessibilità per la sala

La tendenza dei ristoranti è di avere tavoli quadrati, per semplificare la posizione ed eventualmente creare tavole per più ospiti. Ad eccezione del bistrot dedicato agli ospiti con cani, dove i tavoli sono rotondi per creare un’atmosfera più raccolta e informale, nelle sale da pranzo del ristorante utilizziamo tavoli quadrati da 90 x 90 cm. Questa scelta permette una maggiore flessibilità nell’organizzazione degli spazi e consente di creare facilmente tavolate più ampie per famiglie o gruppi di amici, mantenendo sempre eleganza, comfort e armonia estetica. Per adeguarci agli standard richiesti a un hotel 5 stelle, abbiamo inoltre sviluppato una soluzione pratica ed elegante che ci ha consentito di valorizzare e integrare i tavoli esistenti, evitando inutili sprechi e privilegiando una filosofia attenta anche alla sostenibilità.

I tavoli quadrati offrono maggiore flessibilità in sala
I tavoli quadrati offrono maggiore flessibilità in sala

Un bistrot per chi viaggia con il cane

Nel 2025 l’hotel Mignon ha affrontato un’importante ristrutturazione delle aree comuni. Questa occasione ha permesso di migliorare ulteriormente anche i servizi dedicati agli ospiti che viaggiano con il proprio cane. Per chi desidera non lasciare il cane in camera durante i pasti, è stato creato un piccolo bistrot appartato con quattro tavoli, pensato per garantire comfort, tranquillità e massima libertà agli ospiti accompagnati dai loro amici a quattro zampe.

Carrelli e postazioni mobili per rendere il servizio più flessibile

Eleganza, flessibilità e personalizzazione sono le parole chiave del progetto Sambonet. Diventano piccole postazioni mobili, funzionali in situazioni dinamiche. L’efficienza di questa linea di carrelli risiede inoltre nella solidità dei materiali impiegati e funzionale al loro specifico utilizzo.

Anche i carrelli contribuiscono ad aumentare la flessibilità in sala
Anche i carrelli contribuiscono ad aumentare la flessibilità in sala

La struttura in acciaio inox con verniciatura antigraffio, abbinata a ripiani in legno di alta qualità, garantisce resistenza, facilità di pulizia e una maneggevolezza ideale grazie alle ruote girevoli con freno. Ogni carrello è compatto ma al tempo dotato di vani contenitivi spaziosi, indispensabili per lo stoccaggio e agevolare il servizio stesso.