PROTESTA

La piramide alimentare di Trump in tribunale: i medici Usa contro le nuove linee guida
La piramide alimentare di Trump finisce in tribunale dopo le critiche già sollevate dagli esperti italiani. Al centro della causa ci sono carne, latticini, ultra-processati e i presunti conflitti di interesse nella scelta degli esperti che hanno contribuito alle nuove linee guida nutrizionali americane
Le nuove linee guida alimentari americane tornano al centro del dibattito, questa volta nelle aule di tribunale. Un gruppo di medici riunito nel Physicians Committee for Responsible Medicine ha presentato una causa presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti del Distretto di Columbia chiedendo il ritiro delle raccomandazioni introdotte dall'amministrazione Trump e il divieto di utilizzarle in futuro. Al centro della contestazione c'è il percorso seguito per elaborare il nuovo documento, presentato nel gennaio 2026 dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e dalla segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins.
Le nuove indicazioni hanno modificato in modo netto l'impostazione delle precedenti linee guida, mettendo maggiormente in evidenza proteine animali, latticini interi e alimenti poco trasformati, mentre gli ultra-processati vengono indicati come uno degli elementi da ridurre. La causa sostiene però che il nuovo documento sia stato elaborato violando le procedure previste dalla legge federale e, in particolare, attraverso il ricorso a un comitato consultivo la cui composizione e i cui possibili conflitti di interesse non sarebbero stati sufficientemente trasparenti. Ma nel merito delle politiche alimentari, Francesca Marino, Giorgio Calabrese e Pierluigi Rossi già a gennaio su Italia a Tavola avevano analizzato la nuova proposta americana.
La nuova dieta americana e la distanza dal modello mediterraneo
La nuova impostazione aveva già evidenziato una distanza significativa dal modello alimentare mediterraneo. La piramide voluta dall'amministrazione Trump privilegia infatti carne, uova, latticini e altre fonti di proteine animali, mentre ridimensiona il ruolo di alcuni alimenti di origine vegetale. Le nuove indicazioni limitano inoltre gli alimenti ultra-processati e puntano su una maggiore presenza di prodotti considerati «veri». Una filosofia che si discosta da quella alla base della dieta mediterranea, nella quale hanno invece un ruolo centrale gli alimenti di origine vegetale. Il cambiamento è stato sostenuto da Kennedy e dalla segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins come una revisione radicale della politica nutrizionale americana. Ma proprio il modo in cui questa revisione è stata costruita è ora contestato davanti alla giustizia.
Secondo i promotori della causa, le nuove raccomandazioni presenterebbero «gravi incongruenze rispetto alla scienza della nutrizione». Tra gli elementi contestati ci sono l'apertura verso i grassi saturi, la riduzione delle porzioni raccomandate di frutta e verdura, la rimozione dei limiti di assunzione giornaliera di alcol e la promozione di alcune diete considerate «alla moda». La critica si concentra dunque su una piramide che, rispetto al modello analizzato a gennaio, sposta ulteriormente il baricentro verso proteine animali e latticini. Per Neal Barnard, presidente del Physicians Committee for Responsible Medicine, il governo avrebbe consentito alle industrie della carne e dei latticini di intervenire nella definizione delle linee guida. Una posizione che rappresenta la tesi dell'organizzazione all'origine della causa.
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La vicenda americana riporta al centro anche le riflessioni di tre esperti come Francesca Marino, Giorgio Calabrese e Pierluigi Rossi. Le loro posizioni, pur con sfumature diverse, avevano evidenziato soprattutto la distanza tra l'impostazione americana e quella della dieta mediterranea: Marino aveva sottolineato alcuni elementi condivisibili nella riduzione degli alimenti ultra-processati e nella maggiore attenzione alla qualità degli alimenti; Calabrese aveva invece posto l'accento sui rischi di una maggiore centralità di carne rossa e grassi saturi, ricordando il ruolo più contenuto che questi alimenti hanno nel modello mediterraneo; Rossi aveva individuato nella valorizzazione del «cibo vero» e nella riduzione dei prodotti ultra-processati uno degli aspetti più interessanti del nuovo approccio, collegandolo anche alla qualità complessiva dell'alimentazione. Un confronto che aveva mostrato come la forma rovesciata della piramide non fosse sufficiente, da sola, a definire un modello alimentare, soprattutto se confrontata con un sistema come quello mediterraneo costruito sulla varietà e sull'equilibrio tra alimenti.
La causa contro le nuove linee guida
Secondo i medici che hanno promosso l'azione legale, l'amministrazione avrebbe violato la legge federale nel processo di elaborazione delle nuove raccomandazioni. Il punto centrale della contestazione riguarda il gruppo di esperti incaricato di lavorare sulle nuove linee guida. Prima del cambio di amministrazione, un comitato consultivo indipendente composto da 20 esperti aveva lavorato per quasi due anni durante la presidenza Biden, esaminando le evidenze scientifiche disponibili. Quel gruppo aveva raccomandato di scoraggiare il consumo di carne rossa e grassi saturi, promuovendo al contrario un'alimentazione maggiormente basata sui prodotti di origine vegetale. La nuova amministrazione ha però accantonato quelle conclusioni, affidandosi al lavoro di un secondo gruppo composto da nove membri e scelto a porte chiuse.
Il nodo dei presunti conflitti di interesse
È proprio sulla composizione di questo secondo gruppo che si concentra una parte della denuncia. Secondo i ricorrenti, quasi tutti i componenti avrebbero avuto legami finanziari con associazioni e aziende del settore della carne, del latte e delle uova, oltre che con grandi aziende alimentari. I medici contestano anche i tempi del lavoro: il nuovo comitato avrebbe elaborato le proprie raccomandazioni in meno di tre mesi e senza una supervisione pubblica, utilizzando anche ricerche finanziate dalle stesse industrie interessate. La questione riguarda quindi non soltanto il contenuto della nuova piramide, ma l'indipendenza del processo scientifico che ha portato alla sua definizione.

