AMARO DEL CAPO
Capo Cocktail Competition, Milano sceglie i suoi tre finalisti. Ora tocca a Bologna
Marina Andrea Barazzetti, Paolo Barravecchio e Andrea Carletto hanno conquistato la finale della Capo Cocktail Competition. Dopo la tappa al The Spirit, il concorso proseguirà nel capoluogo emiliano e in Calabria
Sono Marina Andrea Barazzetti, Paolo Barravecchio e Andrea Carletto i tre bartender che hanno conquistato l'accesso alla finale nazionale della Capo Cocktail Competition, il concorso dedicato alla miscelazione con Vecchio Amaro del Capo. La terza tappa della competizione si è svolta lunedì 26 ottobre al The Spirit di Milano, nel quartiere di Porta Romana, dopo gli appuntamenti di Roma e Acerra, in provincia di Napoli. I concorrenti si sono confrontati su ricette originali, valutate per tecnica, gusto, replicabilità, servizio e capacità di raccontare il cocktail.
Capo Cocktail Competition, i tre finalisti della tappa milanese
La selezione milanese ha premiato tre interpretazioni differenti dell'amaro prodotto da Gruppo Caffo 1915, caratterizzato da una ricetta a base di 29 botaniche, principalmente calabresi. Marina Andrea Barazzetti ha ottenuto la qualificazione con Primo Atto, un cocktail che combina Vecchio Amaro del Capo e Grappa Caffo Morbida, completati da limone e un cordiale di pera e senape. Paolo Barravecchio ha presentato Evoluzione, costruito sulla componente speziata di Vecchio Amaro del Capo Piccante, abbinato a Cinzano Rosso e a un distillato di pala di fico d'India sottoposto a fat washing con olio al tartufo.
Andrea Carletto, invece, ha scelto Vecchio Amaro del Capo Classico per Oltre il Gelo, una ricetta che comprende bierbrand, limone e tè Jasmine Dragon Pearls. Le tre proposte mostrano approcci diversi alla miscelazione dell'amaro, dagli abbinamenti con altri distillati alle lavorazioni più articolate, con l'obiettivo di sviluppare ricette riconoscibili e riproducibili al banco.
Una giuria tra mixology, comunicazione e cultura del bar
A valutare i concorrenti sono stati Alessandro De Luca, bartender con quasi trent'anni di esperienza e alla guida del Rufus Cocktail Bar di Milano, Stefano Nincevich, giornalista e vicedirettore di Bargiornale e Ristoranti di Bargiornale, e Bruno Pescarolo, avvocato specializzato in proprietà intellettuale e tutela dei marchi, attivo anche nel settore food & beverage. La giuria ha esaminato le ricette considerando non soltanto l'equilibrio gustativo, ma anche l'originalità, la tecnica di preparazione, la replicabilità e il rapporto tra cocktail e servizio.
«Milano ci ha restituito una miscelazione molto consapevole, nella quale la tecnica non è mai fine a sé stessa ma diventa uno strumento per dare identità al drink», ha commentato Fabrizio Tacchi, competition director della Capo Cocktail Competition. «Abbiamo visto ricette molto diverse, dalla ricerca sugli abbinamenti più immediati fino a lavorazioni decisamente più complesse, ma ciò che conta è che dietro ogni scelta ci sia un pensiero preciso e che quel pensiero arrivi anche a chi è dall'altra parte del banco», ha aggiunto Tacchi.
Prossima tappa a Bologna, poi la finale in Calabria
La terza edizione della competizione proseguirà il 16 novembre a Bologna, con l'ultima selezione territoriale. I qualificati delle quattro tappe si ritroveranno successivamente alla Distilleria F.lli Caffo di Limbadi, in Calabria, sede di Akademia Caffo, per disputare la finale nazionale. In palio ci sarà il titolo di Official Bartender Vecchio Amaro del Capo, oltre alla possibilità per il vincitore di rappresentare il marchio al Bar Convent Brooklyn 2027. La competizione intende mettere a confronto differenti interpretazioni dell'amaro nella miscelazione contemporanea, attraverso ricette che combinano tecniche, ingredienti e modalità di servizio sviluppate dai professionisti del settore.

