FUTURO
Etna Wine Hub, non solo degustazioni: a Catania arrivano Academy e neuromarketing
Tenute dei Ciclopi apre a Catania una sala per degustare i vini dell'Etna. Il progetto guarda oltre: nel 2027 nascerà Etna Wine Hub, spazio per formazione, innovazione, imprese e nuove esperienze enoturistiche in città
Il turismo del vino sull’Etna offre un’esperienza unica, tra vigneti eroici allevati ad alberello, antichi palmenti in pietra lavica e panorami che uniscono il vulcano al mare. Visite in cantina e degustazioni, pranzi e aperitivi in vigna, tour organizzati e Wine Bus, cicloturismo, Treno dei Vini dell’Etna e Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna compongono un’offerta sempre più articolata. Un susseguirsi di esperienze, forse ancora non del tutto coordinate, che comprende assaggi di Etna Doc accompagnati da prodotti alimentari locali, non sempre all’altezza delle aspettative. Questa ricchezza di proposte, pur rappresentando un'opportunità per il territorio, lascia intravedere una carenza di regia nel coordinamento delle iniziative. Le linee guida per l’enoturismo in Sicilia sono infatti definite dal D.A. n. 29/GAB del 2023 e dai successivi decreti direttoriali applicativi relativi allo schema SCIA enoturistico. Per il futuro del turismo siciliano sarebbe auspicabile individuare veri e propri «parchi enogastronomici», regolati da norme comuni ma con modalità di applicazione calibrate sulle caratteristiche dei diversi territori. L’obiettivo dovrebbe essere garantire criteri definiti per la pianificazione, la programmazione, l’esercizio e il controllo delle attività, oltre a un loro periodico riesame.
Tenute dei Ciclopi, 13,5 ettari di vigneti sull’Etna
È in questo contesto che si inserisce il progetto di Tenute dei Ciclopi, nata nel 2020 dall’iniziativa di Giordano Lorefice, Riccardo Messina e Giacomo Palazzolo. Siciliani, pur avendo costruito a Roma una parte importante del proprio percorso professionale, hanno scelto di investire nella viticoltura etnea, dando vita a un progetto imprenditoriale profondamente legato alle proprie origini. L’azienda ha preso forma attraverso l’acquisizione di vigneti a Castiglione di Sicilia, Randazzo e Milo, appartenuti per generazioni a vignaioli etnei. Terreni che rischiavano di perdere la propria continuità produttiva a causa dell’assenza di un ricambio generazionale. Proprio a questi custodi della viticoltura del vulcano Lorefice, Messina e Palazzolo hanno voluto rendere omaggio scegliendo il nome Tenute dei Ciclopi, riconoscendo il valore del loro lavoro e del patrimonio agricolo che hanno contribuito a preservare. Oggi Tenute dei Ciclopi coltiva 13,5 ettari di vigneto, distribuiti in aree che cambiano per altitudine, esposizione e caratteristiche dei suoli. Terrazzamenti in pietra lavica, allevamenti ad alberello e vigne a piede franco compongono un patrimonio viticolo dedicato alle varietà autoctone, con Salvo Foti alla guida enologica.
A Catania una sala degustazione per i vini dell’Etna
Giovedì 29 ottobre, alle 19.30, nel cuore di Catania, in via Transito 38, a pochi passi da Piazza Duomo, Tenute dei Ciclopi ha inaugurato uno spazio dedicato alla degustazione dei propri vini dell’Etna. L’evento, intitolato «Tenute dei Ciclopi Etna Wine Tasting», ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine: Luca Sammartino, assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea, Enrico Trantino, sindaco di Catania, e Andrea Guzzardi, assessore comunale alla Pubblica istruzione, Edilizia scolastica, Agricoltura, Mare e Pesca. La scelta di aprire una sala degustazione in città nasce dalla volontà di accorciare la distanza tra l’Etna e un pubblico che non sempre raggiunge direttamente i luoghi di produzione. L’obiettivo è creare un nuovo punto di incontro con i vini del vulcano, proprio dove residenti e viaggiatori vivono o iniziano il proprio percorso alla scoperta della Sicilia orientale.
Finora l’enoturismo etneo ha costruito gran parte della propria forza sulla capacità di accompagnare i visitatori nei luoghi del vino. La sala di via Transito aggiunge a questo modello una direzione complementare: l’assaggio in città diventa un primo contatto con l’Etna, un’occasione per conoscere i suoi vini e comprenderne le diverse provenienze, lasciando poi alla visita sul territorio il compito di completare l’esperienza. Anche chi arriva a Catania per il suo patrimonio storico, per la gastronomia o semplicemente come punto di partenza di un viaggio nella Sicilia orientale può così avvicinarsi al vino del vulcano e, attraverso di esso, scoprire i luoghi da cui proviene. Anche la posizione contribuisce a dare significato all’iniziativa. Via Transito conserva infatti, già nel nome, la memoria di un antico passaggio di merci. Nell’area della medievale Porta alla Decima transitavano verso Catania i prodotti agricoli provenienti dalle campagne. Oggi, nello stesso tratto del centro storico, una cantina dell’Etna stabilisce il proprio spazio di degustazione. Un legame tra città e territorio agricolo che cambia forma, ma ritrova curiosamente la stessa direttrice.
Etna Wine Hub, formazione e innovazione dal 2027
L’apertura della sala di via Transito rappresenta il primo passo di un progetto più ampio, destinato a intrecciare rigenerazione urbana, cultura del vino e sviluppo imprenditoriale. Si chiama Etna Wine Hub ed è promosso dallo stesso gruppo imprenditoriale cui appartiene Tenute dei Ciclopi. Il progetto prenderà forma negli ambienti di un palazzo settecentesco, dove il recupero delle antiche stalle, rimaste abbandonate per decenni, consentirà di restituire alla città una superficie iniziale di circa 800 metri quadrati, con la possibilità di estenderla di ulteriori 700 metri in un edificio vicino. L’idea dei fondatori è trasformare questo spazio in un luogo di incontro tra esigenze che oggi, nel comparto vitivinicolo etneo, non sempre trovano risposte immediate. Da una parte ci sono le aziende alla ricerca di competenze, tecnologie e opportunità di crescita; dall’altra un patrimonio agricolo che, soprattutto nei momenti di passaggio generazionale, rischia di perdere continuità. Etna Wine Hub nasce proprio per mettere in comunicazione queste realtà, facendo convergere l’esperienza maturata dai promotori nella formazione e nella produzione del vino.
A questa vocazione imprenditoriale corrisponderà un’organizzazione degli spazi pensata per favorire collaborazioni e nuove attività. Coworking, percorsi di incubazione e accelerazione, laboratori e ambienti destinati a incontri, conferenze e formazione costituiranno una piattaforma di servizi in cui potranno dialogare produttori, progettisti, consulenti, professionisti della comunicazione e imprese tecnologiche. Tra gli ambiti di applicazione figurano blockchain, robotica, impiego dei droni e sistemi di agricoltura di precisione. Una parte importante del progetto sarà dedicata alla formazione professionale attraverso un’Academy, pensata per rispondere alla domanda di personale qualificato nelle vigne, nelle cantine e nell’ospitalità enoturistica. Un settore in cui alle conoscenze del vino devono affiancarsi competenze linguistiche e capacità di accoglienza. La ricerca riguarderà anche il modo in cui il vino viene percepito e raccontato. In collaborazione con Brain Design, spin-off dell’Università Sapienza di Roma, è previsto un laboratorio di neuromarketing che utilizzerà tecnologie di tracciamento dello sguardo e sensori per misurare la conduttanza cutanea. L’obiettivo è approfondire le reazioni dei consumatori davanti a un’etichetta e durante un’esperienza di degustazione. Un laboratorio sensoriale permetterà inoltre di raccogliere giudizi e impressioni direttamente dal pubblico, trasformando l’assaggio in un’occasione di confronto e in una fonte di informazioni utili alle aziende.
Accanto alla dimensione professionale, Etna Wine Hub avrà anche una vocazione aperta alla città, con esperienze rivolte a residenti, viaggiatori e appassionati. La degustazione sarà uno strumento per avvicinarsi alla denominazione Etna Doc e alle sue diverse espressioni territoriali, senza sostituire l’incontro diretto con i luoghi di produzione. Sono previsti anche un bar e un ristorante, mentre alcune botteghe di via Transito potranno ospitare, a rotazione, spazi temporanei dedicati ai consorzi vinicoli italiani. La serata inaugurale è stata accompagnata da una degustazione delle etichette aziendali e da un rinfresco, offrendo agli ospiti una prima occasione per conoscere il nuovo spazio e le diverse espressioni dell’Etna attraverso i suoi vini. La sala degustazione è già aperta al pubblico da tre mesi e ha accolto finora oltre 600 visitatori, il 98% dei quali stranieri. Per Etna Wine Hub, invece, l’avvio dell’attività è previsto per maggio 2027.
Enoturismo, l'Etna può diventare un parco enogastronomico
Il progetto ambisce dunque a diventare il racconto di un territorio e, allo stesso tempo, a contribuire alla trasformazione di una zona strategica per lo sviluppo turistico della città di Catania. L’iniziativa privata potrebbe rappresentare un supporto alle attività promosse dalle istituzioni, offrendo anche uno spunto di riflessione sulla direzione da seguire per razionalizzare il futuro dell’enoturismo etneo e, più in generale, di quello siciliano. In questa prospettiva, Etna Wine Hub potrebbe diventare una sorta di progetto pilota per la realizzazione di un vero e proprio «Parco Enogastronomico dell’Etna»: uno spazio capace di rappresentare in modo organizzato i prodotti enologici del territorio e la loro storia, sviluppare pacchetti turistici basati su tour del vulcano e degustazioni in cantina, offrire servizi di formazione per la preparazione di figure professionali adeguate e garantire coordinamento e informazione al pubblico sulle numerose iniziative, pubbliche e private, che animano il territorio etneo.


