SFIDA
Erbamat, Barone Pizzini supera la prova del tempo con tre Tesi di Metodo Classico
Barone Pizzini presenta tre Tesi di Metodo Classico a base di Erbamat, antico vitigno bresciano. A quindici anni dalla prima vendemmia, i vini sperimentali confermano la validità di una scelta coraggiosa in Franciacorta
Sfida vinta grazie a un dono della storia? A una quindicina di anni dalla prima vendemmia, Silvano Brescianini ha presentato le tre Tesi della Barone Pizzini: vini sperimentali che mostrano l'evoluzione del vitigno autoctono Erbamat, Metodo Classico. Raccontano di una scelta coraggiosa (e non facile) in Franciacorta. «Alla prova del tempo, sfida vinta! Ero fiducioso e sono molto soddisfatto perché - sottolinea Brescianini, amministratore delegato della cantina - dopo anni di semiabbandono abbiamo rilanciato questo secolare vitigno bresciano, particolarmente adatto alle terre ghiaiose e ben ventilate. E non teme i repentini cambiamenti climatici. Insomma, alla prova del tempo si è dimostrato resistente e resiliente». Dalla cantina di Provaglio d'Iseo (Bs) sono usciti tre vini eleganti, piacevoli, ben amalgamati e carichi di profumi, adatti ai piatti autunnali dello storico stellato «Al Gambero» di Calvisano (Bs). Complessivamente poco meno di 6.000 bottiglie, che arrivano in enoteca confezionate in appositi cofanetti da tre, in produzione limitata, limitatissima. Le tre Tesi hanno una lunga storia alle spalle grazie a un vitigno identitario e unico.
Erbamat, un vitigno bresciano già citato nel Cinquecento
Già nel 1500 l'agronomo bresciano Agostino Gallo (1499-1570), nelle «Venti Giornate dell'Agricoltura», parlava di vini mordaci «grazie all'Erbamat». «Un'uva che avevamo in casa un secolo prima dello Chardonnay. È stato un investimento che non offriva certezze immediate - ribadisce l'Ad - né dal punto di vista agronomico né dal punto di vista commerciale, perché significava sottrarre una parte del potenziale produttivo alla Docg per intraprendere un percorso sperimentale di lungo periodo, mettendo la ricerca e la sperimentazione davanti alle opportunità immediate del mercato. L'innesto della prima vigna avvenne nel 2008, su complessivi 8.000 mq. Credevamo realmente nel valore dell'Erbamat ed eravamo determinati a indagare le potenzialità».
A onor del vero, ancora oggi, nonostante i lusinghieri risultati, sono solo 18 su 120 le aziende iscritte al Consorzio che coltivano il vitigno su complessivi 12 ettari. Comunque sia, nel 2017 l'Erbamat ha fatto il suo esordio nel disciplinare del Franciacorta con una percentuale consentita al massimo del 10%. «Le tre Tesi, con percentuali decisamente superiori - rimarca Brescianini - restano oltre i confini della denominazione e con esse, a distanza di oltre dieci anni dalla prima vendemmia, continuiamo e continueremo a esplorare le inespresse potenzialità di questo vitigno».
Leggi anche
Le tre Tesi: annate, percentuali e bottiglie prodotte
Grazie ai primi promettenti risultati, una selezione di ciascuna Tesi venne «archiviata» in cantina. Queste le caratteristiche:
- Tesi 1, base vendemmiale 2012, 60% Erbamat, 20% Pinot Nero, 20% Chardonnay, 1.776 bottiglie, sboccatura 2025
- Tesi 2, base vendemmiale 2014, Erbamat 40%, 30% Chardonnay, 30% Pinot Nero, sboccatura 2025, 1.882 bottiglie;
- Tesi 3, base vendemmiale 2015, Erbamat 34%, Pinot Nero 33%, Chardonnay 33%, sboccatura '25, 1.836 bottiglie.
La prima uscita ufficiale della nuova «bolla» avvenne nel giugno del 2021, Covid alle spalle. L'esperimento della Barone Pizzini continua adesso su un paio di ettari, dopo una vendemmia 2026 ridotta del 25% in quantità, ma di notevoli potenzialità sotto l'aspetto qualitativo, certo non paragonabile a quella storica del 2025.
Barone Pizzini, vendemmia 2026 in calo del 25%
«Produrremo circa 300 mila bottiglie, in un mercato in sofferenza a causa delle guerre e dei dazi. Negli Usa l'export segna un meno 4%, tiene invece la Svizzera, nostro primo mercato, mentre crescono in modo assai significativo Romania, Irlanda e Olanda».
È l'innovazione alla prova del tempo che continua, grazie a una scelta lungimirante. La produzione delle Tesi è unica e non verrà ripetuta. «Dopo molti anni di affinamenti - conclude Brescianini - la sboccatura tardiva è pronta a rivelare le capacità espressive dell'Erbamat, il dono più prezioso che la storia ci ha riservato, una frontiera di conoscenza».


