La Doc Etna ha cambiato dimensione nell’arco di poco più di un decennio. I dati dell’Osservatorio dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (Irvo), presentati in occasione della presentazone di "Radici Vulcaniche" (in programma il 29 e 30 agosto a Randazzo, in provincia di Catania), fotografano l’evoluzione della denominazione dal 2012 al 2025 e mostrano un aumento significativo sia delle aziende coinvolte sia dei quantitativi certificati. Il dato più evidente riguarda le certificazioni, cresciute del 711%, passate da 79 nel 2012 a 641 nel 2025. Nello stesso periodo, il vino certificato è passato da 9.426 a 46.152 ettolitri, con un incremento del 390%. Anche il numero dei viticoltori rivendicanti è più che raddoppiato: dai 202 del 2012 si è arrivati a 509 nel 2025. La crescita è proseguita nel 2026: ad agosto risultano già 576 certificati, il 15,9% in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente, mentre i quantitativi di vino superano i 43mila ettolitri, con un incremento del 22%.

Etna, la Doc cresce: in tredici anni certificazioni aumentate del 711%
Etna Doc, certificazioni cresciute del 711% in 13 anni: la denominazione cambia passo

Più superficie e una filiera sempre più interna

Nel 2025 la produzione ha interessato 1.449 ettari, dai quali sono stati raccolti 94.700 quintali di uva. Ma un altro dato racconta la struttura raggiunta dalla denominazione: delle 157 aziende assoggettate all’Organo di controllo dell’Irvo, 144 chiudono internamente la filiera, dalla vinificazione all’imbottigliamento. Non è quindi soltanto una questione di aumento delle quantità. La Doc Etna ha progressivamente consolidato la propria struttura produttiva, mentre è cambiato anche il peso delle diverse tipologie.

Etna, la Doc cresce: in tredici anni certificazioni aumentate del 711%
Nel 2025 la produzione ha interessato 1.449 ettari

Etna, cambiano i pesi tra rossi, bianchi e bollicine

L’Etna Rosso rappresenta il 42,2% delle produzioni certificate, seguito dall’Etna Bianco con il 40,3%. L’Etna Rosato si attesta all’8,9%, mentre l’Etna Spumante Bianco pesa per il 4,4%. Seguono Etna Bianco Superiore, al 2,8%, Etna Spumante Rosato, allo 0,9%, ed Etna Rosso Riserva, allo 0,6%. Il dato suggerisce un'evoluzione del mix produttivo della denominazione, con una presenza sempre più significativa dei bianchi e delle produzioni spumantistiche. Nel 2025 sono stati prodotti oltre 2mila ettolitri di spumante, quasi il doppio rispetto al 2022.

Etna Doc, in crescita bianchi e bollicine
Etna Doc, in crescita bianchi e bollicine

L’Etna cresce anche come destinazione enoturistica

Alla crescita produttiva si affianca quella dell'interesse per il territorio. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, prendendo in esame i mercati di Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia, rileva una propensione significativa verso future esperienze enogastronomiche in Italia. Tra le destinazioni più desiderate compare anche l’Etna. La percentuale arriva fino al 40% tra gli intervistati francesi, mentre il Chianti raggiunge il 41% negli Stati Uniti. Un dato che colloca il territorio etneo tra le aree italiane con maggiore capacità di attrazione sul fronte del turismo legato al vino.

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A Randazzo torna Radici Vulcaniche

È in questo contesto che si inserisce Radici Vulcaniche, in programma a Randazzo il 29 e 30 agosto 2026. L’appuntamento riunirà 28 cantine, 12 tour operator provenienti da diversi Paesi europei, dagli Stati Uniti e dalla Russia e cinque buyer internazionali. Il programma comprende degustazioni, incontri e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti è prevista una masterclass condotta dal sommelier Luca Gardini, curatore della Guida de L’Espresso, mentre il giornalista de Il Sole 24 Ore Nino Amadore modererà un panel dedicato ai mercati e all’enoturismo.

L’evento coinvolge l’assessorato regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea, l’Irvo, il Comune di Randazzo, il Consorzio Etna Doc e la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna. Il direttore generale dell’Irvo Vito Bentivegna e la commissaria straordinaria Giusi Mistretta seguono il percorso di sviluppo del turismo del vino, con un'impostazione che punta a mettere in relazione produzione, paesaggio, cultura e accoglienza.