«L'acqua buon d'agosto, fa mosto!» Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia, rispolvera un antico proverbio per sottolineare che le piogge di questi giorni per il mondo della viticoltura lombarda sono una manna. «Le vendemmia delle uve nelle tradizionali zone della spumantistica - rimarca Comincioli - sono a buon punto se non in dirittura d'arrivo quasi ovunque: dalla Franciacorta, all'Oltrepò, a San Colombano al Lambro (Mi), alla bergamasca fin sul Garda dove sono caduti 30 millimetri d'acqua in modo abbastanza graduale. Certo, era meglio se veniva 15 giorni fa». Comunque, piuttosto che niente.. meglio piuttosto.

Vendemmia
I recenti temporali estivi hanno favorito la maturazione ottimale delle uve nei vigneti lombardi

Previsioni per i vini fermi: anticipo della raccolta e stime positive

Diverso il discorso per i vini rossi, rosati e bianchi fermi. «Rispetto al passato inizieremo la raccolta nella prima settimana di settembre, in anticipo di 15 giorni. La pioggia ci ha permesso di recuperare lo stress di luglio e agosto dove il gran caldo e le temperature eccessive hanno messo a dura prova le viti giovani. Hanno resistito invece le piante più longeve. Comunque, le proiezioni indicano una buona annata in tutta la regione per i rossi, i rosati e i bianchi fermi, Lugana in particolare».

Vendemmia
Il comparto enologico affronta il nodo dell'aumento delle giacenze di vino

Il nodo delle giacenze in cantina: i dati del report Cantina Italia

Fin qui le prime valutazioni sulla raccolta con un accenno anche al tema che tiene banco fra gli addetti ai lavori: l'aumento in cantina delle giacenze della scorsa annata . In alcune zone stanno assumendo proporzioni significative, secondo quanto accertato dall'ultimo bollettino di Cantina Italia, redatto sulla base dei registri telematici.

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Negli stabilimenti enologici italiani sono giacenti 42,6 milioni di ettolitri di vino e 3,1 milioni di ettolitri di mosti. Il 55,9% del vino è nei serbatoi delle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto, oltre il 24%.

Le sfide del mercato vinicolo tra export e promozione culturale

«Il tema delle giacenze è abbastanza strutturale. Sicuramente c'è uno stress del sistema - sottolinea il responsabile di Coldiretti Lombardia - dovuto anche alla questione dei dazi, alle tensioni internazionali e ad un minor consumo in seguito alle mutate abitudini alimentari . In Lombardia dobbiamo essere attenti, propositivi, educare al consumo e ricordare che il vino e un alimento da accompagnare ad un buon piatto della nostra cucina. Sicuramente, serve pure una maggior promozione all'estero. La Germania, nostro tradizionale mercato, fortunatamente dà segni di ripresa».

Educare al consumo abbinando il vino alla cucina tradizionale è uno degli obiettivi indicati da Coldiretti
Educare al consumo abbinando il vino alla cucina tradizionale è uno degli obiettivi indicati da Coldiretti

Insomma, in poche parole, un cambio di mentalità per trasformare il nettare degli dei in una occasione anche di crescita economica e produrre effettivamente quello che il mercato richiede puntando sulla qualità. Parlare di rischio bolla, se non si mettono in campo interventi adeguati, è forse esagerato?