Mentre la vendemmia è entrata nel vivo in molte Regioni, da Nord a Sud, il vicepresidente del Senato e già ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio lancia una proposta per tentare di organizzare in modo più razionale ed efficace l'offerta del mondo del vino italiano, che sta vivendo un momento complesso e cerca nuove strade per rilanciarsi.

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Il vicepresidente del Senato e già ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio

La proposta di Centinaio per riorganizzare l'offerta del vino

«Possiamo - sottolinea Centinaio - e dobbiamo gestire meglio le eccellenze del nostro settore vitivinicolo, per renderle più coerenti con l’andamento dei mercati e con le prospettive di sviluppo delle diverse denominazioni. Me lo hanno suggerito numerosi protagonisti di questo comparto, che ho incontrato in queste settimane, ed è quello che ho scritto in una lettera recapitata al ministro Francesco Lollobrigida, in pieno spirito collaborativo».

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Centinaio propone di favorire le denominazioni in crescita e recuperare i vigneti abbandonati

In particolare, il Ministero potrebbe intervenire in due direzioni. «La prima - prosegue - riguarda il rilascio annuale delle superfici vitabili, da orientare verso denominazioni che dimostrano un’effettiva dinamica di crescita e verso aziende con comprovate capacità di espansione. La seconda riguarda invece la gestione dei vigneti abbandonati, che oltre a deteriorare il paesaggio agricolo, provocano anche problemi dal punto di vista fitosanitario. L’idea è quella di promuovere misure che possano facilitare l’acquisizione dei terreni confinanti da parte di aziende attive, dando loro la possibilità di estirpare o riconvertire le colture, oltre che potenziare controlli e sanzioni in caso di abbandono prolungato dei terreni».

Mercati e clima aumentano le difficoltà del comparto vitivinicolo

Il contesto geopolitico e l’emergenza climatica e ambientale colpiscono i mercati, aggravando una situazione già difficile per viticoltori e produttori vinicoli. «Se non possiamo avere strumenti - conclude Centinaio - per risolvere nel breve termine questi problemi, abbiamo invece il dovere di fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per sostenere un prodotto che rappresenta un fiore all’occhiello del made in Italy e del nostro export, oltre che un potente attrattore turistico».

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