Un cognome importante nel mondo della pasta premium, un’azienda di famiglia e la responsabilità di accompagnare uno dei suoi marchi più distintivi verso una nuova fase. Elisabetta Felicetti, quinta generazione della famiglia, è la nuova Brand manager di Monograno, il brand dedicato all’Horeca di Pastificio Felicetti, dopo un’esperienza professionale maturata all’esterno dell’azienda. Un passaggio che interpreta come una sfida personale, oltre che professionale, nel segmento della pasta premium.

Lo stabilimento di Pastificio Felicetti, nel cuore delle Dolomiti trentine
Lo stabilimento di Pastificio Felicetti, nel cuore delle Dolomiti trentine

«È una responsabilità molto importante, di cui sono onorata, che ho scelto di assumere in maniera consapevole. Sono grata all’azienda, che è anche la mia famiglia, per la fiducia che ha riposto in me e per avermi affidato questa opportunità. Sono orgogliosa di portare il nome Felicetti, naturalmente, ma sono anche consapevole che il cognome da solo non basta. Credo che ogni persona debba costruire ogni giorno la propria credibilità attraverso il lavoro, l’impegno e la capacità di creare relazioni autentiche. In un’azienda familiare bisogna naturalmente trovare degli equilibri, ma credo che, quando c’è la volontà di lavorare per un obiettivo comune, si possano trovare».

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Quinta generazione Felicetti: cosa preservare e cosa si vuole innovare

Il passaggio alla quinta generazione Felicetti porta con sé una riflessione sull’identità dell’azienda e sugli elementi destinati a rimanere centrali nel tempo. «Quello che vorrei sicuramente preservare è ciò che la nostra famiglia ci ha trasmesso: la cultura della qualità che ha sempre caratterizzato il lavoro, il rispetto per le materie prime, la cura, l’onestà nel modo di lavorare e il profondo legame con il territorio in cui siamo nati, le nostre amate montagne, le Dolomiti».

Elisabetta Felicetti tra le "sue" montagne, che influiscono sicuramente sullla filosofia del brand Monograno
Elisabetta Felicetti tra le "sue" montagne, che influiscono sicuramente sullla filosofia del brand Monograno

Questo legame con il territorio resta quindi centrale, mentre uno degli ambiti su cui Felicetti vorrebbe contribuire a sviluppare una riflessione riguarda il modo in cui oggi si parla di alimentazione e pasta. «La montagna ci insegna proprio queste cose: il rispetto, la pazienza e una certa responsabilità. Se invece penso a qualcosa a cui vorrei contribuire a cambiare, è il modo in cui si parla di alimentazione, in particolare della pasta. Oggi si sente dire davvero di tutto, e anche il contrario di tutto, quindi credo ci sia bisogno di maggiore consapevolezza. Vorrei contribuire a diffondere una cultura del cibo più consapevole, che valorizzi la qualità delle materie prime e il piacere della convivialità».

Pastificio Felicetti, la pasta delle Dolomiti

Fondato nel 1908, il Pastificio Felicetti è un’azienda familiare giunta alla quinta generazione, con sede produttiva in Val di Fiemme e due stabilimenti, a Predazzo e Molina di Fiemme. È l’unico pastificio in Europa situato sopra i 1.000 metri di altitudine e oggi produce circa 35 mila tonnellate di pasta all’anno, con un fatturato di 66 milioni di euro nel 2025. La produzione si concentra su quattro linee: Monograno (dedicata all'Horeca), Originale, Biologica e Speciale, con oltre 100 formati e una particolare attenzione alle paste monovarietali destinate anche alla ristorazione di ricerca. Per i prodotti a marchio l’azienda utilizza esclusivamente semole di provenienza italiana, fatta eccezione per le referenze a base di khorasan Kamut®. Il biologico rappresenta un elemento centrale del modello produttivo, insieme a una filiera orientata alla gestione responsabile delle risorse. La qualità è garantita da protocolli interni e certificazioni Brc e Ifs. L’export rappresenta circa due terzi della produzione, distribuita in 50 Paesi, con mercati di riferimento in Europa, Stati Uniti, Canada e Asia.

Cosa chiedono oggi chef e ristoratori

Monograno Felicetti è il marchio con cui il pastificio si rivolge al mondo della ristorazione e a piccoli esercizi specializzati in prodotti di eccellenza. Uno dei primi elementi emersi dal nuovo incarico riguarda proprio il confronto con il mondo dell’Horeca. «Quello che mi ha colpito maggiormente durante i primi incontri con chef e ristoratori - continua Elisabetta - è stato proprio il desiderio di autenticità, che è anche uno dei valori in cui mi riconosco. Inizialmente pensavo che le conversazioni si sarebbero concentrate soprattutto sugli aspetti tecnici e sulle caratteristiche del prodotto. Invece ho scoperto quanto contino le persone, le storie e i valori che stanno dietro a ciò che arriva in tavola».

Per chef e ristoratori, oltre alla qualità del prodotto conta moltissimo la storia della sua origine
Per chef e ristoratori, oltre alla qualità del prodotto conta moltissimo la storia della sua origine

«Si cerca certamente qualità e affidabilità, ma oggi sono quasi un punto di partenza. C’è anche il desiderio di conoscere chi produce, capire l’origine del prodotto e condividere una visione comune. Questo mi ha confermato che Monograno non è semplicemente una pasta, ma un progetto che può e deve raccontare una cultura, una filiera, un modo di fare impresa e, in definitiva, anche la nostra famiglia».

La pasta premium può creare valore nel piatto

In una fase in cui la ristorazione presta maggiore attenzione a costi e marginalità, anche una pasta premium deve confrontarsi con la sostenibilità economica del piatto. Secondo Felicetti, tuttavia, l’incidenza della pasta resta contenuta rispetto a quella di altre materie prime. «La pasta è sicuramente uno degli ingredienti con un’incidenza più sostenibile all’interno del costo di un piatto. Anche scegliendo una pasta premium, il suo peso sul prezzo finale rimane relativamente contenuto rispetto ad altre materie prime. Naturalmente, quando si devono fare i conti, bisogna considerarli tutti, ma credo che oggi sia ancora sostenibile scegliere una pasta di qualità».

L'utilizzo di una pasta di qualità aumenta la bontà del piatto, come in questi spaghettini-monograno-cappelli-con-crema-di-melanzane-ragusano-e-nocciole
L'utilizzo di una pasta di qualità aumenta la bontà del piatto, come in questi Spaghettini Monograno Cappelli con crema di melanzane, ragusano e nocciole

La materia prima può inoltre diventare uno strumento per caratterizzare la preparazione: «Credo che possa rappresentare un’opportunità per lo chef per distinguersi e valorizzare il proprio lavoro. Anche in un piatto di pasta apparentemente semplice, scegliere una pasta di qualità, che abbia una storia e un’identità, permette di valorizzare immediatamente il piatto. La pasta, alla fine, è spesso il cuore della preparazione e, quando la materia prima è eccellente, contribuisce in maniera determinante all’esperienza del cliente».

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Monograno, l’Italia prima dell’espansione estera

Nel breve periodo, la priorità per Monograno è consolidare la presenza sul mercato italiano, rafforzando i rapporti già costruiti con il mondo professionale. «Nel breve periodo il mio focus sarà sull’Italia. Credo sia importante continuare a consolidare i rapporti e la base che abbiamo nel nostro Paese, costruendo una presenza sempre più significativa. Da lì potremo poi esportare questa esperienza anche all’estero, dove sicuramente non mancano le opportunità e dove siamo già presenti con il prodotto».

Fusillo allo sgombro di Monograno Felicetti
Fusilloni di Monograno Felicetti

L’obiettivo, almeno in questa fase, non è individuare un singolo mercato di riferimento, ma sviluppare una rete di relazioni coerente con il posizionamento del brand. «Non voglio concentrarmi adesso su un singolo mercato. Quello che vogliamo continuare a costruire sono relazioni solide con i professionisti e gli appassionati che condividono i nostri valori: l’autenticità, la passione, il rispetto per le montagne, per la natura e per la qualità. In questa fase mi sembrerebbe prematuro escludere qualcosa: tutte le realtà che si riconoscono nella nostra idea sono ben accolte nel progetto».

Una fase di brainstorming per la crescita di Monograno

Sul fronte dell’offerta non sono ancora stati definiti nuovi formati o lanci di particolare rilievo. «Non abbiamo ancora delle grosse novità definite. Siamo veramente in una fase di ascolto e di brainstorming, per poi capire quale sarà la direzione definitiva. Ci aspettiamo certamente una crescita, ma non vogliamo leggerla solamente attraverso i numeri».

La produzione all'interno di Pastificio Felicetti
La produzione all'interno di Pastificio Felicetti

Nel frattempo, il mercato continua a vedere la nascita di realtà della ristorazione attente alla materia prima. «Stanno nascendo nuove realtà della ristorazione che hanno una forte attenzione alla qualità, all’identità e alla ricerca dell’eccellenza e crediamo che, per queste realtà, Monograno possa rappresentare un partner affidabile». Per Monograno, dunque, la nuova fase non parte da un calendario di lanci già definito, ma dall’ascolto del mercato e dal rapporto con chi lavora ogni giorno nella ristorazione. Elisabetta Felicetti dovrà ora trasformare questa fase di confronto in una direzione concreta, partendo dall’Italia e da un brand che punta a crescere senza perdere il legame con la propria identità.

Via L. Felicetti 9, 38037 Predazzo (TN) Italia