L'Arabia Saudita prepara una strada quasi opposta a quella imboccata dall'hotellerie italiana: stabilire quanti lavoratori deve avere un albergo in funzione delle camere e delle stelle. Mentre da noi uno dei problemi principali resta trovare personale e rendere sostenibile il costo del lavoro, Riyadh vuole assicurarsi che la rapidissima crescita dell'offerta alberghiera non avvenga sacrificando il servizio. Secondo il progetto del ministero del Turismo saudita, riportato da CoStar il 26 agosto 2026, i nuovi standard prevedono tre addetti per ogni camera negli hotel e resort luxury, quattro ogni cinque camere nei 5 stelle, tre ogni cinque nei 4 stelle e negli hotel heritage, due ogni cinque nei 3 stelle, uno ogni cinque nei 2 stelle e uno ogni dieci camere negli alberghi a una stella.

Nel 2025 l'Arabia Saudita ha registrato 123 milioni di turisti tra domestici e internazionali
I nuovi standard sauditi prevedono tre addetti per ogni camera negli hotel e resort luxury

Tre lavoratori per camera nel lusso

Numeri che, soprattutto al vertice, colpiscono. Philip Wooller, responsabile Middle East and Africa di STR, ha spiegato a CoStar che negli Emirati alcuni operatori lavorano indicativamente con 0,5 dipendenti per camera, salendo a 1,5-1,7 nel luxury. Il rapporto saudita di tre addetti per camera rappresenterebbe quindi uno standard particolarmente elevato. Per ora, però, si tratta di una proposta sottoposta a consultazione pubblica, non di una norma già operativa. Se approvata, diventerebbe obbligatoria dal 1° gennaio 2027 e le strutture già autorizzate avrebbero 180 giorni per adeguarsi. L'obiettivo dichiarato è garantire personale sufficiente, qualità del servizio ed efficienza operativa mentre il turismo saudita cresce a ritmi molto elevati.

Hotel, l'Arabia impone più personale. In Italia il problema è trovarlo
Nel 2025 l'Arabia Saudita ha registrato 123 milioni di turisti tra domestici e internazionali

Nel 2025 l'Arabia Saudita ha registrato 123 milioni di turisti tra domestici e internazionali, con una spesa turistica di circa 80 miliardi di dollari. Il turismo ha raggiunto il 4,9% del Pil e le donne rappresentano ormai il 47% della forza lavoro del settore.

In Italia crescono proprio gli hotel che richiedono più servizio

Il confronto con l'Italia è interessante. Nel nostro Paese non esiste un analogo standard nazionale che obblighi un hotel ad avere un determinato numero complessivo di dipendenti per camera in funzione delle stelle: classificazione e requisiti alberghieri seguono un sistema normativo differente. E l'offerta italiana sta andando proprio verso le categorie che richiedono maggiore intensità di servizio. Il Barometro del turismo Federalberghi, pubblicato il 4 agosto, rileva che in dieci anni il numero complessivo degli hotel è rimasto quasi invariato (+0,2%), mentre i 4 stelle sono aumentati del 22,6% e i 5 stelle addirittura dell'83%.

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È qui che emerge il paradosso. L'Italia aumenta rapidamente l'offerta di fascia alta, ma deve contemporaneamente fare i conti con disponibilità e costo del personale. L'Arabia Saudita, impegnata a costruire quasi da zero una grande industria turistica internazionale, sceglie invece di mettere nero su bianco quante persone devono garantire il servizio. Sono due modelli difficilmente confrontabili alla lettera per struttura del mercato e costo del lavoro. Ma pongono la stessa domanda: quanto personale serve davvero per promettere un servizio da 5 stelle? Perché camere spettacolari, spa, ristoranti e tecnologia possono alzare la categoria di un albergo. Alla fine, però, il lusso resta un'attività ad alta intensità di persone. E mentre l'Italia deve trovarle, l'Arabia Saudita sta pensando di renderle obbligatorie.