IN ITALIA

Dal Negroni al tartufo al cocktail col Marsala: il tour dell'aperitivo negli hotel Rocco Forte
Rocco Forte Hotels presenta Italy Grand Tour by the Glass, un itinerario nella mixology italiana che attraversa Firenze, Roma, Palermo e Milano. Quattro cocktail raccontano la storia dell'aperitivo attraverso ricette iconiche e reinterpretazioni d'autore firmate da Salvatore Calabrese, fra Negroni, Cardinale, Palermo-Torino e Americanello
Indice
- 1Firenze: il Negroni e le sue cinque interpretazioni all’Hotel Savoy
- 2Roma: il Cardinale tra Dolce Vita ed eleganza francese all’Hotel De Russie
- 3Palermo: il Marsala Florio reinterpreta il cocktail Milano-Torino a Villa Igiea
- 4Milano: dall’Americano all’Americanello al The Carlton
- 5Italy Grand Tour by the Glass: la mixology come racconto del territorio
Quattro città, quattro cocktail e altrettante storie legate alla cultura dell’aperitivo. Con Italy Grand Tour by the Glass, Rocco Forte Hotels propone un itinerario dedicato alla mixology italiana, attraverso ricette che hanno contribuito a definire l’identità di Firenze, Roma, Palermo e Milano. Il percorso attraversa hotel storici, bar d’autore e luoghi simbolo della vita mondana, mettendo al centro il rapporto tra gusto, ospitalità e cultura del bere.
Il progetto parte dal bancone del bar per raccontare l’evoluzione di alcuni tra i più conosciuti cocktail italiani, nati spesso dalla modifica di preparazioni già esistenti per rispondere alle preferenze degli ospiti. Un approccio che ha trasformato singole richieste in ricette capaci di attraversare epoche e confini, diventando parte dell’immaginario internazionale dell’aperitivo. A guidare le interpretazioni contemporanee è Salvatore Calabrese, protagonista di un percorso che unisce grandi classici, ingredienti del territorio e nuove letture della miscelazione.
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Firenze: il Negroni e le sue cinque interpretazioni all’Hotel Savoy
Firenze, il viaggio di Italy Grand Tour by the Glass parte dal Negroni, uno dei cocktail italiani più conosciuti nel mondo. La sua storia viene tradizionalmente ricondotta agli inizi del Novecento, quando il conte Camillo Negroni chiese al Caffè Casoni di modificare l’Americano sostituendo la soda con il gin. Da questa variazione nacque un drink dal carattere più deciso, destinato a diventare uno dei simboli dell’aperitivo fiorentino.
All’Hotel Savoy, il Bar Artemisia rende omaggio a questa ricetta attraverso cinque interpretazioni che ne esplorano sfumature e possibilità. Il Truffle Negroni valorizza i sapori toscani con il tartufo locale, mentre il Negroni Toscano punta sugli spirits del territorio. Il Negroni Svegliato, firmato da Salvatore Calabrese, propone una lettura personale del classico; il Bachelor Negroni offre una versione analcolica, mentre il Vintage Negroni si distingue per l’impiego di spirits d’annata. Cinque varianti che mostrano come un cocktail dalla ricetta riconoscibile possa diventare un terreno di sperimentazione, mantenendo un legame con la propria origine.
Roma: il Cardinale tra Dolce Vita ed eleganza francese all’Hotel De Russie
A Roma, il protagonista è il Cardinale, cocktail spesso descritto come un “Negroni in smoking” per il profilo elegante ottenuto sostituendo il vermouth rosso con quello dry. La sua storia si inserisce nel dialogo culturale tra Roma e Parigi, due capitali europee accomunate da un’immagine di raffinatezza, mondanità e creatività. Le origini del drink non sono del tutto definite, ma il suo racconto si intreccia con l’atmosfera della Dolce Vita, quando cinema, moda, arte e vita sociale contribuivano a delineare uno stile riconoscibile anche oltre i confini italiani.
Il gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito nel 1956, rappresenta un ulteriore elemento di questo legame culturale. Al Bar Stravinskij dell’Hotel De Russie, Salvatore Calabrese firma una propria interpretazione del Cardinale, trasformando il cocktail in un omaggio all’incontro tra due mondi. Il risultato è un racconto di eleganza e convivialità che trova nel bancone del bar il proprio punto d’incontro.
Palermo: il Marsala Florio reinterpreta il cocktail Milano-Torino a Villa Igiea
A Villa Igiea, a Palermo, il viaggio nella mixology italiana incontra la storia dell’imprenditoria e dell’enologia siciliana. Al centro c’è il Marsala, vino fortificato nato alla fine del Settecento grazie all’intuizione del mercante inglese John Woodhouse e diventato, nel corso del tempo, uno dei prodotti più rappresentativi della Sicilia. La sua affermazione internazionale è legata anche alla famiglia Florio, protagonista dello sviluppo economico dell’isola e parte della storia della dimora che oggi ospita Villa Igiea, raffinata espressione dell’architettura e dell’ospitalità della Belle Époque.
All’Igiea Terrazza Bar, Salvatore Calabrese inserisce il Marsala Florio nella ricetta del Milano-Torino, dando vita a una reinterpretazione che mette in relazione due identità geografiche e produttive: il vermouth piemontese e il vino siciliano. Il cocktail diventa così un omaggio ai sapori dell’isola e alla capacità degli ingredienti locali di entrare in dialogo con i grandi classici della miscelazione.
Milano: dall’Americano all’Americanello al The Carlton
La tappa milanese ripercorre una delle storie più significative dell’aperitivo italiano: quella del Milano-Torino, nato dall’incontro tra il bitter Campari e il vermouth di Torino. La ricetta conquistò in seguito il pubblico internazionale con il nome di Americano, favorito anche dall’apprezzamento dei viaggiatori statunitensi che frequentavano i caffè della Galleria Vittorio Emanuele II. Al The Carlton Bar, questa storia prosegue con l’Americanello, interpretazione contemporanea firmata da Salvatore Calabrese. Il cocktail si inserisce nel racconto di una Milano cosmopolita, dove il rito dell’aperitivo ha assunto nel tempo un ruolo centrale nella vita sociale e nell’identità urbana.
La città diventa anche il punto di partenza dell’itinerario “Dall’Americano alla Milano da Bere”, un percorso che collega il The Carlton Bar a tre indirizzi emblematici della cultura milanese. La prima tappa è il Camparino in Galleria, legato alla storia del Caffè Campari fondato da Gaspare Campari nel 1867. Si prosegue al Bar Jamaica, storico ritrovo del quartiere Brera frequentato da artisti, scrittori, fotografi e intellettuali, per concludere al Bar Basso, luogo simbolo della creatività cittadina e della cultura del design, noto per il suo ruolo nell’evoluzione dell’aperitivo milanese. Il percorso restituisce l’immagine di una città in continua trasformazione, capace di intrecciare ospitalità, arte, design e cultura del bere in un’esperienza che va oltre il singolo cocktail.
Italy Grand Tour by the Glass: la mixology come racconto del territorio
Con Italy Grand Tour by the Glass, Rocco Forte Hotels costruisce un itinerario che supera la dimensione della degustazione per valorizzare le storie custodite nei cocktail. Dal Negroni fiorentino al Cardinale romano, dal Milano-Torino arricchito dal Marsala Florio all’Americanello milanese, ogni ricetta diventa una chiave di lettura del luogo in cui viene proposta.
Il progetto mette in relazione cocktail d’autore, prodotti italiani, hotel di lusso e luoghi storici, offrendo un’esperienza che unisce ricerca del gusto e scoperta culturale. La presenza di Salvatore Calabrese rafforza il legame tra la memoria delle ricette e la loro interpretazione contemporanea, con un percorso pensato per chi desidera conoscere l’Italia anche attraverso i suoi rituali gastronomici e la sua ospitalità.

