PA.LATO

A Milano c'è un ristorante di pesce che non distingue più fra primi e secondi
Da Pa.Lato, aperto nel settembre 2025, Gezim Gjinali ha organizzato la carta in assaggi, antipasti e piatti principali, seguendo la tendenza degli ospiti a ordinare due portate anziché un pasto completo. Lo chef Lorenzo Ragagnin propone soprattutto piatti di mare in un ex opificio con corte interna, una cantina di 200 etichette e un ampio dehors
Milano. Sull’Alzaia Naviglio Pavese, ancora operosa e dove il quartiere si mantiene integro e immune dal turismo over che ha brutalizzato il fratello Grande, da poco più di un anno prospera in silenzio il ristorante Pa.Lato. Un profilo basso voluto, ma annullato dalla capacità in cucina e dall’accoglienza sincera e professionale che hanno scatenato il passaparola.
In aggiunta, il luogo: il fascino di un ex opificio e una corte internache propone in chiave moderna l’atmosfera del mangiare all’aperto di un tempo, con il valore aggiunto di un fico gigantesco che rende tutto ancora più seducente. Non a caso, tra i primi e più affezionati clienti, l’ex dirimpettaio Claudio Sadler, quartieri alti della cucina.
L'accoglienza parte dalla carta
Alla guida di Pa.Lato, Gezim Gjinali, quarantenne imprenditore della ristorazione che dal settembre 2025 ha puntato sulla cucina di stampo ittico. «Ho impostato una carta innovativa - racconta - che si adatta allo stile di consumo della clientela, che ormai, in genere, si orienta tra antipasto e primo piatto o antipasto e secondo. Ecco allora la suddivisione in assaggi, antipasti e piatti principali, più la voce dessert, naturalmente. Ricette che possono contare su una cantina che accoglie circa 200 etichette, tra Italia, Francia e Austria, in prevalenza».
In futuro ricetta della tradizione albanese
Gezim è albanese e nel nuovo menu, che debutterà nelle prossime settimane, sono previsti anche una ricetta di mare della tradizione e il debutto di un vino dei Balcani. Oggi, tra le proposte elaborate dallo chef Lorenzo Ragagnin, di rilievo il crudo di scampi con coulis di pomodoro giallo e peperoncino semipiccante, così come la tartare di gamberi, crema di pane, pomodorini confit e stracciatella.
Tra i piatti principali, la calamarata con scampi, zenzero e salicornia e il trancio di ricciola alla marchigiana con patate e friggitelli. Piatti che sanno valorizzare l’identità degli ingredienti. Il menu prevede anche alcune alternative al mondo ittico, come il gazpacho di verdure con burrata, tarallo e olio al basilico, il soffice di patate con uovo di montagna croccante e tartufo nero e la tagliata di wagyu australiana con cicoria saltata e crema di carote.
165 coperti e un cocktail bar nella corte
Il locale si sviluppa su due piani che accolgono 65 coperti, a cui il dehors ne aggiunge un altro centinaio. L’arredo è caldo e informale e comunica un’eleganza essenziale e invitante. I cardini dell’accoglienza. Dimensione, questa, che a breve verrà amplificata dalla presenza di una barlady nel cocktail bar presente nella corte.


