DAO
Olio extravergine, più tracciabilità contro le frodi: arriva il documento elettronico
Il Dao digitalizza la tracciabilità di olive e olio, integrando Sian e Registro telematico dell'olio. Le registrazioni passano da sei a tre giorni, con più dati per i controlli e il contrasto alle frodi nella filiera
Rendere più tracciabili gli spostamenti di olive e olio e mettere a disposizione delle autorità dati più tempestivi per individuare possibili irregolarità. È l'obiettivo del Documento di accompagnamento elettronico olivicolo (Dao), introdotto con un decreto del ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il nuovo strumento si inserisce nel sistema di monitoraggio già esistente e collega il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) al Registro telematico dell'olio (Rto). Le principali movimentazioni di olive, olio sfuso e olio confezionato saranno registrate in formato elettronico, così da rendere più agevole la consultazione dei dati da parte degli operatori e degli organi di controllo. L'intervento, nelle intenzioni del Ministero, punta a rafforzare la trasparenza della filiera e il contrasto alle frodi, con particolare attenzione alla possibilità di ricostruire i flussi di prodotto e rilevare eventuali anomalie. Il decreto prevede inoltre l'integrazione con il fascicolo aziendale, per collegare le informazioni relative alle aziende e alle operazioni registrate.
Registrazioni entro tre giorni: cosa cambia per gli operatori
Una delle modifiche operative riguarda i tempi di registrazione delle movimentazioni, che passano da sei a tre giorni. La riduzione punta a rendere disponibili le informazioni in tempi più brevi e a migliorare la capacità di monitoraggio della filiera. Il decreto prevede anche il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel sistema digitale di tracciabilità. L'obiettivo è estendere la disponibilità dei dati lungo le diverse fasi della filiera, dalla produzione delle olive ai successivi passaggi dell'olio, sfuso o confezionato.
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La maggiore integrazione tra le banche dati dovrebbe consentire alle autorità di controllo di disporre di elementi più aggiornati per l'analisi del rischio e la programmazione delle verifiche. Il Dao rappresenta quindi un'evoluzione del Registro telematico dell'olio, che resta la base del sistema di rilevazione delle operazioni. Secondo quanto comunicato dal Masaf, il nuovo strumento valorizza le infrastrutture già operative e non comporta nuovi oneri per la finanza pubblica.
Lollobrigida: «Difendiamo l'origine del prodotto»
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida collega l'introduzione del Dao alla tutela dell'origine e del lavoro delle imprese che rispettano le regole. «L'introduzione del Documento di accompagnamento elettronico olivicolo è un passo importante per difendere l'eccellenza dell'olio extravergine italiano e proteggere il lavoro dei nostri agricoltori. Attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel Sian, difendiamo l'origine del prodotto, combattiamo la contraffazione e garantiamo massima trasparenza a chi acquista», afferma il ministro.
Il provvedimento punta dunque a rendere più efficiente la raccolta delle informazioni sulle movimentazioni e a migliorare gli strumenti a disposizione degli organismi di controllo. La sua efficacia nel contrasto alle frodi dipenderà anche dalla qualità e dalla tempestività dei dati registrati e dalla capacità di utilizzarli per individuare operazioni anomale. Per la filiera olivicola, il passaggio è soprattutto organizzativo: registrazioni più rapide, maggiore integrazione dei dati e un sistema di tracciabilità che coinvolge direttamente gli olivicoltori. La finalità è rendere più trasparenti i flussi di prodotto e rafforzare la tutela delle produzioni italiane.

