ARETÉ
Materie prime alimentari: zucchero e lenticchie rincarano, l'olio evo costa meno
Secondo l'analisi di Areté, lo zucchero europeo è salito del 20% dai minimi di febbraio e alcune varietà di lenticchie hanno registrato rincari analoghi in Canada. L'extravergine italiano ha invece perso il 47% in un anno
Zucchero e lenticchie tornano a rincarare, mentre l'olio extravergine di oliva continua a perdere valore. A settembre, i prezzi dello zucchero europeo sono saliti fino al 20% rispetto ai minimi di febbraio, mentre in Canada alcune varietà di lenticchie hanno registrato aumenti della stessa entità negli ultimi due mesi. Di segno opposto l'andamento dell'evo, con le quotazioni del prodotto italiano diminuite del 47% in un anno. A spiegare queste tendenze sono soprattutto le prospettive dei raccolti e la disponibilità di scorte, come emerge dall'ultima analisi diffusa da Areté, società specializzata nello studio dei mercati agroalimentari.
Zucchero, prezzi ai massimi da ottobre 2025
A spingere al rialzo i prezzi dello zucchero europeo sono soprattutto le prospettive di una produzione in calo nella campagna 2026/27. A settembre, le quotazioni dello zucchero Spot Europa e di quello consegnato nel Centro-Nord Italia hanno raggiunto i massimi da ottobre 2025, con aumenti rispettivamente del 20% e del 19% rispetto ai minimi di febbraio. A pesare sono le difficoltà dei principali Paesi produttori: in Francia si stima un calo del 29% della produzione di barbabietola, mentre in Germania le superfici coltivate si sono ridotte del 14%, contro il 12% inizialmente previsto dalla Commissione europea. A complicare ulteriormente la situazione sono state la siccità e le temperature elevate, che hanno portato Bruxelles a rivedere al ribasso del 7% rispetto a luglio le stime sulle rese, ora inferiori del 17% rispetto al 2025 e dell'11% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Le scorte, ai massimi da oltre otto campagne alla fine di luglio, dovrebbero compensare in parte la minore produzione, ma l'Unione europea potrebbe comunque tornare importatrice netta di zucchero per la prima volta dal 2022/23.
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Lenticchie, rincari fino al 20% dopo i ribassi
Dopo una campagna caratterizzata da una marcata discesa delle quotazioni, anche i prezzi delle lenticchie hanno ricominciato a salire. In Canada, negli ultimi due mesi, le quotazioni delle varietà verdi grandi sono aumentate del 9%, quelle delle verdi piccole del 20% e quelle delle rosse del 5%. Il rialzo ha inoltre riportato le lenticchie verdi grandi a costare più delle rosse, ristabilendo il tradizionale rapporto di prezzo tra le due tipologie. Secondo Areté, a sostenere questa tendenza sono soprattutto le aspettative di una produzione nordamericana inferiore ai livelli record del 2025, alle quali si aggiunge la crescente domanda dell'India. Il governo indiano sta infatti valutando l'eliminazione dei dazi sulle importazioni, una decisione che potrebbe favorire ulteriori acquisti dall'estero e sostenere i prezzi nei prossimi mesi.
Olio extravergine, prezzi italiani giù del 47% in un anno
Per l'olio extravergine di oliva, invece, il recupero delle disponibilità sta favorendo una riduzione dei prezzi dopo le difficoltà produttive degli ultimi anni. Nel 2026, le quotazioni dell'evo comunitario sono tornate ai minimi dal 2022, mentre quelle del prodotto italiano sono diminuite del 47% in dodici mesi. Si è ridotta anche la differenza di prezzo tra i due: dagli oltre 5.300 euro a tonnellata di giugno 2024 a poco più di 900 euro a settembre 2026. A favorire il ribasso è stata soprattutto la ricostituzione delle scorte, accompagnata dalle prospettive di un raccolto spagnolo di 1,6 milioni di tonnellate nella campagna 2026/27, il 29% in più rispetto alla precedente. Se confermata, questa produzione porterebbe le disponibilità complessive della Spagna ai massimi dal 2021/22. Restano però alcune incognite legate al meteo, mentre in Italia e Tunisia si prevedono contrazioni produttive. Inoltre, il calo dei prezzi potrebbe favorire una ripresa dei consumi, anche se eventuali nuove oscillazioni dipenderanno dalla domanda e dalla disponibilità dei produttori spagnoli a vendere a quotazioni ormai vicine ai costi di produzione.

