Secondo un’analisi del Consorzio Birra Italiana e Coldiretti su dati Ixè, sono circa 13 milioni gli italiani che nell’estate 2026 hanno programmato almeno un’esperienza legata alla birra, dalla degustazione alla visita in azienda o nei luppoleti. Più del doppio rispetto all’estate 2025, quando erano stati circa 6 milioni gli italiani coinvolti in attività di birraturismo (secondo un report diffuso lo scorso anno sempre da Coldiretti). Il dato, presentato in occasione di Luppoleti Aperti 2026, racconta quindi un interesse crescente per ciò che sta dietro al bicchiere.

Birraturismo, gli italiani sono più che raddoppiati: 13 milioni nell'estate 2026
Sempre più italiani scelgono il birraturismo: 13 milioni nell’estate 2026

Dal bicchiere ai luoghi dove nasce la birra

Il punto, del resto, è proprio questo: per una parte dei consumatori bere una birra significa sempre più spesso voler capire anche dove e come viene prodotta. La degustazione resta il passaggio più immediato, ma accanto al prodotto finito cresce la curiosità per il luppolo, per la sua coltivazione e per il lavoro che precede la produzione. Da qui nasce un turismo legato alla birra che porta le persone direttamente nei luoghi della filiera e trasforma aziende agricole, birrifici e luppoleti in tappe di un viaggio costruito attorno al prodotto.

A raccontare questa dimensione sono soprattutto le esperienze organizzate nei luppoleti: passeggiate e picnic tra le piante in fiore, raccolta dei coni, taglio delle liane, laboratori e degustazioni guidate di birre agricole prodotte sul posto. Attività che permettono di seguire da vicino una materia prima ancora poco conosciuta dal grande pubblico e di collegare quello che arriva nel bicchiere al campo da cui prende avvio una parte della produzione.

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Una filiera da 9 miliardi di euro

Dietro alla crescita del birraturismo c'è, d'altra parte, una filiera che negli anni ha assunto dimensioni rilevanti. Secondo i dati del Consorzio Birra Italiana e Coldiretti, oggi in Italia si contano 1.163 attività produttive e circa 93mila occupati lungo l’intera filiera, dal campo alla tavola. I consumi hanno superato i 36 litri pro capite, per un totale di circa 2,1 miliardi di litri, mentre il giro d’affari complessivo delle produzioni raggiunge i 9 miliardi di euro.

Birraturismo, gli italiani sono più che raddoppiati: 13 milioni nell'estate 2026
Oggi in Italia si contano 1.163 attività produttive e circa 93mila occupati lungo l’intera filiera della birra

In parallelo è cambiato anche il modo di avvicinarsi alla birra. L’attenzione si è spostata progressivamente verso produzioni di qualità, varietà originali e specialità legate al territorio, creando spazio per realtà che lavorano sul rapporto diretto con l’agricoltura e sull’origine delle materie prime. In questo quadro trovano posto le filiere a chilometro zero e le birre costruite attorno a una precisa provenienza, ma anche formule di vendita e consumo diverse da quelle tradizionali, dai brewpub ai banchi dedicati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

Territorio, agricoltura e nuovi modi di bere

A muoversi in questa direzione sono spesso giovani imprenditori, che hanno legato produzione brassicola e agricoltura cercando un rapporto più stretto con il territorio. Ed è proprio questo intreccio a spiegare almeno in parte perché il birraturismo stia trovando spazio: i 13 milioni di italiani indicati dall’analisi per l’estate 2026 raccontano una domanda che non si ferma alla degustazione, ma arriva fino ai campi e ai luoghi nei quali la birra prende forma.