Dolci, fresche e succose, le pesche sono uno dei frutti simbolo dell’estate. Ricche di acqua e con un apporto calorico contenuto, forniscono anche fibre, vitamine, minerali e sostanze antiossidanti. Un profilo nutrizionale che le rende adatte ai mesi più caldi, anche perché la loro stagionalità si estende generalmente da maggio-giugno fino a ottobre, a seconda della varietà (gialle, più sode e aromatiche; bianche, più morbide e delicate; nettarine o pesche noci, dalla buccia liscia e dalla polpa compatta). Per diversi mesi possono quindi essere consumate al naturale oppure utilizzate in preparazioni dolci e salate.

Le pesche sono uno dei simboli dell'estate
Le pesche sono uno dei simboli dell'estate

Dalla Cina al Mediterraneo: la lunga storia delle pesche

Prima di approfondirne proprietà, benefici, controindicazioni e usi in cucina, vale però la pena ripercorrerne la lunga storia. Nonostante il nome scientifico, Prunus persica, la pesca ha origine in Cina e non in Persia. Le testimonianze archeologiche documentano la presenza del frutto nei siti cinesi già 7-8 mila anni fa, mentre studi genetici e paleobotanici collocano molto più indietro la sua storia evolutiva. A Kunming, nello Yunnan, sono stati infatti rinvenuti noccioli fossili risalenti a circa 2,6 milioni di anni fa, con caratteristiche molto simili a quelle delle pesche moderne.

La domesticazione e la selezione operate dall'uomo hanno poi portato, nel corso dei millenni, a frutti più grandi e a una crescente varietà di forme e caratteristiche. Dalla Cina la coltivazione si è progressivamente spostata verso Occidente, seguendo le antiche vie di scambio attraverso l'Asia centrale e la Persia, l'attuale Iran, per arrivare infine in Europa negli ultimi secoli prima di Cristo. È proprio il passaggio persiano ad aver lasciato una traccia nel nome botanico della specie, nonostante l'origine asiatica più orientale. Molti secoli dopo, con l'espansione europea, le pesche hanno raggiunto anche le Americhe: la loro introduzione viene collocata tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento.

Pubblicità

Le proprietà nutrizionali delle pesche

Detto ciò, e venendo alle proprietà nutrizionali, una delle caratteristiche principali delle pesche è l’abbondante presenza di acqua, che arriva a circa 88 grammi ogni 100 di prodotto e le rende particolarmente adatte nei periodi più caldi dell’anno. L’apporto energetico resta, invece, contenuto e deriva soprattutto dai carboidrati, presenti prevalentemente sotto forma di zuccheri naturali. Nel dettaglio, come riportato dalla dottoressa Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas San Pio X, in un articolo per Humanitas Salute, 100 grammi di pesche apportano:

  • acqua, 88,2 g;
  • proteine, 0,7 g;
  • carboidrati, 5,8 g;
  • zuccheri solubili, 5,8 g;
  • fibra totale, 1,9 g;
  • fibra solubile, 0,78 g;
  • fibra insolubile, 1,14 g.

A questi nutrienti si aggiungono vitamine, minerali e diversi composti vegetali antiossidanti, tra cui carotenoidi e polifenoli. In generale, i frutti più maturi e consumati freschi conservano quantità maggiori di questi composti.

Dall’intestino alla pelle: i benefici delle pesche (e le controindicazioni)

Sul fronte dei benefici, le sostanze appena citate svolgono funzioni diverse nell’organismo. L’elevata presenza di acqua contribuisce all’idratazione. Le fibre, invece, favoriscono la regolarità intestinale: la componente insolubile aumenta il volume delle feci e facilita il transito, mentre quella solubile contribuisce al nutrimento dei batteri del microbiota, sostenendo così l’equilibrio e la funzionalità dell’apparato digerente. Vitamine e minerali partecipano a numerosi processi fisiologici, compreso il normale funzionamento del sistema immunitario. Carotenoidi e polifenoli, dal canto loro, aiutano a contrastare lo stress ossidativo e l’azione dei radicali liberi, coinvolti anche nei processi di invecchiamento cellulare. Un effetto che interessa anche la pelle, la cui salute beneficia inoltre del buon apporto idrico garantito dal frutto.

pesche
Le pesche offrono diversi benefici per la salute

Il profilo nutrizionale delle pesche le rende interessanti anche per chi vuole tenere sotto controllo glicemia e peso corporeo. Il ridotto apporto calorico e la capacità di favorire il senso di sazietà permettono infatti di inserirle facilmente in un’alimentazione equilibrata, anche come spuntino nel corso della giornata. Quanto alle controindicazioni, per la maggior parte delle persone il consumo di pesche non presenta particolari criticità. L’aspetto principale riguarda le possibili reazioni allergiche nei soggetti sensibili, che possono comparire anche con sintomi localizzati alla bocca e alla gola. In presenza di un’allergia già accertata o di disturbi ricorrenti dopo il consumo, è quindi opportuno evitarle e rivolgersi al proprio medico.

Come usare le pesche in cucina

Passando, infine, alla cucina, il modo più immediato per consumarle resta naturalmente mangiarle fresche, da sole come spuntino, ma la loro versatilità permette di utilizzarle anche in preparazioni diverse. Possono essere infatti aggiunte a yogurt, macedonie e frullati, diventare un ingrediente per dessert oppure entrare nelle insalate estive e in altri piatti salati. Al momento dell’acquisto è preferibile scegliere pesche con la buccia integra e la polpa leggermente morbida al tatto; raggiunta la maturazione, possono poi essere conservate in frigorifero per alcuni giorni.