Quasi 2.900 ettari e oltre un quarto della superficie vitata: il Pinot nero è oggi la varietà più diffusa dell’Oltrepò pavese. La prima mappa viticola dettagliata del territorio, realizzata da Alessandro Masnaghetti per il Consorzio tutela vini Oltrepò pavese e presentata al teatro Valentino Garavani di Voghera in occasione di Oltrepò Terra di Pinot Nero - OltreGusto, fotografa distribuzione dei vitigni, altitudini e caratteristiche delle quattro principali valli. Un patrimonio di dati destinato ad assumere ancora più valore con il futuro Classese Docg.

Oltrepò pavese, ecco la prima mappa viticola: il Pinot nero davanti alla Croatina
La presentazione della prima mappa viticola dell'Oltrepò pavese

Il Pinot nero conquista il primato nell’Oltrepò pavese. Con 2.903 ettari, pari al 25,2% della superficie vitata, la varietà simbolo della produzione spumantistica del territorio ha ormai superato la Croatina, ferma a 2.797 ettari e al 24,3%. È uno dei dati più significativi che emergono dalla prima mappa viticola dell’Oltrepò pavese, realizzata da Alessandro Masnaghetti per il Consorzio Tutela Vini Oltrepò pavese e presentata a Voghera. Una fotografia particolarmente dettagliata di una delle aree vitivinicole più importanti della Lombardia, che permette di leggere il territorio non soltanto attraverso i confini amministrativi, ma mettendo in relazione vitigni, altitudini, vallate e concentrazione delle superfici coltivate.

Oltrepò Pavese, 11.500 ettari di vigneto

L'area interessata dalle denominazioni Doc e Docg comprende 40 Comuni e si estende per circa 41mila ettari, dei quali approssimativamente 11.500 sono coltivati a vite. Anche l'altitudine contribuisce a definire con precisione il profilo della viticoltura oltrepadana. Circa il 90% dei vigneti si concentra tra i 100 e i 350 metri, mentre appena il 2% supera quota 450 metri. Un dato che restituisce l'immagine di una viticoltura prevalentemente collinare, ma caratterizzata da differenze significative tra una valle e l'altra. Ed è proprio questa articolazione geografica a rappresentare uno degli elementi più interessanti della nuova cartografia: il vigneto non è distribuito uniformemente, ma presenta forti concentrazioni soprattutto nella parte centrale e orientale dell'Oltrepò.

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Pinot nero primo vitigno dell'Oltrepò

La graduatoria delle varietà coltivate racconta anche l'evoluzione produttiva avvenuta negli ultimi anni. Alle spalle del Pinot nero, con 2.903 ettari, si colloca la Croatina con 2.797 ettari. Seguono la Barbera, con 1.528 ettari, il Pinot grigio con 1.395 ettari, il Riesling con 1.029 ettari e il Moscato con 815 ettari. Il sorpasso del Pinot nero sulla Croatina assume un particolare significato per un territorio che sta puntando con crescente decisione sulla propria identità spumantistica. L'Oltrepò rappresenta infatti una delle principali aree italiane vocate alla coltivazione di questa varietà, destinata sia alla spumantizzazione sia alla produzione di vini fermi. La mappa consente però di andare oltre il dato complessivo e individuare le vere e proprie aree di elezione.

Oltrepò pavese, ecco la prima mappa viticola: il Pinot nero davanti alla Croatina
In Oltrepò il Pinot nero guida la classifica dei vitigni, davanti alla Croatina

Montalto Pavese capitale del Pinot nero

È Montalto Pavese a emergere come uno dei riferimenti principali per il Pinot nero: nel territorio comunale si concentra il 10,7% dell'intera superficie oltrepadana coltivata con questa varietà, che rappresenta inoltre circa il 65% dei vigneti del Comune. Seguono Montecalvo Versiggia e Borgo Priolo, entrambi con quote vicine all'8% della superficie complessiva dedicata al Pinot nero. La varietà trova una particolare concentrazione nella valle Scuropasso, ma è ben presente anche nelle valli Coppa e Versa.

Una geografia diversa caratterizza invece la Croatina. Il vitigno alla base di uno dei vini più tradizionali dell'Oltrepò mostra la maggiore diffusione nella zona orientale, in particolare tra Santa Maria della Versa, Rovescala e Montù Beccaria. Santa Maria della Versa concentra il 10,6% della superficie oltrepadana a Croatina, mentre Rovescala e Montù Beccaria si attestano entrambe intorno al 10,3%. Montù Beccaria emerge inoltre per la Barbera, mentre Santa Maria della Versa registra una forte presenza di Pinot grigio. Per il Riesling, invece, uno dei riferimenti principali è ancora Montalto Pavese.

Quattro valli per leggere l'identità del vino oltrepadano

Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro cartografico è la suddivisione dell'Oltrepò nelle sue quattro principali vallate: Staffora, Coppa, Scuropasso e Versa. Una distinzione che non ha soltanto valore geografico. Le vallate corrispondono infatti alle Menzioni geografiche aggiuntive previste nel nuovo disciplinare del Metodo Classico Docg, destinato ad assumere il nome di Classese. La valle Versa è quella con la maggiore densità vitata: i vigneti arrivano a rappresentare circa il 47,5% della superficie complessiva della vallata. Qui domina ancora la Croatina, con il 31,2%, seguita dal Pinot nero con il 19,3%.

Oltrepò pavese, ecco la prima mappa viticola: il Pinot nero davanti alla Croatina

Subito dopo viene la valle Scuropasso, dove la densità vitata raggiunge il 42,6%. I vigneti sono concentrati soprattutto tra 100 e 360 metri di altitudine, mentre nella valle Versa possono spingersi fino a circa 500 metri. La valle Coppa è invece la più estesa delle quattro e comprende circa il 34% dell'intera denominazione Oltrepò pavese. Completamente differente il profilo della valle Staffora, che registra la minore densità vitata, intorno al 6%. Proprio qui, però, il Pinot nero assume un peso particolarmente rilevante, rappresentando oltre il 26% delle varietà coltivate.

Una mappa per raccontare meglio terroir e denominazioni

La nuova cartografia mette così a disposizione del comparto uno strumento che va ben oltre la semplice rappresentazione delle superfici. Individuare dove si concentrano le diverse varietà, a quali altitudini vengono coltivate e quale rapporto mantengono con le singole vallate significa infatti fornire una base concreta per una lettura sempre più precisa del terroir oltrepadano. Un passaggio particolarmente importante in una fase nella quale l'Oltrepò pavese sta lavorando per rafforzare l'identità delle proprie denominazioni e, soprattutto, per caratterizzare maggiormente la produzione di Metodo Classico da Pinot nero.

Oltrepò pavese, ecco la prima mappa viticola: il Pinot nero davanti alla Croatina
Alessandro Masnaghetti e Riccardo Binda, direttore del Consorzio, con la mappa viticola dell'Oltrepò pavese

In questa prospettiva, la futura valorizzazione delle quattro vallate attraverso le Menzioni geografiche aggiuntive potrà contribuire a spostare il racconto del vino oltrepadano dal solo vitigno al rapporto tra varietà, origine e luogo di produzione. Ed è forse proprio questo il dato più interessante restituito dalla nuova mappa: dietro gli oltre 11mila ettari di vigneto non esiste un unico Oltrepò, ma territori differenti che la geografia del vino permette oggi di leggere con maggiore precisione.