10-12 NOVEMBRE

A Paestum torna il Campionato mondiale Pizza Doc: tante novità nell'edizione 2026
Dal 10 al 12 novembre, circa 800 preparazioni saranno valutate da oltre 100 giurati, fra sfide dedicate alle diverse specialità, prove di abilità e incontri aperti al pubblico con esperti del comparto. Debuttano la categoria della romana a mattarello e il passaporto per i visitatori. Una borsa di studio ricorderà poi il fondatore Antonio Giaccoli, scomparso lo scorso 30 giugno
Dal 10 al 12 novembre, il Next - Nuova esposizione Ex Tabacchificio di Cafasso, a Capaccio-Paestum (Sa), ospiterà la dodicesima edizione del Campionato mondiale Pizza Doc, appuntamento che ogni anno richiama pizzaioli italiani e internazionali per confrontarsi sulle diverse interpretazioni della pizza. In programma ci sono tre giornate di gare, con circa 800 pizze da valutare, oltre 100 giurati, incontri di approfondimento e un'area espositiva dedicata alle aziende del settore. Il titolo di campione mondiale Pizza Doc 2026 sarà assegnato giovedì 12 novembre, al termine delle competizioni. Tra le novità di quest'anno figurano una categoria dedicata alla pizza romana stesa con il mattarello e un'iniziativa pensata per coinvolgere il pubblico anche nelle prossime edizioni.
Un'edizione nel ricordo di Antonio Giaccoli
Il campionato torna dunque a pochi passi dai templi di Paestum, in un'edizione che avrà anche un significato particolare per gli organizzatori. Sarà infatti la prima dopo la scomparsa, avvenuta lo scorso 30 giugno, di Antonio Giaccoli, ideatore della manifestazione e punto di riferimento delle precedenti edizioni. A raccoglierne l'eredità sarà la Giaccoli Accademy Doc, la nuova società fondata da Mena Giaccoli, titolare dei marchi Pizza Doc, con l'obiettivo di proseguire il lavoro avviato negli anni passati, soprattutto nell'ambito della formazione professionale. «Antonio ha dedicato la sua vita alla formazione e alla crescita professionale dei pizzaioli. Con Giaccoli Accademy Doc intendiamo tenere vivi i valori in cui credeva, mettendo al centro i giovani e l’arte del pizzaiolo. È il modo più autentico per ricordarlo» ha dichiarato Mena Giaccoli, ceo della società.
Proprio alla formazione sarà legata una delle iniziative dell'edizione 2026: la “Borsa di studio Antonio Giaccoli”, finanziata e promossa dai fratelli Mena e Vincenzo Giaccoli. Il riconoscimento sarà destinato ai tre studenti più meritevoli dell'istituto alberghiero che vincerà il concorso Pizza Doc School. I ragazzi avranno così la possibilità di frequentare il percorso formativo "Diventa pizzaiolo Doc", pensato per accompagnarli nell'apprendimento del mestiere e nello sviluppo delle competenze professionali.
Le categorie in gara e il titolo mondiale
Sul fronte delle competizioni, il campionato sarà aperto ai pizzaioli italiani e stranieri a partire dai 16 anni. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 5 novembre, mentre il programma comprenderà 24 categorie professionali, tre trofei speciali e una gara riservata agli amatori. A difendere idealmente il titolo conquistato nella scorsa edizione sarà il nome di Giuseppe Cutraro, vincitore del Campionato mondiale Pizza Doc 2025. Nato nel 1988 e originario dei Quartieri Spagnoli di Napoli, Cutraro è proprietario del Gruppo Peppe, presente dal 2020 in Francia con otto sedi tra Parigi e Lione. Il titolo assoluto del 2026 sarà invece conteso dai vincitori delle quattro categorie “Top”, che rappresentano il nucleo principale della competizione. Si tratta di “Pizza classica”, nella quale ogni concorrente presenterà la propria specialità, “Pizza Margherita Doc”, “Pizza contemporanea” e “Pizza a ruota di carro”, la tradizionale pizza napoletana dal diametro compreso fra 35 e 40 cm. La Margherita potrà essere preparata anche senza seguire il disciplinare Stg, mentre nella categoria contemporanea troveranno spazio le moderne tecniche di lavorazione degli impasti. Tra i quattro primi classificati sarà poi individuato il campione mondiale Pizza Doc 2026, sulla base del punteggio più alto ottenuto.
Accanto alle categorie principali, il programma darà spazio alle diverse specialità che negli anni hanno ampliato il panorama della pizza. Le otto categorie “Special” comprenderanno infatti la “Pizza in teglia”, la “Pizza in pala”, la “Pinsa romana”, la “Pizza senza glutine”, la “Pizza fritta”, i “Fritti” e la “Pizza gourmet”, quest'ultima aperta anche alle preparazioni dolci. La novità del 2026 sarà la Pizza Romana a mattarello, dedicata alla tradizionale tonda romana stesa con questa tecnica. Ci saranno poi quattro categorie di gruppo, pensate per valorizzare il lavoro condiviso. “Pizza in team” permetterà a più concorrenti di gareggiare insieme, anche in categorie differenti, mentre “Pizza a due” prevederà la collaborazione tra un pizzaiolo e un altro professionista, che potrà essere uno chef, un pasticciere oppure un secondo pizzaiolo. “Brand di Pizzeria” metterà invece a confronto le grandi catene attraverso un minitorneo, mentre “Pizza Doc School”, come detto, coinvolgerà gli istituti alberghieri, con la possibilità per la scuola vincitrice di accedere alla già citata borsa di studio dedicata ad Antonio Giaccoli.
Una parte delle gare sarà riservata anche alle abilità manuali dei concorrenti, con tre prove che metteranno alla prova velocità e tecnica. Nel “Freestyle” i pizzaioli si confronteranno attraverso le evoluzioni acrobatiche, mentre “Pizza più larga” premierà chi riuscirà a realizzare il disco dal diametro maggiore. “Pizza più veloce”, infine, misurerà il tempo necessario per stendere l'impasto. Per gli appassionati che non esercitano professionalmente il mestiere tornerà invece “Pizza Doc Lovers”, la categoria amatoriale introdotta su intuizione dello stesso Antonio Giaccoli. A completare il programma delle competizioni saranno tre trofei speciali, ciascuno dedicato a un diverso aspetto della pizza e dei suoi abbinamenti: “Trofeo Panuozzo Doc”, dedicato al panuozzo, una delle preparazioni più conosciute della tradizione legata alla pizza, “Trofeo pizza e vino”, che premierà il miglior abbinamento tra una pizza e un calice di vino, e “Trofeo pizza e drink”, riservato all'abbinamento tra pizza e cocktail.
Pizza Doc Social e il nuovo passaporto per i visitatori
Oltre ai riconoscimenti assegnati durante le gare, è prevista anche la categoria Pizza Doc Social, che permetterà al pubblico di partecipare alla scelta di un vincitore. Tutte le pizze realizzate durante il campionato saranno fotografate e raccolte in un album pubblicato sui canali Facebook della manifestazione. Le votazioni si apriranno il 20 novembre e proseguiranno fino alle 23.59 del 5 dicembre. A prevalere sarà la pizza che avrà ottenuto il maggior numero di like, con la premiazione fissata per il 9 dicembre, durante i Pizza Doc Awards 2026 al Teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare di Napoli. Un'altra novità sarà il Passaporto Pizza Doc, rivolto sia ai concorrenti sia ai visitatori. Il documento, contrassegnato dal bollino dell'edizione 2026, potrà essere personalizzato con i timbri delle aziende presenti negli spazi espositivi. L'idea è quella di accompagnare il pubblico tra gli stand e, allo stesso tempo, creare un ricordo da conservare negli anni. Il passaporto potrà infatti essere riportato nelle edizioni successive, aggiungendo nuovi bollini e timbri a quelli già raccolti.
Come funzioneranno le valutazioni della giuria
Per quanto riguarda le valutazioni, anche quest'anno sarà confermato il sistema della giuria nascosta, introdotto per evitare che l'identità del concorrente possa influenzare il giudizio. I giurati, infatti, non vedranno chi ha preparato la pizza prima di aver espresso il proprio voto. Saranno oltre 100, tra giornalisti, food blogger, influencer, maestri pizzaioli e chef, chiamati a valutare circa 800 pizze nel corso delle tre giornate. A presiedere la giuria sarà la giornalista Antonella Amodio, mentre per la sezione senza glutine il presidente sarà il giornalista Alfonso Del Forno. Il sistema di valutazione sarà interamente digitale. Ogni pizza riceverà un codice QR durante l'accreditamento del concorrente e i giudici utilizzeranno un'applicazione per registrare i voti. I parametri saranno tre: aspetto, cottura e gusto, ciascuno valutato con un punteggio da 0 a 50.
A questi giudizi si affiancheranno quelli dei giudici di forno, incaricati di verificare la pulizia del banco di lavoro, l'etica professionale e il rispetto dei tempi previsti dalla gara. La direzione tecnica sarà affidata al maestro pizzaiolo Marco Di Pasquale, affiancato dai docenti e da Angioletto Tramontano, figura di riferimento nella formazione di generazioni di pizzaioli. I vincitori delle diverse categorie saranno annunciati nel pomeriggio di giovedì 12 novembre, durante la cerimonia conclusiva. Oltre al titolo mondiale, verranno consegnati riconoscimenti come il "Miglior pizzaiolo italiano nel mondo", il "Miglior pizzaiola Doc 2026" e il "Premio giudici di forno", considerato il premio della critica. A condurre le tre giornate saranno Rossella Pisaturo, collaboratrice Rai, speaker di RCS75 e conduttrice di "Casa Sanremo", Stefania Sirignano di Radio Punto Zero, Dino Della Porta ed Enzo Calabrese, conosciuto nell'ambiente come il "Bruno Pizzul della Pizza".
Incontri, area espositiva e solidarietà
Il programma, tuttavia, non si esaurirà con le gare. Durante le tre giornate torneranno anche i “Doc Talk”, gli incontri dedicati all'approfondimento dei temi legati al mondo della pizza. Maestri pizzaioli, aziende, esperti del settore, giornalisti e influencer si alterneranno in workshop aperti gratuitamente al pubblico, per i quali è consigliata la prenotazione. Per le aziende della ristorazione sarà invece disponibile l'Area Expò Doc, uno spazio espositivo di circa 4mila mq dedicato alla presentazione di prodotti e servizi agli operatori del settore. All'interno della manifestazione sarà inoltre allestita un'area lounge B2B, riservata agli incontri tra imprese, professionisti e buyer internazionali, con l'obiettivo di favorire nuove relazioni commerciali. Infine, il Campionato riserverà spazio anche alla solidarietà attraverso il sostegno al progetto “La stanza di Tobia”, la casa di accoglienza di via Foria, a Napoli, che ospita le famiglie dei bambini affetti da patologie tumorali.

